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Amianto, sempre di più

Creato il 22 luglio 2014 da Comunalimenfi
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Rimosse in tutto il 2013 oltre 14 tonnellate di materiale disseminato in diverse discariche abusive.

Nei primi sei mesi del 2014 siamo già a 24.000 chili, con rilevanti costi a carico della collettività.

In meno di due anni dalle strade della nostra provincia sono state rimosse circa 40 tonnellate di rifiuti speciali contenenti amianto, delle quali più della metà sono state raccolte nei primi 6 mesi del 2014.

Il dato, spaventoso, è stato reso noto dal settore Ecologia della Provincia regionale di Agrigento, oggi Libero Consorzio, rispetto all’attività svolta dal 2013 ad oggi nel controllo delle discariche abusive che spuntano come “funghi” sia in aree pubbliche che in zone private. Un fenomeno che dall’Ente non esitano a definire “allarmante”, anche perché i rifiuti di questa natura (principalmente materiale prodotto dalla tristemente nota Eternit) rappresenta ormai la maggioranza dei rifiuti che è necessario rimuovere sia dal punto di vista del peso che soprattutto del costo. Il cemento-amianto, infatti, necessita specifiche procedure di smaltimento, dato che il prodotto va prima stabilizzato con fissanti, poi imballato e successivamente trasportato presso uno dei pochi centri specializzati in Sicilia, tutto per un costo di circa 2 euro e settanta per ogni chilo.

Così la Provincia si è trovata in un anno e sette mesi a dover “sborsare”, solo per questa tipologia di rifiuti, circa 90mila euro, con tutte le difficoltà collegate a capitoli di bilancio ormai vuoti a causa della riduzione degli stanziamenti regionali.
Un problema sociale non solo perché il costo di questi atti incivili ricade pesantemente sulla collettività, ma anche perché l’amianto è un materiale estremamente pericoloso, il cui abbandono è punito anche penalmente.

“Innanzitutto è giusto precisareci spiegano dall’Asp di Agrigentoche non tutti i prodotti della Eternit contengono amianto, dato che l’inserimento del minerale venne ad un certo punto fermata. E’ comunque buona norma usare a prescindere grande cautela rispetto a questi materiali. Il pericolo – continuano -si presenta quando l’oggetto presenta fratture, rotture o se la matrice cementizia comincia a deperirsi, rendendo il manufatto friabile. In questo caso si rilasciano infatti nell’aria delle polveri che potrebbero contenere amianto il quale, purtroppo, provoca malattie molto gravi come il mesotelioma pleurico e asbestosi”.

Combattere il fenomeno, tuttavia, è estremamente difficile. Se la Polizia Provinciale ha spesso elevato contravvenzioni ai proprietari dei terreni sui quali sorgono le discariche, più raramente è riuscita a risalire con precisione a chi si è reso responsabile dell’abbandono. Così l’unica strada resta quella dell’educazione al rispetto dell’ambiente e, magari, pensare a convenzioni con ditte specializzate per invogliare i cittadini a smaltire secondo legge.
Gioacchino Schicchi La Sicilia


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