Magazine Pari Opportunità

10.02.2010 Parlamento Europeo - parità di genere in ambito lavorativo

Da Elena
10.02.2010 Parlamento Europeo - parità di genere in ambito lavorativo Il 10 febbraio 2010 a Strasburgo il Parlamento Europeo ha approvato con 381 voti favorevoli, 253 contrari e 31 astensioni, la relazione di Marc Tarabella (S&D Belgio) sulla parità di genere in ambito lavorativo. I punti fondamentali approvati sono i seguenti:
- valorizzazione dell'imprenditorialità femminile;
- ridurre fino ad eliminare la differenza retributiva fra donne e uomini;
- rivedere il congedo di maternità ed introdurre quello di paternità;
- istituzione delle quote rosa;
- direttive che tutelino meglio la lotta alla violenza sulle donne;
- agevolazioni sulla contraccezione e l'aborto.
Le preoccupazioni che accompagnano questa relazione sono basate su una situazione della donna in ambito lavorativo piuttosto precaria, nonostante si stia parlando del 2010 e dei paesi occidentali. Per quanto concerne le retribuzioni abbiamo un divario tra il 14% e il 17,4%, in contrasto con gli impegni che sono stati presi dai Paesi Europei nel corso degli anni precedenti. Il problema delle donne non è solo la retribuzione, ma è soprattutto la maternità. Ebbene si, per una donna che vuole lavorare la maternità diventa un problema. Le ragazze giovani ad esempio, quando vanno ai colloqui di lavoro, almeno una volta su tre si sentono dire: "figli?", per non parlare di situazioni più gravi come il fatto che alcune volte il datore di lavoro fa firmare con l'assunzione una clausola per cui se la dipendente rimane incinta, deve lasciare il posto di lavoro (si parla di pochi casi, e con persone che magari non conoscono determinate legislazioni, o che scendono a compromessi pur di lavorare). E c'è altro. Molte donne incinte vengono licenziate su due piedi senza preavviso, e quelle donne in carriera come le manager, o vengono licenziate pure loro non trovando più una posizione simile, oppure vengono declassate. E la cosa peggiore è che questa situazione viene concepita come normale, che fanno tutti, che è insita nel nostro sistema. In Italia 1/3 delle donne abbandona il lavoro dopo la nascita del figlio, anche se negli altri paesi questo dato non differisce di molto. Alcune motivazioni si possono anche trovare negli asili, pochi, sempre pieni, costosi.
Capite quindi perchè si parla di donna poco tutelata e discriminata in ambito lavorativo, non sono discorsi campati in aria solo per fare polemica o propaganda femminista senza fondamento (non ho parlato infatti di quei datori di lavoro che appena sentono "donna" subito evitano il colloquio solo per pregiudizi sociali ormai medievali). A quelli che ritengono che la donna sia molto avvantaggiata rispetto l'uomo soprattutto per quanto concerne ruoli specifici per cui è più gradita la presenza femminile come immagine, devono ricordarsi che per prima cosa esistono tutt'ora lavori prevalentemente maschili e lavori in cui la donna ha difficoltà d'inserimento, e per seconda cosa devono tenere conto di tutti i problemi soprascritti a cui la donna è tutt'ora destinata.
In riferimento a quanto scritto sinora, già nell'anno 2000 il Parlamento Europeo ha discusso sulla parità di genere in ambito lavorativo. Citerò alcune frasi.
"... sono state elaborate normative [...] che hanno solo parzialmente contribuito alla parità di trattamento tra lavoratori di sesso femminile e maschile..."
"... le retribuzioni delle donne sono comunque mediamente inferiori del 15% a quelle degli uomini [...] (e tutto ciò) è spiegabile unicamente con meccanismi di discriminazione di valore, il che rende tale situazione inaccettabile"
Lo stesso Parlamento che ha pronunciato queste frasi ha riconosciuto il fatto che una totale valutazione obiettiva del lavoratore è impossibile, poichè in essa si evolve un'operazione piuttosto complessa in cui rientra una serie di variabili inevitabilmente soggettive. In ogni modo le valutazioni devono partire prima dalla funzione poi da tutto il resto. E' importante anche quanto afferma di seguito:
"i responsabili delle trattative per i contratti collettivi danno insufficiente priorità alla questione del divario retributivo e si mostrano sovente eccessivamente preoccupati per i costi di una riforma dei salari che vada nel senso della neutralità di genere..."
Ultima citazione collegata ed essenziale per me: "le donne sono fortemente sottorappresentate in seno agli organi decisionali delle parti sociali, il che crea una situazione in cui le donne risultano poco preparate a una valutazione delle mansioni neutra dal punto di vista del genere e gli uomini poco sensibilizzati a tale problematica".
Consideriamo ora il nostro paese, in cui le situazioni sopraindicate sono le più gravi in Europa, e alla nostra rappresentante, il ministro Carfagna. Mi chiedo ora, come possiamo adottare o almeno pensare di adottare provvedimenti così importanti come quelli appena discussi se abbiamo come nostra rappresentante femminile una persona che solo qualche anno fa cercava di ballare poco vestita nelle trasmissioni televisive, posava senza veli per i calendari, e che rimane perennemente all'ombra dei suoi colleghi? Su questo gravissimo problema noi donne non possiamo soffermarci alla mera polemica, ma dovremmo cercare di ragionare sulla gravità di questa situazione e quello che comporterà la scelta di questa figura di potere discutibilmente in grado di ricoprire una posizione simile nella totalità delle sue funzioni, eticamente e quindi non solo politicamente richieste; io voglio essere rappresentata da una vera donna, intelligente, colta, che conosca e studi continuamente la storia della donna, le situazioni passate e quelle attuali a cui noi donne siamo e siamo sempre state destinate, che abbia nel cuore la forza e il coraggio di difenderci e farci valere alzando la voce, battendo il pugno sul tavolo. E noi donne a nostra volta, (e mi rivolgo con biasimo pure a me stessa) dovremmo seriamente indignarci e scendere in piazza invece di guardare il mondo intorno a noi come semplici spettatrici.

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :