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Anche la Red Bull con il DRS passivo

Da Carlo69 @F1Raceit

Montemlo, 1 marzo 2013 – Durante le prove del venerdi in corso di svolgimento sul circuito catalano del Montmelo’, la Red Bull di Sebastian Vettel e’ stata equipaggiata con un sistema DRS passivo.

Il sistema permettere di mandare in stallo l’ala posteriore per aumentare la velocita’ sui tratti rettilinei oltre al normale DRS attivato dal pilota. Il problema principale del DRS passivo e’ che e’ un sistema passivo e come tale entra in azione solo quando la vettura raggiunge una certa velocita’ presentando pero’ il problema che non si disattiva sempre in maniera cosi’ veloce. Questo potrebbe avere come conseguenza che la monoposto viene lasciata senza carico aereodinamico nei curvoni veloci soprattutto qualora il sistema non sia stato calibrato alla perfezione.

Quello della calibrazione e del sistema di innesco del DRS passivo e’ stato uno degli argomenti di maggiore dibattito tra i tecnici di F1 e uno dei motivi per i quali e’ ne ‘ stato ritardata l’introduzione.

Mercedes, Sauber e Lotus hanno tutti provato il nuovo sistema ma nessuno sembra abbastanza sicuro del suo sviluppo da introdurlo sin dalla prima gara.

A questo proposito, interessante e’ stata la dichiarazione di James Allison, direttore tecnico della Lotus, che ancora questa settimana ha confermato che la Lotus stava via via diventando piu’ sicura di se’ nell’usarlo anche se non era totalmente pronta a usarlo in gara.

“E’ molto difficile riuscire a farlo funzionare bene. E’ uno strumento passivo e la forza dell’interruttore che dovrebbe azionarlo non e’ delle migliori. E’ tutta una questione di fare in modo tale che il meccanismo di azionamento sia automatico e forte abbastanza da stallare l’ala. Ma vuoi anche un’ala che sia anche abbastanza robusta quando il meccanismo del DRS passivo non e’ azionato. Alla fine e’ una questione di trovare il giusto equilibrio.”

Per quanto riguarda la Red Bull, lo stesso Adrian Newey lo aveva annunciato durante la presentazione della RB9 e cioe’ che si sarebbe arrivato ad introdurlo prima o poi anche sulla monoposto anglo-austriaca.

“E’ un’area di sviluppo molto interessate e sicuramente e’ li per essere esplorata. Comunque e’ difficile riuscire a capirne i benefici in termini di tempi sul giro”, ha dichiarato Newey.

 


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