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ALESSANDRO BERGONZONI Fabbri Contemporary Art: Tutto torna come dopo – mostra a Milano di Bergonzoni

Creato il 16 dicembre 2012 da Milanoartexpo @MilanoArteExpo
Fabbri Contemporary Art Milano, Alessandro Bergonzoni, SOTTO SOTTO SOTTO, 2012, CARTA, RUGGINE E LAMIERA,  165 X 51 X 15 CM

Alessandro Bergonzoni, SOTTO SOTTO SOTTO, 2012, CARTA, RUGGINE E LAMIERA, 165 X 51 X 15 CM

ALESSANDRO BERGONZONI Fabbri Contemporary Art. Tutto torna come dopo a cura di Martina Cavallarin è la prima mostra personale a Milano di Alessandro Bergonzoni: si tiene alla galleria Fabbri Contemporary Art di Via Stoppani 15/C (MAPPA). L’esposizione di opere inedite e installazioni project specific di Bergonzoni ha inaugurato il 12 dicembre e proseguirà fino al 30 gennaio 2013.

Jean Luc Neverborn per MAE Milano Arte Expo: L’ordine delle cose è il ricordo dell’ordine delle cose. Non esiste al presente, l’ordine delle cose. Non: adesso. Adesso è fulmineo. Abbagliante. Ma la luce forte che impedisce di distinguerne i legami cessa con la stessa rapidità con la quale ha avvolto le cose e – dopo –  l’ordine regnerà in illuminante chiaroscuro. Dopo, un sistema di luci e ombre definirà i volumi e scolpirà il senso del passato, nella memoria, con un certo ordine. Cause, effetti, prima, dopo.  >>

Per le cose, così come per le parole, forse.

Forse noi parliamo parole con un certo ordine perché il loro senso è passato. La prima volta che fu detta la parola albero – ci sarà pure stata, questa prima volta? – la cosa, l’albero, sarà stata presente. L’albero, il dicitore e la parola tutti nella stessa stanza. Poi, il secondo dicitore avrà preso per buona la parola del primo e – in assenza di quell’albero, avrà aggiunto foglie, colori e l’esperienza di un autunno passato a considerarne la bellezza cangiante. Giunte al trilionesimo dicitore, le parole – molte parole e i discorsi – ordini di parole – sono ingialliti come le foglie dell’albero autunnale e  i luoghi comuni – ordini di parole la cui diffusione ne rende ovvio il senso – strutturano il comune sentire: il senso comune. Giambattista Vico sosteneva che Il senso comune è un giudizio senz’alcuna riflessione, comunemente sentito da tutto un ordine, da tutto un popolo, da tutta una nazione o da tutto il genere umano.

Contro l’ingiallimento della lingua, che precede solo di un istante quello del pensiero, l’umanità si è dotata di qualche antidoto.

Uno dei rimedi più efficaci degli ultimi lustri si chiama Alessandro Bergonzoni. Drammaturgicamente parlando (in una nostra classifica italiana ideale) secondo solo a Dario Fo.

Alessandro Bergonzoni che è in grado di passare dal teatro all’arte con la stessa intensità, con lo stesso “voto di vastità” e gli stessi “domandamenti” (… che danno forza ai comandamenti) che portano parole e ruggini a unirsi davanti allo sguardo di chi può guardare l’arte senza dogmi: lasciando che piova sul pensiero arido di questi tempi. Mostra da non perdere, questa alla Fabbri Contemporary Art di Milano.

Alessandro Bergonzoni, particolare di  SOTTO SOTTO SOTTO, 2012, CARTA, RUGGINE E LAMIERA

Alessandro Bergonzoni, particolare di SOTTO SOTTO SOTTO, 2012, CARTA, RUGGINE E LAMIERA

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Comunicato stampa:

ALESSANDRO BERGONZONI  | TUTTO TORNA COME DOPO

a cura di Martina Cavallarin

Da mercoledì 12 dicembre 2012 Fabbri Contemporary Art espone opere inedite e installazioni project specific di Alessandro Bergonzoni.

 

“Dove sta scritto che tutto deve tornare come prima?

E il prima è sempre un quando, o può e deve diventare un cosa?

Pezzi: di prima, (da prima), divisioni solo cronologiche, interamente tratte, e già l’intero sapeva d’esser fatto, a pezzi, quando lo si costruiva…..

