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ANALISI TECNICA: la STR10 Toro Rosso

Da Csponton @spontonc
Questo pomeriggio è stato tolto il velo sul tracciato di Jerez, alla nuova vettura della scuderia di Faenza, la STR10. La monoposto sarà guidata in questa stagione, dai giovanissimi piloti Carlos Sainz Jr e Max Verstappen. Il lavoro in fabbrica è stato importante e le aspettative per questa stagione sono molto elevate anche grazie al rapporto di collaborazione con la casa madre RedBull che ha contribuito nella progettazione dell'intero retrotreno. Per Franz Tost questa monoposto, è la miglior vettura che sia mai stata costruita a Faenza.
ANALISI TECNICA: la STR10 Toro Rosso
La vettura, come potete osservare dalle immagini, è contraddistinta da un muso piuttosto lungo molto simile alle soluzione scelta sia dalla Ferrari, a cui si ispira maggiormente, che dalla McLaren. Questa versione non dovrebbe essere definitiva, in quanto James Key, Direttore Tecnico della scuderia faentina ha ammesso che il muso subirà dei cambiamenti prima del GP inaugurale di Melbourne.
Ecco un veloce confronto tra il muso della STR10, e quello della STR9 del 2014:
ANALISI TECNICA: la STR10 Toro Rosso
Sotto il muso è stata collocata, come sulla Mercedes W05, una piccola pinna utilizzata come un piccolo deviatore di flusso per far lavorare al meglio l'aerodinamica intorno alla chiglia che è una delle zone nevralgiche proprio per il campo di alta pressione che si genera al crescere della velocità.
ANALISI TECNICA: la STR10 Toro Rosso
L'ala anteriore, cosi come quella posteriore e i turning vanes, è la stessa utilizzata nelle ultime gare della scorsa stagione e verrà (quasi) sicuramente cambiata quando inizieranno i veri e propri test in pista.
Le telecamere FOM hanno una "classica" forma a corna, e sono collocate in un punto più rialzato rispetto a quanto fatto, sia da Ferrari che da McLaren. La posizione, a giudicare dalle prime foto, sembra analoga a quella della Mercedes W06, da verificarne quindi la piena regolarità.
La sospensione anteriore, di tipo push rod, sembra avere ottime caratteristiche aerodinamiche:: il braccio superiore è allineato al tirante dello sterzo (che è stato rialzato rispetto al 2014) mentre, nella zona inferiore l'attacco è di tipo tradizionale e non è stato usato il diapason in stile Mercedes (ripreso ottimamente dalla Ferrari SF15-T).
Per quanto riguarda le pinze freno anteriori è stata mantenuta, per ora, la stessa soluzione adottata nel 2014, ossia una versione con schema "verticale". Soluzione differente rispetto alle nuovissime monoposto di Ferrari e McLaren che hanno in parte copiato la RedBull, proponendo uno scherma "orizzontale" per una miglior gestione dei pesi della masse non sospese. 
ANALISI TECNICA: la STR10 Toro Rosso
Le presa d'aria sull'airbox presenta due canali di ingrosso distinti: una di queste andrà sicuramente ad alimentare il motore endotermico mentre l'altro porterà aria fresca verso molto probabilmente il radiatore dell'olio. Oltre a queste prese, ne sono state collocate, altre due ai lati dell'airbox (in rosso nel disegno sopra mostrato) per cercare di massimizzare il raffreddamento delle componenti che compongono la Power Unit. Questo dimostra che il Renault ha migliorato in potenza ma ha ancora bisogno di parecchia aria fresca per rendere al meglio.
Le prese d'aria di raffreddamento dei radiatori hanno una forma triangolare e sembrano molto più contenute rispetto alla STR09. Le fiancate, viste lateralmente, sono molto contenute, basse nella pare terminale e presentano, nella parte basse, una sciancratura per cercare di portare un maggior quantitativo d'aria verso il diffusore.
ANALISI TECNICA: la STR10 Toro Rosso
La sospensione posteriore è di tipo pull rod e, rispetto alla scorsa stagione, analizzandola molto attentamente, si possono notare i cambiamenti fatti ai cinematismi per migliorare sia la trazione in uscita dalle curve che il flusso aerodinamico diretto al posteriore.

ANALISI TECNICA: la STR10 Toro Rosso

foto Alberto Milizia @miliberto


L'ala posteriore, la stessa della ultima parte di stagione scorsa, è sorretta da un monopilone. Per quanto riguarda il monkey seat, rimane per ora la versione a due elementi già utilizzata la scorsa stagione. La scelta del monopilone è abbastanza sorprendente in quanto, la Toro Rosso, insieme alla Williams, nella scorsa stagione per cercare di avere un flusso d'aria molto pulito sull'ala posteriore, aveva optato per utilizzare, come supporto, le derive verticali. Questa soluzione è stata mantenuta nel 2015 dalla Williams ed è stata ripresa anche dalla McLaren ma abbandonata, stranamente, dalla scuderia di Faenza.
E' opportuno sottolineare il fatto che la STR10 vista oggi in quel di Jerez non sarà la stessa macchina che vedremo nel primo Gran Premio della Stagione.

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