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Al Cinema: recensione "Clown"

Creato il 15 novembre 2014 da Giuseppe Armellini
Al Cinema: recensione Nel mio paesino c'era un Boss, uno di quei ragazzi che si vede da lontano che c'hanno tutti ai loro piedi, se vede da lontano che ogni cosa che dicono è Sentenza, se vede da lontano che nessuno se pò arrischià a diglie niente.
Noi ne avevamo uno, e quando parlava lui era come se parlasse un guru o un essere superiore.
Per  ogni situazione ne aveva una da dire.
Voleva dimostrati che su di lui non potevi far conto e devi arrangiarti da solo?
- Che te devo fa, te devo coce n'ovo? (uovo)
Voleva farti crollare le tue ultime residue speranze?
- Non lo cercà il tonno al lago che non lo trovi... (devastante, incontestabile)
Voleva ammutolirti?
- Te prima de parlà devi sta zitto! (che solo al secondo ascolto ti accorgi di quanto sia lapalissiano)
Voleva umiliarti? ah, qui si sbizzarriva
- La sai la differenza tra te e n'oco? (un'oca, simbolo di stupidità)
Il becco!
- (questa stando a un metro da te con il suo braccio teso e la mano sulla tua spalla) La sai la differenza tra me e un coglione?
Un braccio!
Questo di umiliarti era il suo must, ne aveva a decine.
E c'aveva la fissa di dirti "pagliaccio" che da noi, ma credo anche da voi, è un modo carino per dirti buffone, scemo, uomo ridicolo.
Ma mica lo diceva direttamente eh, sempre con i suoi metodi.
Me ne ricordo 2:
- Dove l'hai lasciato il tendone? (magnifica ellissi)
oppure
- Oggi te sei dimenticato il naso rosso?
ecco, vedo i primi, terribili, 5 minuti di "Clown" e il mio pensiero è fisso sul mio amico boss/guru e a quel suo, molte volte rivolto anche a me, "Oggi te sei dimenticato il naso rosso?"
Ma paradossalmente per una situazione opposta.
Se infatti M. rimarcava che quel giorno a noi mancava solo il naso rosso qui è l'opposto, c'è un padre che la notte prima ha fatto il clown alla festa del figlio, poi si addormenta sul divano e poi la mattina dopo manco se lava e accompagna il figlio a scuola vestito e dipinto ancora da clown.
O.k, magari aveva fretta, ma la domanda sorge spontanea:
Te sei dimenticato il naso rosso?
Perchè capisco tutto, ma togliersi almeno la pallina rossa era un attimo, voglio dire, anche mentre guidi no? e sti bambini porelli vedono un babbo-clown che lascia il figlio all'asilo, se poi crescono male non ce lamentamo eh!
Poi si scoprono cose arcane.
In verità ar cane sarebbe da dedicaglie un capitolo a parte o una puntata di Mistero perchè anche a lui succedono cose che non avranno spiegazione fino alla fine.
Ma lasciamo da parte il cane e torniamo alle cose arcane che sarebbero che il vestito, il trucco e il parrucco che il padre aveva messo per la festa del figlio in realtà sono indemoniati, anzi no, quelli sono proprio i capelli del demone e il vestito da clown la sua pelle.
E ormai tutto quell'ambaradan non si toglie più!
La parrucca, i capelli sono diventati i suoi, il vestito na specie de tutina bondage aderente, il trucco non se leva.
E che fa il protagonista nella terza scena? prende un rasoio e poi na specie de motosega per levasse il vestito!
Alla terza scena! Se dissangua, rischia per 3 mm de non tagliasse la testa ma se vede che c'aveva fretta, la lampo non va, c'ho fretta.
Tornando un attimo all'italiano: tutto questo accade veramente, che ci crediate o no.
Insomma, abbiamo un soggetto che fa pendant con quello che racconta e con il titolo, ossia un soggetto pagliaccio, buffone, ridicolo.
E la prima mezz'ora la passiamo a ridere più di quando eravamo 7enni davanti a un pagliaccio di professione.
Che poi invece di solito i clown inquietano, fanno paura, perturbano.
Ma qui c'è solo da ride.
Poi succede una cosa strana, o forse semplicemente quella cosa che tutti gli horror tentano di fare.
Ti dimentichi cha stai viaggiando nell'Enterprise del Ridicolo e accetti tutto. E il film decolla, non diventa bello no, ma ormai che l'abbiamo accettato fa il suo porco dovere.
Non impaurisce, non inquieta, non fa queste cose MAI ma fa il suo porco dovere.
Avevo previsto la fine, o parte della fine, dopo un quarto d'ora ma voglio dire, non è che ci volesse uno degli sviluppatori della missione spaziale Rosetta per capirlo.
Ci sono ancora momenti che Fantozzi in confronto ha la comicità di Rosy Bindi, tipo l'esperto a cui viene chiesto il perchè non si fossero sbarazzati del vestito da clown che risponde:
"Ma anche se l'avessimo buttato in fondo all'Oceano, se poi qualcuno l'avesse trovato??"
Standing Ovation, ossia uova tirate in posizione eretta.
Comunque la trama è che sto demone deve mangiare 5 bambini (o anche solo una parti di essi visto che al primo glie mozzica solo du diti).
Una volta mangiati i 5 bambini mica c'ho capito che cazzo dovrebbe succede, ma sta di fatto che la leggenda questo vuole, anche se rimane confusa ed arbitraria quanto un accostamento tra Waldimir Luxuria e la Fisica Quantistica.
Birillo o Baralla (magnifico detto umbro che sta per dire "in qualche modo") si arriva alla prevedibile fine che però ha una fine della fine invece imprevedibile e, per certi versi, bastevole a mandare a puttane tutto quello che avevamo visto fino ad allora.
Se vogliamo essere buoni chiuderemo dicendo che:
Clown è un'originale variante del tema vampiro (o licantropo) ossia dell'uomo che diventa altro e non può frenare certi istinti
Se vogliamo essere sinceri chiuderemo dicendo che:
L'unica domanda che vorremmo fare al Clown è:
dò l'hai lasciato il tendone?
che il naso rosso invece non se l'è scordato, anzi, nemmeno glie se leva

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