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A scuola nel Regno Unito

Da Franceframes
Miriam Paternoster :" I’m an Italian middle school art teacher, but now I’m living in UK with my family". Conosco personalmente Miriam Paternoster, che potrete anche voi incontrare nel blog Arteascuola, (This blog is a place to share, swap, and explore lessons, systems, and creations in other art classrooms) dove Miriam condivide lavori e capolavori che ha realizzato a scuola, in Italia, che ora realizza insieme ai suoi figli, a casa e a scuola nel Galles, dove attualmente risiede.Dalle attività condivise comprenderete l'attenzione che pone nel proporre attività creative che coinvolgano gli alunni nella sperimentazione di tecniche e  materiali diversi, con l'obiettivo di ottenre prodotti che incrementino il senso di autonomia, di autoefficacia, di collaborazione e di rispetto dei ragazzi...insomma "learning by doing" e "learning is an experience"...
Miriam & family...è anche una bella e lunga storia che narra scelte di vita particolari vissute in una casa-mondo e in una scuola-mondo per i suoi figli...(ne riparleremo con lei...)
Attualmente, come avete letto, vive in UK con la famiglia, 3 figli che potete ammirare qui e che, come documentano le divise orgogliosamente indossate...frequentano le scuole del regno Unito
A scuola nel Regno Unito first day  of school 2011 - by Miriam
Non ho resistito alla tentazione di contattarla e di farle un'intervista (via mail) su alcuni aspetti del sistema scolastico d'oltremanica.Che idea hai potuto farti della scuola inglese?La mia esperienza è forse superficiale , ma  da mamma di tre bambini che per 3 anni hanno frequentato scuole internazionali posso avere almeno qualche opinione realistica al riguardo. Comunque sto frequentando la scuola di mio figlio ed assisto alle lezioni nel dipartimento di arte ed è già qualcosa per rendersi conto dei metodi e degli obiettivi che questo educational system vuole raggiungere, soprattutto se confrontate con la scuola italiana. Spazi fisici: nella scuola primaria si notano le differenze più grandi, le classi sono organizzate secondo lo spazio laboratoriale ( vedi http://laproffa.blogspot.co.uk/2010/10/scuola-senza-zaino.html ) e quindi non esiste la lezione di tipo frontale come la facciamo noi. TUTTE le classi hanno lavandini, librerie, computer in classe e L.I.M.
ecco l'esempio di una nostra aula e un'aula di una scuola europea/internazionali
 MaterialiAlle elementari hanno vari quaderni in carta riciclata forniti dalla scuola e non li portano quasi mai a casa, vanno a scuola con una "bustina" con dentro un fascicoletto o un libretto o un quadernino con una penna, perchè tutto il materiale è a scuola, i libri non ci sono perchè tutto quello che serve è ON LINE vedi anche http://www.senzazaino.it/A scuola nel Regno Unito  Metodi e tecnologiaI metodi sono molto basati sull'esperienza perchè "learning is experience" quindi non esistono solo  libro\gesso\lavagna  e la tecnologia è una parte fondamentale dell'apprendimento visto che ormai abbiamo a che fare tutti con nativi digitali e non si può assolutamente omettere questo aspetto nel sistema dell'apprendimento scolastico.Parlando di tecnologia nella scuola primaria c'è un box con una ventina di iPad da utilizzare a rotazione nelle classi, mio figlio di 7 anni partecipa alle lezioni cosiddette "Opzionali" del "Technology club" dove usano gli iPad per disegnare, fare giochi linguistici e matematici... immagina l'interesse e il divertimento, altro che contaminare i bambini!
