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Alpbach 2012: l'europa e' un essere vivente, non una macchina

Creato il 05 settembre 2012 da Pasudest
ALPBACH 2012: L'EUROPA E' UN ESSERE VIVENTE, NON UNA MACCHINAdi Marina Szikora
Il presidente croato Ivo Josipović, domenica 26 e lunedi' 27 agosto ha partecipato al Forum europeo “Alpbach 2012” svoltosi nel Tirolo, in Austria. Nel suo intervento Josipović ha detto che l'Ue e' meno di tutto un progetto di politici e che essa appartiene alla gente ed ai popoli che devono partecipare nella sua costruzione. Il suo ospite austriaco, il presidente Heinz Fischer si e' opposto invece alla politica di risparmio senza crescita economica. Parlando della crisi che ha avvolto l'Ue e il resto del mondo, il presidente Josipović ha valutato che la crisi ha colpito particolarmente i giovani e si e' soffermato sul problema del deficit democratico emerso in Europa e sul problema del radicalismo ed estremismo. Ma non c'e' progresso senza ottimismo, ha detto il capo dello stato croato valutando che i tempi di crisi sono al tempo stesso tempi per le nuove occasioni. "L'Ue non e' una macchina, ma un essere vivente" ha detto Jospović aggiungendo che uno dei maggiori raggiungimenti dell'Unione e' la politica dell'allargamento. Josipović ha ricordato il cammino lungo e difficile della Croazia verso l'Ue ma ha anche aggiunto che l'obiettivo al quale abbiamo aspirato ci ha sollecitati ad una piu' decisa attuazione delle riforme. Proprio l'allargamento dell'Ue, ritiene Josipović, e' il nucleo del futuro e l'Ue e' il motore del rafforzamento della democrazia nei paesi candidati.
Per il presidente austriaco Heinz Fischer l'obiettivo e' la tutela del progetto europeo nel momento in cui, come ha sottolineato, si sentono sempre maggiori voci contro l'Ue: "non possiamo ripetere gli errori del passato tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Dal 2008 ci sono sempre piu' voci contro l'Unione. Le misure di risparmio sono importanti, ma dobbiamo sollecitare la crescita economica" ha avvertito Fischer rilevando il fatto che nell'Ue e' sempre maggiore l'abisso tra i ricchi ed i poveri e sempre piu' grandi le disuguaglianze. Fischer ritiene che uno dei problemi scottanti sono la disoccupazione dei giovani che potrebbe provocare in loro un allontanamento dal progetto europeo. In Europa, attualmente ci sono oltre 5,5 milioni di disoccupati che hanno meno di 25 anni, ha osservato il presidente austriaco. Ma si e' detto convinto nella forza dell'Ue che forse sembra piu' debole di quanto in effetti lo sia pero' e' meno indebitata rispetto agli Stati Uniti ed il Giappone. Va precisato che il Forum europeo di Alpbach si svolge dal lontano 1945, fondato da Otto Molden, figlio della poetessa croato-austriaca ed autrice dell'inno austriaco e pronipote del noto poeta croato Petar Preradović il quale fu attivo nel movimento della resistenza austriaca. Questo forum riunisce ogni anno circa 3000 persone provenienti da una cinquantina di paesi. Nel passato vi hanno partecipato molti nomi noti della politica europea e mondiale come ad esempio Martti Ahtisaari, Jacques Delors, Indira Ghandi, Ban Ki-moon, Helmut Kohl ed altri.
Ai margini della conferenza, il presidente croato Josipović ha ribadito che la Croazia appoggera' i paesi vicini nel loro avvicinamento all'Ue e tra l'altro che a loro saranno disponibili le esperienze croate e le conoscenze tecniche. Per l'agenzia di stampa austriaca APA, Josipović ha affermato che e' nell'interesse strategico della Croazia l'ingresso nell'Ue dei paesi vicini, nel contesto di sicurezza nonche' quello economico. Ha ricordato che molti cittadini croati hanno famiglia o amici in questi paesi, soprattutto in Bosnia Erzegovina ed in Serbia. Josipović ha fatto presente che la Croazia ha donato alla Serbia e alla Bosnia la traduzione dell'acquis europeo e che il Parlamento croato ha deciso che la Croazia non ostacolera' i paesi vicini nel loro cammino verso l'Ue. Come conseguenza di guerra, ha rilevato il presidente croato, esistono molti problemi aperti tra Croazia e Serbia, come ad esempio il confine sul Danubio, la questione delle persone scomparse, la persecuzione dei criminali di guerra, la questione delle proprieta'. Jospović ha detto che esistono veramente molte questioni ma ci sono stati dei successi anche se si e' ancora lontani dalle piene soluzioni. Nemmeno con la Bosnia Erzegovina le questioni aperte non sono tutte risolte, ad esempio la questione dei confini. Ma non si tratta di grandi problemi politici, ha osservato Jospović. Alla domanda se l'arrivo dell'ex ultranazionalista Tomislav Nikolić a capo dello stato serbo appesantira' o rendera' piu' facili le questioni bilaterali, Josipović ha risposto che bisogna aspettare che passi un po' di tempo.
"Abbiamo grande interesse per la soluzione di queste questioni nonche' per le buone relazioni con la Serbia, ma voi sapete che per noi la storia politica del presidente Nikolić e' un po' difficile e dopo essere stato eletto presidente, ha dato alcune dichiarazioni che non sono state d'aiuto. Il piu' importante e' che adesso e' pronto ad essere un politico diverso rispetto a quello che era negli anni 90" ha spiegato il presidente croato nell'intervista. L'agenzia austriaca APA ha ricordato anche la recentissima disputa tra il presidente Josipović e il deputato serbo in Croazia e presidente della Commissione esteri del Parlamento croato, Milorad Pupovac che attualmente non cessa di essere all'attenzione pubblica il Croazia. Josipović afferma di aver ricevuto critiche da parte di molti serbi in Croazia per conto di Pupovac e che la sua organizzazione ha occupato l'intero terreno politico e finanziario in Croazia destinato ai serbi. Josipović ha spiegato che tutti i cittadini serbi in Croazia devono avere le stesse possibilita' a partecipare nella politica e a utilizzare i loro diritti costituzionali di minoranze. Come membro dell'Ue la Croazia si concentrera' innanzi tutto sulle questioni economiche e sull'utilizzo dei mezzi europei in modo giusto, in primo luogo si tratta dell'agricoltura e delle infrastrutture, ha detto il presidente croato nell'intervista all'APA.
Il testo è la trascrizione di una parte della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale

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