E allora ecco l’esempio degli arancioni, delle loro lamiere e dei loro cementi, il muro contro muro (arco di tempo circolare), grondaie da leggere, scrittura piovana (il pensiero per l’imbuto), la parte scheletrica del volo pindarico che due finestre bloccano, tra se e se, piccioni compresi.

Quel dopo del sismico che continua a muovere, già prima del previsto.

Si sa che i lassi staccano delle parti, e il tutt’uno è già qualcos’altro, anche appena unito.

E se l’intatto fosse un senso che non abbiamo mai avuto?”

(Alessandro Bergonzoni)

 

Alessandro Bergonzoni , PINDARICI, 2012, LEGNO, VETRO E PICCIONI IN TASSIDERMIA - 177 X 70 X 7 CM

Alessandro Bergonzoni , PINDARICI, 2012, LEGNO, VETRO E PICCIONI IN TASSIDERMIA – 177 X 70 X 7 CM

 

Milano, 12 dicembre 2012Tutto torna come dopo è la prima esposizione personale milanese di Alessandro Bergonzoni, artista visionario, resiliente, bulimico, possente e delicato, poverista e postproduttivo nel recupero di ciò in cui inciampa “con la coda dell’occhio” e che riabilita attraverso altre modalità duttili e possibili. In Tutto torna come dopo le opere – che abitano tangenti i luoghi della residualità, lo spazio delle cose e le architetture della galleria Fabbri  Contemporary Art- raccontano di vite emigrate altrove.

Nel processo di Bergonzoni la ricerca si rafforza nella resilienza, una plasticità che non intende farti tornare come e dove eri prima, ma avanzare nel dopo, cerchio maestro di una crescita oltre a ciò che avresti previsto. Comunque. L’Opera contiene sempre in sé, nella potenza che esprime proprio perché Oggetto Arte, un’attesa escatologica connaturata nella sua stessa alterità liminale che si spalanca nuda e forte alla possibilità di risorgere e rifiorire, e germogliare e germinare nuove direzioni del senso. E lo fa disseminando un ordine di mutamento nello stesso ordine con il quale lo speleologo, il negoziatore Bergonzoni gestisce filari di tassidermie bloccate nella calce, organismi simmetricamente composti in teche a temperatura calda della “vetrinizzazione dell’arte”. Parallelismo da funambolo perché il passaggio da materiale a materiale, da vita a cristallizzazione della vita ci restituisce una replica poetica del reale. Se i piccioni tra i molteplici livelli di grigio ci osservano più di quanto non c’è dato comprendere, perché tornati come dopo, la scrittura di lettere battute a tastiera ci spiano dai loro anfratti di lamiera dandoci sempre, con eleganza gentile, la percezione di arrivare prima noi alla loro ispezione. Anche i frammenti di muro strabici e dissimmetrici sono contrazioni jazzistiche incollate a un altro muro, come una stratificazione coatta di poetica di mescolamento che Alessandro Bergonzoni ci segnala di continuo e con insistenza per evidenziare spazi e luoghi che abbiamo già abitato, quei muri squarciati di case mai davvero possedute.

Le conseguenze dell’impatto con il suo lavoro lasciano tracce da interpretare, macchie e lettere e buchi di ferro corroso consistenti come aloni sottili che contaminano il bilico della soglia per guadagnare più distanze con il solo gesto atletico di un muscolo che si torce.

Quella dell’artista bolognese è una pratica contemporanea che viene da lontano, da un uso consueto di raccogliere e ammucchiare, dalla polvere, dai macchinari industriali e dalle macchinazioni mentali. L’artista tocca la materia e la rende altro da sé, la de-contestualizza e la ingloba con soggetti diversi sviluppando un’opera autonoma, straordinariamente altra, contrastante il suo passato e sbilanciata nel presente. Tramite queste fusioni Bergonzoni sottrae cose divenute già archeologie di se stesse all’ulteriore fluire dei tempi e alla loro funzionalità, in un processo conservativo che li eleva al grado di opera d’arte che è di per sé parossismo dell’apparenza rispetto al valore originario.

