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Aspettando Napoli Vs Torino, ovvero costruendo la ripartenza vincente.

Creato il 26 ottobre 2013 da Maurocanavese @Maurone

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Il giornalista e scrittore, di origine vicentina, Guido Piovene scrisse nel suo noto libro-reportage “Viaggio in Italia” che “la bellezza di Napoli cresce di giorno in giorno, di settimana in settimana, via via che scopre i suoi segreti. Finché si giunge a intendere che veramente è questo il più bel golfo della terra”. Napoli si sa è città dalle molte caratteristiche, dalle molte contraddizioni, ma diversamente da altre città, tutte sinceramente alla luce del sole.
Domani il Toro vi farà visita in un match contro i padroni di casa, già difficile di per sé, vista la differenza tecnica che i due organici metteranno in campo, e resa più complicata dalla recente polemica sui cori da stadio che vertono sulla discriminazione territoriale, con relative squalifiche del giudice sportivo che hanno visto abbattersi in settimana anche la promessa di una chiusura della curva Primavera dell’Olimpico di Torino se si fossero risentiti di nuovo cori offensivi proprio nei confronti dei Napoletani. Chi conosce il mondo dei tifosi del Toro sa bene che non esiste una cultura discriminatoria nei confronti dei Napoletani, ma una rivalità campanilistica non meno accentuata di quella sentita ad esempio contro la Sampdoria e l’Atalanta o le squadre di Milano, tanto per fare esempi. Eppure ultimamente la ricerca, sacrosanta, di arginare fenomeni di natura razzista all’interno delle curve delle squadre di calcio, hanno finito per creare fraintendimenti di non poco conto, con relativa reazioni delle tifoserie organizzate, di ogni latitudine geografica. Si spera che il buonsenso abbia alla fine la meglio anche in campo federale…

Venendo al calcio giocato cerchiamo di analizzare il momento della squadra di casa che quest’anno ha chiamato alla conduzione tecnica quella vecchia volpe iberica di Rafa Benitez, 53 anni di età, ma già ben 27 passati sulle panchine a partire dalle giovanili del Real Madrid nel 1986. Benitez si è visto consegnare dal presidente De Laurentis una squadra di già per sé competitiva, ma che avendo perduto il Matador Cavani si è ulteriormente impreziosita con i soldi incassati dalla sua cessione, ovviamente il pezzo più pregiato della campagna acquisti è il “Pepita” Higuain, arrivato in terra partenopea assieme ad altri due ormai ex madridisti, Raul Albiol e Callejon, mentre a sostituire De Sanctis è arrivato Reina dal Liverpool, espressamente richiesto da Benitez che con lui in porta vinse nel 2005 la supercoppa Uefa contro il Cska Mosca, infine per completare l’organico sono arrivati, Rafael dal Santos, Mertens dal Psv e Zapata dall’Estudiantes. Un organico che è sicuramente molto ricco di attaccanti e mezz’ale, ma che pare un po’ carente di rinforzi nel reparto difensivo che tra l’altro ha subito la partenza di un titolare del calibro di Campagnaro e di alternative valide come Gamberini e Rolando. Si vedrà a gennaio se arriverà qualche rinforzo che Benitez in effetti già richiede. In ogni caso la stagione del Napoli è partita in modo esplosiva con raffiche di gol e prestazioni spettacolari nel segno di Hamsik, Callejon e Higuain, poi qualche difficoltà è affiorata e la squadra ora è appaiata alla Juve al secondo posto a cinque lunghezze da quella Roma, sorprendente, che guida a punteggio pieno dopo 8 turni e che ha inflitto sabato scorso, proprio agli azzurri una dura sconfitta per 2-0, grazie ad una doppietta di Pijanic.
Benitez, ribatezzato “Don Raffaè” dai tifosi locali, in questo scorcio di stagione ha approntato per il suo Napoli un 4-2-3-1 molto ambizioso, che in teoria dovrebbe essere interpretato in modo offensivo o difensivo a prescindere da quelli che sono gli sviluppi dello stesso sul campo, infatti è un gioco tutto basato sulla capacità delle ripartenze in velocità. Contro il Torino, mancheranno gl’infortunati Zuniga e Britos e lo squalificato Cannavaro, e dovrebbero scendere in campo con: Reina come estremo difensore, Maggio a destra e Armero a sinistra come esterni in grado di ripiegare e ripartire con la stessa efficacia, Albiol e Fernandez centrali di difesa, entrambi abili nel gioco aereo che sfruttano anche negli sganciamenti in area avversaria; i due mediani, impiegati sia all’interdizione che alla costruzione del gioco, nonché alla capacità di inserimento, dovrebbero essere Dzemaili e Behrami, con forse il primo più speso come regista ed il secondo più in fase di recupero palloni; i trequartisti invece dovrebbero essere Hamsik in posizione centrale con a destra Mertens (che dovrebbe vincere la concorrenza su Callejon) e a sinistra Insigne, a tutti e tre sarà chiesto sia di rifinire che di finalizzare la mole di gioco attraverso le loro notevoli doti tecniche ed intelligenza calcistica; ed infine Higuain come attaccante di riferimento che deve saper ricevere e difendere la palla e farsi valere nel gioco aereo.

In casa granata invece si continua a fare i conti con le assenze che continuano a costringere Ventura ad una serie di rimescolamento delle carte per schierare la migliore formazione possibile. Infatti per un Glik rientrato dalla giornata di squalifica si aggiunge un Immobile appiedato per un turno dal giudice sportivo, inoltre si sono fermati per problemi fisici sia Brighi che Farnerud, con qualche probabilità di recuperare il secondo, mentre il primo ne avrà per tre settimane. Ancora out Bovo, Rodriguez, Larrondo ed El Kaddouri. Le uniche notizie positive arrivano dal prolungamento per 4 stagioni del contratto di Darmian e Gyasi, con il giovane capitano della primavera che firma così il suo primo contratto da professionista, augurandoci che sia lunga e proficua, sopratutto con i colori del Toro addosso!!!
Perciò dovremmo avere un 5-3-2 che a Napoli dovrebbe schierarsi con Padelli tra i pali, D’Ambrosio a destra e Pasquale a sinistra come cursori di fascia, Darmian, Glik e Moretti centrali di difesa; Gazzi, Vives e Bellomo mediani di centrocampo; Cerci e Barreto coppia d’attacco che partirà larga sulle fasce per poi accentrarsi. Panchina molto corta e ultimi dubbi che verranno chiariti dopo la rifinitura finale.

L’importanza della partita è ben chiara all’ambiente granata che cercherà di non essere una vittima sacrificale al cospetto dei padroni di casa del San Paolo, ma è chiaro che sarà una partita che il Toro dovrà interpretare cercando di chiudere spazi e possibilità di manovra altrui, magari a scapito dello spettacolo, ma fondamentalmente ambendo di centrare un risultato che in pochi si permetteranno di ottenere in questa stagione in terra campana, magari proprio sfruttando quelle ripartenze di cui Ventura è cultore non meno di Benitez…

A questo punto non rimane che augurarci buona partita e FORZA VECCHIO CUORE GRANATA!!



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