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4 storie meravigliose in una giornata meravigliosa

Creato il 22 giugno 2014 da Giuseppe Armellini
4 storie meravigliose in una giornata meravigliosa La prima storia è quella di un bambino che non voleva crescere ma poi l'ha fatto in maniera talmente
fragorosa da diventare il più grande di tutti.
E quando cresci così in fretta, tutto insieme, e quando inizi ad aver paura di essere il più grande ti possono tremare le gambe, tutti stanno lì ad aspettare un errore, a vederti fallire, a rivedere le proprie classifiche, a dimenticarsi quella crescita fragorosa.
La prima storia è quella di un bambino che non voleva crescere e che adesso fatica a correre, fatica a pensare, novello Atlante tiene sulle spalle il mondo intero pronto a giudicarlo, novello Atlante porta sulla spalle un'intera nazione pronta ad esultare.
E con quel peso sulle spalle, con le gambe che non sono loro, con la testa che non è lei, riesce comunque a fare cose che tutti quelli che sopra non hanno niente non riescono a fare.
Come fare passare una palla in posti impossibili, con traiettorie impossibili.
E farlo quando poi non c'è più il tempo di controbattere, farlo quando quel gesto diventa definitivo.
Si chiama Lionel.
La seconda storia è quella di 11 eroi venuti dall'Est a sfidare un esercito mille volte più grande di loro.
Non sono 300, ma solo 11, non sono spartani ma persiani.
Non sono belli, e quel mondo che sta sopra le spalle del bambino che non voleva crescere nemmeno li conosce. Ma stanno lì, lottano, corrono, inseguono, tamponano, ripartono, feriscono.
Sono 11 eroi trafitti da una freccia scagliata dal miglior Robin Hood di sempre proprio quando stavano lì, sudati e feriti pronti ad esultare.
Sono gli eroi che stavano rendendo uno 0 a 0 la partita più bella del Mondiale.
Sono quelli piccoli arrivati prima a un passo da una cosa grandissima, poi a un passo da una cosa grande, poi con un pugno di mosche in mano.
Si chiamano Javad, Reza, Andranik, Jalal, hanno nomi e cognomi che nessuno forse ricorderà.
Ma quello che hanno fatto, non quello che potevano aver fatto ma quello che hanno fatto resterà nella storia di chi come me e come tanti ancora ha il coraggio di emozionarsi per questo meraviglioso sport.
La terza storia è quella di un vecchietto col profilo spigoloso.
Viene dalla Polonia ma troverà nella terra degli invasori la sua patria.
Anche lui non è bello, non lo è nessuno in queste storie, ma anche lui ha qualcosa di speciale.
E la sua cosa speciale è gonfiare quelle reti che a volte per qualcuno sembrano così irraggiungibili.
Lo fa da sempre, lo fa sempre, e lo fa più e meglio di tutti.
E ieri raggiunge il Fenomeno e la Storia.
Credo fosse giusto lo facesse lui.
Perchè aveva già superato il record, sia in nazionale che ai Mondiali di un nanetto sgraziato che non aveva una sola qualità calcistica. Uno che era goffo e agilissimo allo stesso tempo, uno che fuori dall'area di rigore probabilmente sarebbe morto soffocato, uno che lo vedi e dici questo ci posso giocare anche io.
Già ma uno che senza avere niente per qualche motivo paradossale è stato forse la punta d'area più forte della storia del calcio.
Lui si chiamava Gerd.
E lui si chiama Miroslav.
L'ultima storia è quella di un africano che era triste ed ora vuole tornare a sorridere.
Un africano che sbagliò un rigore al 122° minuto di un Mondiale fa.
Un rigore calciato da un continente intero per raggiungere un traguardo che quel continente non aveva raggiunto mai.
E quel rigore lo sbagliò. E quando sbagli un rigore all'ultimo respiro della partita poi a morire sei per forza te.
E altri rigori, quelli che appena dopo calciarono tutti, lo sbatterono fuori.
Lui segnò il suo ma non bastò. Perchè quello della storia era capitato 5 minuti prima.
E poi 2 anni dopo l'africano triste sbagliò un altro rigore, nella loro Coppa continentale, un rigore che li avrebbe portati in finale.
E l'africano triste dopo aver sbagliato i 2 rigori più importanti di un intero popolo e forse di un'intera razza disse stop, io esco di scena, il dolore è troppo grande.
Ma poi ritorna.
E diventa ieri l'africano con più goal ai Mondiali e la prossima partita quello con più presenze.
Forse non sarà più triste e forse darà a quella nazione un'altra chance.
Si chiama Gyan, ha il viso vecchio ma vecchio non è ancora.
Ha due rigori sbagliati nel cuore e la voglia di cancellarli.


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