In questa mostra da annusare e accarezzare Alessandro Bergonzoni genera un cortocircuito dolce, ancora un Tutto torna come dopo colmo di una leggerezza che è in verità simulazione, eccesso di più verità e per questo colta solo dalla mano agile e sapiente dell’arte, ma donata come un fiore reciso che, come ogni essere vivente, ambisce a tornare come dopo.

Martina Cavallarin

Alessandro Bergonzoni, SCRITTURA PIOVANA, 2012, LAMIERA, CARTA E FERRO - 198 X 233 X 16

Alessandro Bergonzoni, SCRITTURA PIOVANA, 2012, LAMIERA, CARTA E FERRO – 198 X 233 X 16

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Mostra:

Alessandro Bergonzoni  Tutto torna come dopo

Sede: galleria Fabbri Contemporary Art – Via Stoppani 15/C, Milano

Periodo espositivo: 12 dicembre 2012 – 30 gennaio 2013

Curatore: Martina Cavallarin

Catalogo: con testo di Martina Cavallarin

Inaugurazione: mercoledì 12 dicembre, ore 18.30

Orari: tutti i giorni 15.30 – 19.30; mattina su appuntamento, domenica e lunedì chiuso

Organizzazione e ufficio stampa: Fabbri Contemporary Art, Milano [email protected]

Ph. +39 02 91477463 – Mob. + 39 348 7474286

Alessandro Bergonzoni Fabbri Contemporary Art Milano, ATLANTIDEO, 2012, LAMIERA,CEMENTO E TESTA IN GESSO -73 x 217 x 12 cm

Alessandro Bergonzoni alla Fabbri Contemporary Art Milano, ATLANTIDEO, 2012, LAMIERA,CEMENTO E TESTA IN GESSO -73 x 217 x 12 cm

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Biografia

Alessandro Bergonzoni è nato nel 1958 a Bologna. Vive e lavora a Bologna.

Esposizioni personali:

2013 – DATA ON IMPERFECTION, Factory Art, Berlino, a cura di Martina Cavallarin

2012 – TUTTO TORNA COME DOPO, Fabbri Contemporary Art, Milano, a cura di Martina Cavallarin

2011 – Maceria Prima (accuse mosse), Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando

Pizzinato, Pordenone, a cura di Marco Minuz

2011 – Grembi: soglie dell’inconcepibile, Sala delle Colonne, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella

2011 – Ai tuoi piedi (gli appallottolati), installazione/performance all’interno della notte bianca di Arte Fiera off, Bologna

2010 – Proporzioni occulte (gli antipodi), Otto Gallery, Bologna

2010 – Mostra Installazione, Bologna si rivela – Artefiera, San Giorgio in Poggiale, a cura di Philippe Daverio

2010 – “Neonare: infinito di nuovo nato”, Festival Poiesis, Spedale Santa Maria del Buon Gesù, Fabriano

2010 – fortu-nati, Festivalfilosofia, Galleria Paggeriarte, Sassuolo
2008 – Cardanico, Galleria Mimmo Scognamiglio, Napoli

Esposizione Collettive:

2012 – WOP! Fabbri Contemporary Art, Milano

2012 – undici allunaggi possibili, Cà Zenobio, Venezia, a cura di Martina Cavallarin

2012 – Museo Città di Bologna, installazione permanente

2012 – Arte Fiera Bologna, Galleria Michela Rizzo

2011 – Arte Fiera Bologna, Otto Gallery

2008 – Arte Fiera Bologna, Galleria Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea

2007 – Arte Fiera Bologna, Galleria Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea

2006 – Fresco Bosco, Certosa di Padula – Sa, a cura di Achille Bonito Oliva

2005 – il Ritratto interiore, da Lotto a Pirandello, Museo Archeologico di Aosta, a cura di Vittorio Sgarbi

Alessandro Bergonzoni , BIANCO LAVAGNA, 2012, LAMIERA, CEMENTO, 125 x 121 x 12 cm

Alessandro Bergonzoni , BIANCO LAVAGNA, 2012, LAMIERA, CEMENTO, 125 x 121 x 12 cm

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MAE Milano Arte Expo [email protected] ringrazia l’Ufficio Stampa della galleria Fabbri Contemporary Art di Milano e Renata Fabbri per le notizie e le immagini relative alla mostra di Alessandro Bergonzoni a Milano.

Milano Arte Expo

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