Magazine Psicologia

Accettare e convivere con una malattia cronica: aspetti psicologici.

Da Dott.ssa Manganiello - Pesaro
ACCETTARE E CONVIVERE CON UNA MALATTIA CRONICA: ASPETTI PSICOLOGICI. Scoprire di avere una malattia cronica (es. diabete, ipo/ipertiroidismo, celiachia, endometriosi, etc.) può diventare un esperienza di forte impatto emotivo e psicologico. Di solito, al momento della scoperta, la persona si sente disorientata, sa poco della sua malattia e questo è il primo motivo di preoccupazione (“cosa mi accadrà?” “quali conseguenze dovrò affrontare?”) successivamente immagina come cambierà la sua vita a causa della malattia (“a cosa dovrò rinunciare?” “riuscirò a sopportarne le conseguenze?”).
Come può lo psicologo aiutare chi ha una malattia cronica? Occupandosi degli aspetti emotivi, psicologici, relazionali, comportamentali e cognitivi (legati al pensiero) e lasciando al medico tutti gli aspetti relativi ai sintomi fisici, alle cure farmacologiche e alle indicazioni alimentari. Lo psicologo ha come obiettivo raggiungere un’adeguata accettazione della malattia e una convivenza sostenibile con la stessa per una migliore qualità della vita. Per ottenere questi risultati, lo psicologo, si occupa di diversi aspetti: ACCOGLIE LE EMOZIONI. Le emozioni cambiano dal momento della scoperta ai momenti successivi. Il terapeuta è preparato a sostenere la rabbia (“perché proprio a me?”), la paura (“che cosa mi accadrà?”), la preoccupazione (“quale sarà il mio futuro?”), lo stress (“non ce la faccio più!”), l’ansia (“ho perso il controllo”), la tristezza (“non ho la forza di uscire”) e altro ancora. Emozioni forti che di solito non sono espresse con altri per proteggerli o se espresse rischiano di spaventare, preoccupare o compromettere i legami. RICONOSCE LE DIFFICOLTA’ PER CONVERTIRLE IN POSSIBILITA’. Ogni malattia cronica porta con sé dei cambiamenti. Tali cambiamenti rompono le abitudini, le aspettative e i progetti della persona, ogni malattia nel suo modo specifico. Quindi, ci si ritrova a dover riprogrammare la propria quotidianità in base all’ingresso di nuove pratiche, inizialmente vissute con difficoltà mentre con il tempo diventeranno nuove abitudini. Per esempio, l’uso di farmaci o l’eliminazione di certi cibi introdurranno nella vita della persona nuovi elementi di cui non si potrà/dovrà più fare a meno. lo psicologo aiuterà la persona ad individuare le difficoltà e per ognuna di queste immagineranno insieme come potrà meglio adattarsi ad esse, rispettando desideri e bisogni.  INCORAGGIA L’ELABORAZIONE DEI VISSUTI NEGATIVI PER RIPARTIRE DA ESSI. La sensazione che ci sia un prima e un dopo malattia di solito è forte. Dove il prima viene identificato con la vita spensierata e il dopo con una non-vita di preoccupazioni. Lo psicologo aiuta a riconoscere che il prima e il dopo sono solo il continuo della stessa vita. Il senso di perdita, di solitudine, di amarezza, di delusione fanno parte di questo percorso, fanno parte della vita stessa e fermarci un po’ su di esse ci aiuta a capire meglio cosa è importante per noi e cosa vogliamo. Questo ci permette di ripartire e andare avanti più consapevoli e sicuri. Se non avessimo l’occasione di farlo questi sentimenti negativi potrebbero adagiarsi sulle spalle come pesi sempre più insostenibili e  incomprensibili. In sintesi, lo psicologo accoglie il negativo che una malattia cronica porta con sé per restituire alla persona il desiderio e l’aspettativa di una vita piena e comunque appagante.
                                    
                                      Dott.ssa Katjuscia Manganiello – Psicologa Psicoterapeuta - Tel. 349 6347184
Studio di Psicologia e Psicoterapia – via XI febbraio, 63 / 61121 Pesaro Urbino Marche


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog