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Are You Happy Now? (ti chiedi mai se sei felice?)

Creato il 16 marzo 2017 da I Viaggi Di Monique @viaggidimonique

“Are you Happy Now?”

No, non è una di quelle domande marzulliane che mi è saltata in mente nel cuore della notte.

Semplicemente stavo ascoltando la canzone dei Maroon 5 che nel ritornello canta proprio “Area u happy now?” e ho buttato giù queste righe di getto.

“Are you happy now”?

Forse per molti è scontato rispondere Si a questa domanda, ma non per me.

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No, non è uno di quei post dove dirò che mollare il lavoro per inseguire la felicità è la scelta giusta.

Di questi tempi poi è bene tenersi stretto ciò che si fa, lavorativamente parlando.

Certo se poi uno ha qualche asso nella manica, o è davvero bravo in qualcosa e ci crede, buttarsi non può che fare bene…ma non sono la persona giusta per dare consigli o suggerimenti magici per trovare la felicità.

Semplicemente mi sono resa conto che è strano per me rispondere Si alla domanda “sei felice”?

Facile esserlo dopo una scorpacciata di biscotti ad alto tasso di cioccolato (è pura legge chimica l’essere felici dopo una dose cioccolatosa) o dopo una vacanza o quando stacchi la spina dalla vita quotidiana, ma oggi, dopo tanto tempo, mi sento davvero serena e felice con me stessa, cosa non da poco.

Ho passato anni a cercare una giusta direzione.

Ad arrabbiarmi, prima con gli altri, e solo poi con me stessa.

A dare la colpa al mondo se io non ero felice.

Ho passato tanto tempo ad invidiare chi ritenevo più fortunato, più magro, più felice, più ricco di me.

E poi, finalmente, con la persona giusta al mio fianco, ho capito che ho sprecato un sacco del mio tempo ad inseguire qualcosa che forse non mi avrebbe fatto sentire felice in ogni caso.

Perchè a pensarci bene cosa serve veramente per essere felici?

Avete presente le capsule del tempo che si vedono in tanti film?

Praticamene si prende una scatola e la si sotterra in compagnia degli amici più cari (solitamente si fa questa cosa da ragazzini). La scatola si riempie di oggetti personali o di pagine colme di sogni e desideri da realizzare, e poi si torna a cercare quello scrigno magari vent’anni dopo per vedere se tutto è andato secondo i piani.

Beh io avrei sempre voluto fare una cosa così.

Ma in realtà basta prendere in mano uno dei miei vecchi diari segreti per trovare la parola felicità un po’ ovunque.

Non sono mai stata una di quelle bambine dai grandi sogni.

A parte la fase voglio diventare una cantante famosa, volevo emulare la grande Jem di “Jem e le Holograms”, nei miei diari trovo solo la frase “da grande voglio essere felice”.

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Che poi a volte bastano le piccole cose per trovare la serenità, ma altre volte invece sembrano non bastare mai.

Non sono mai stata un’ottimista di natura, dovreste vedermi in piena sindrome pre-mestruale, praticamente mordo, o quando viene fuori il vero carattere dello scorpione che è in me, piuttosto musone e a tratti malinconico.

Non dico che sono come Pollyanna che vede la felicità anche in un lampadario capace di riflettere la luce (ma come cavolo faceva!).

Ma tant’è, una cara amica aveva ragione, se ti circondi di persone positive non puoi che attirare solo cose belle e sentirti felice.

E così ho cominciato a chiedermi sempre più spesso se ero felice.

Ho cercato di rendere la mia vita migliore ogni giorno, anche se agli occhi degli altri posso sembrare un’egoista.

Ho smesso di essere e di fare ciò che gli altri ritenevano migliore per me, e ho cominciato ad andare per la mia strada, cadendo e sbagliando, ma cercando ogni singolo giorno di addormentarmi con il sorriso.

Per qualcuno passo per snob, per altri sono una vera egoista, per altri ancora un’immatura.

Ma se all’inzio certi commenti mi facevano male o mi mandavano in bestia, ora ho un approccio un pochino più zen alla cosa, Me ne Frego!

Due anni fa al ritorno dal mio primo viaggio in California ero praticamente in estasi.

Andavo in giro con un sorrisone incredibile, smorzato poi da un’amica che mi dice “Ah sei tornata? Bene ora sarebbe meglio che smettessi di gironzolare e diventi una persona seria. E’ ora di comprare casa e mettere su famiglia”.

Come scusa?

Ecco una volta commenti di questo tipo mi davano davvero fastidio, oltre a ferirmi.

Ma piano piano ho capito che se una cosa mi rende felice e agli occhi degli altri sembra una scemenza o una follia, non mi interessa.

Così ho cominciato a fermarmi per un attimo, e a “lavorare” su me stessa, ma non solo, ho cominciato a chiedere alle persone a cui voglio bene se sono felici.

E sono spesso noiosa.

Cioè lo chiedo davvero continuamente, soprattutto a mio marito prima di addormentarmi.

Ho bisogno di sapere se è felice, e questo nuovo modo di essere e vedere le cose è davvero gratificante.

Ci sarà sempre un angolino buio, uno di quei luoghi che custodiscono tristi ricordi e momenti indelebili che vorresti non fossero mai accaduti.

Ci sarà sempre un velo di tristezza nel cuore e negli occhi, ma mai come adesso mi sono sentita più felice di così.

E ho quasi paura a dirlo ad alta voce.

“Ti chiedi mai se sei felice”?

Beh dovreste provare a farlo, e se non lo siete c’è ancora tempo per cambiare le cose.

Ma come diceva il filosofo Alan Watts

“Live, fully, Now.”

Non sei davvero vivo, se non vivi pienamente.

E farlo rende davvero tutto più bello.

(Non so se questo post sia frutto di un’overdose di primavera, tra cielo blu e alberi in fiore ovunque, ma spero davvero di poter rileggere tra tanto tempo queste righe, un po’ come la capsula del tempo, e sentirmi ancora così felice con il cuore più leggero).

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