Homeworks I ragazzi hanno pochissimi compiti a casa, per lo più devono finire dei lavoro cominciati a scuola e devono soprattutto leggere (qualsiasi cosa purchè leggano...), molti compiti sono on line, il bambino ha un suo account in un sito di matematica in rete con la scuola e il professore dà i compiti sul sito, vede i progressi del ragazzo, controlla se i compiti sono stati fatti o no. tra il resto su questi siti ci sono esempi per comprendere passo passo la consegna che ti viene data quindi attraverso la revisione poi il ragazzo è in grado di fare i compiti da solo. C'è un punteggio, una media , un'autovalutazione, la possibilità di parlare con gli insegnanti, la possibilità di simulare i test con le spiegazioni durante il percorso e  di ripetere i test sbagliati comprendendo gli errori commessi... insomma, tutto quello che si vuole. Colloqui con i genitori (e alunni) Ad esempio: io e Mario andiamo a udienza per sapere come va nostro figlio Paolo e chiaramente è invitato anche lui in divisa impeccabile. Intanto c'è un tutor della classe che spiega tutta la situazione scolastica dell'alunno e noi ci facciamo un'udienza sola e non dodici udienze separate (poi si può chiedere appuntamento "privato" con un docente in particolare tramite libretto personale...). Poi quando entriamo c'è UNA sedia davanti al docente e due seggioline ai lati, quasi dietro la sedia centrale. Hai già capito dove voglio arrivare: l'udienza è del ragazzo di fronte al suo tutor, è sua la responsabilità del SUO studio, dei SUOI compiti, dei SUOI obiettivi e desideri Viene mostrata la pagella e vengono discussi i voti, con molta serenità e molti sorrisi, poi viene chiesto al ragazzo che cosa non è andato bene, che cosa gli è interessato di più , cosa secondo lui può migliorare e come. A quel punto vengono scritti i targets da raggiungere per il prossimo mese, o quadrimestre e vengono concordati dall'insegnante e dal ragazzo... E' una specie di accordo dove l'alunno si prende la responsabilità di provarci, di fare del suo meglio e di chiedere aiuto se ne ha bisogno: AUTONOMIA, RESPONSABILITA'. ValutazioneOvviamente registri, pagelle, report sono tutti in rete...  Altra cosa fondamentale secondo me, c'è una pagella con i voti delle varie materie, ma poi vengono valutati anche COMPORTAMENTO, IMPEGNO, COMPITI A CASA con una valutazione per ciascuna voce.I miei figli qua sono stranieri e allora puoi immaginare la leggera apprensione che avevo per il loro rendimento scolastico... con loro ho concordato che questa seconda pagella doveva essere piena di "A", perchè su quella non avevano scuse, non c'entra essere madrelingua e avere difficoltà di comprensione del testo o trattare argomenti completamente nuovi... c'entra solo il rispettare le regole, mettercela tutta, chiedere aiuto e fare quello che ti viene chiesto meglio che si può, E PER QUESTO vieni valutato. Per la prima pagella andava bene qualsiasi voto...La disciplina è stabilita e condivisa da TUTTA la classe insegnante in maniera uguale (limiti,  sanzioni,  soluzioni) e credo che questa sia la grande forza di queste scuole, le regole e le sanzioni sono chiare, stabilite scritte nero su bianco per alunni genitori e insegnanti
Qualche considerazione (by Miriam)Dovrei fare un lungo discorso con te riguardo alle differenze che ho colto tra il nostro sistema scolastico e quello internazionale...perchè gli argomenti sono davvero tanti! Dalla mia esperienza personale credo che qui ci sia molta più attenzione alla responsabilizzazione e l'autonomia del bambino fin dai primi anni di scuola, è lui il primo responsabile delle sue scelte, della sua vita, dei suoi doveri e dei suoi obiettivi, egli obiettivi principali alle elementari sono quelli che fanno diventare persone prima che alunni. Il focus è molto improntato sul rispetto, sulla convivenza, sulla responsabilità della persona che vive in mezzo ad altre persone e che quindi deve rispettare le regole, come in un gioco, come nello sport, come in una famiglia... questi concetti vengono messi al primo posto, prima della didattica, prima dei programmi ministeriali, dei voti e delle pagelle. La mia non è una cieca lode al sistema educativo internazionale, il bello di avere esperienze che durino più di qualche mese ti dà un'idea realistica dei pro e dei contro ed è questa capacità critica che vorrei affinare prima di rientrare in Italia... Qualche considerazione (mia)Ho letto la mail di Miriam come si legge un libro di fiabe...mi sembrava un incanto...ambienti di apprendimento laboratoriali, tecnologie che supportano realmente la didattica, lim, ipad, tutor di classe...responsabilità del proprio apprendimento, pochi compiti a casa... tutto quello che cerchiamo di fare anche noi...ma con grandi resistenze da parte di colleghi, dirigenti, e a volte anche genitori...tutti ancorati ad una visione della scuola di fine '800. Come dice Giovanni Biondi "Se    un    viaggiatore    nel    tempo    potesse    arrivare dall’Ottocento...faticherebbe certamente a riconoscere il mondo, ma se entrasse in una classe capirebbe facilmente di essere a scuola”  Miriam si è resa disponibile ad altri approfondimenti...se avete domande ponetele qui nei commenti, vediamo di non perdere questa occasione che ci permette di avere notizie di prima mano... Grazie Miriam...al prossimo approfondimento!

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