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3 Days To Kill - La Recensione

Creato il 30 maggio 2014 da Giordano Caputo
3 Days To Kill - La RecensioneForse se l'aspettava, forse no.
Il successo di "Io Vi Troverò" tuttavia un po' i piani del Luc Besson produttore li ha cambiati. Prevista o meno, l'esplosione di consensi incassata dall'action adrenalinico con Liam Neeson ha convinto il poliedrico, instancabile Luc ad aprire un vero e proprio ciclo. E parliamo di un ciclo piuttosto chiaro, composto da una formula che batte punti ben definiti, mischiando crimine e famiglia e variando ritmo a seconda delle esigenze di cast e copione.
La falsa riga di "3 Days To Kill" quindi è piuttosto collaudata e sicura e, per certi versi, simile anche alla più recente thriller-comedy "Cose Nostre: Malavita" che Besson ha curato in prima persona mettendosi anche dietro la macchina da presa. Il canovaccio è semplicissimo: un agente della CIA, congedato causa cancro, fa di tutto per riparare lo strappo con l'adolescente figlia trascurata nel corso degli anni prima che i tre mesi di vita diagnosticati volino definitivamente e sia troppo tardi. Ripresi i contatti, però, una giovane ragazza tenebrosa e affascinante, lo convince ad entrare nuovamente nella CIA promettendogli in cambio dell'uccisione di alcuni criminali una cura sperimentale che dovrebbe allungare il tempo a sua disposizione.
Il regista McG, chiamato a dirigere quella che ormai potremmo considerare come un ossessione per Besson, fa il suo sporco lavoro seguendo passo passo le coordinate della sceneggiatura avuta tra le mani e, onestamente, per un po', "3 Days To Kill" con lui funziona bene, oltre le aspettative. Funziona bene nel suo prologo, funziona bene nella sua trama trita ma restaurata e soprattutto funziona bene nella scelta di un attore, Kevin Costner, che dimostra di non perdere colpi e di essere ancora un cavallo di razza purissima.
Ciò nonostante qualcosa nel cammino poi comincia a sgretolarsi, e questo qualcosa è rappresentato con grande delusione dall'entrata in scena della bellissima e ambigua Amber Heard, per l'ennesima volta mal gestita nel deflusso di una pellicola in cui prende parte. Il suo scopo è necessario e senza dubbio utile alla causa, eppure la sua gestione appare incomprensibile e spaesante, se non altro perché dopo essere stata presentata ufficialmente come dark lady, viene fatta uscire dalla narrazione per oltre mezz'ora e poi fatta rientrare a singhiozzi poco logici e convincenti.
3 Days To Kill - La RecensioneChe l'attaccamento forte e sanguigno trascini "3 Days To Kill" a dedicarsi più alla sottotrama famigliare e affettiva è evidente quanto comprensibile, però, l'amalgama obbligata con la nemesi criminale anziché funzionare da rinforzo, come dovrebbe per la risoluzione dei conflitti, puntualmente sembra irrompere in maniera inopportuna, andando a smorzare qualcosa di più coinvolgente e assai più positivo. Lo sguardo di una ragazzina delusa, i sensi di colpa di un padre assente, i primi piani di una (ex) moglie diffidente e fiduciosa, attirano molto di più di interrogatori ironici, torture assurde e incursioni di una femme fatale, appunto, agganciata con scotch e colla.
Se allora "3 Days To Kill" non regge le (eccessive) due ore di durata è perché sbaglia a gestire i turni dei compiti che lui stesso ha deciso di assegnarsi. Alla fine l'impressione è che stavolta Besson per la troppa foga di svagarsi abbia azzeccato gli ingredienti ma sbagliato le dosi, lasciando noi un tantino appesantiti e non proprio sazi.
Trailer:

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