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Associazione Noi siamo il Campobasso: 'Il Lupo ha bisogno di noi, diamoci da fare, tutti insiwme, difendiamo ancora una volta i nostri colori'

Creato il 19 maggio 2017 da Stefano Pagnozzi @StefPag82
Associazione Noi siamo il Campobasso: 'Il Lupo ha bisogno di noi, diamoci da fare, tutti insiwme, difendiamo ancora una volta i nostri colori'
Il Lupo ha bisogno di noi, diamoci da fare, tutti insiwme, difendiamo ancora una volta i nostri colori.
A breve riunione generale, non molliamo mai!
"Un tavolo ufficiale attorno al quale riunire i rappresentanti di tutte le categorie cittadine, dalle istituzioni fino alle varie associazioni come ad esempio quelle che raggruppano commercianti o industriali. E’ questa la proposta che l’associazione Noi siamo il Campobasso proporrà nelle prossime ore: l’idea è quella di riunire le forze cittadine, capire la disponibilità a supportare il nuovo progetto rossoblù e condividere idee. Il presidente Daniele Landolfi sta per far partire gli inviti per l’incontro da fissare al massimo entro fine maggio.
«Stiamo cercando di coinvolgere – ha spiegato Landolfi – tutte le varie componenti. Vogliamo capire chi ci tiene davvero al Campobasso. Sia noi che la società stiamo lavorando sottotraccia perché far uscire dei nomi può ostacolare i contatti, ma è giusto che ci sia un confronto pubblico in cui mettere insieme tutte le anime di Campobasso. Ci sono dei problemi, questo è chiaro. Ma dobbiamo cambiare tutti atteggiamento ed essere propositivi».
Lei è ottimista?
«Sì. E non solo perché già mettere più persone intorno a un tavolo è di per sé un successo».
Con l’associazione come va?
«Abbiamo rinnovato da poco il direttivo e restiamo alla finestra per capire cosa accadrà per il Campobasso. Ci stiamo organizzando per svolgere il nostro ruolo e chiamare a raccolta le forze locali. L’obiettivo primario è mantenere il titolo e aiutare a trovare una soluzione per il nostro Lupo. Poi, una volta superato questo scoglio, vedremo se ci verrà ridata di nuovo in gestione la juniores. Siamo molto soddisfatti di quest’ultima esperienza: ai ragazzi non abbiamo fatto mancare nulla e siamo stati ripagati da un campionato dignitoso con la ciliegina sulla torta della chiamata di nostri ragazzi nella rappresentativa».
Vi siete schierati dalla parte della holding…
«Certo. Noi auspichiamo che si faccia. Qualche socio già c’è e speriamo di recuperarne altri con questo incontro. Poi bisognerà mettere a confronto le idee. La holding deve essere un foglio bianco sul quale scrivere tutti insieme. La possibilità di ripartire da zero può essere un punto di forza per richiamare chi magari col tempo si è allontanato o non si è proprio avvicinato».
Perché Campobasso ha perso una generazione di tifosi? Risultati, paytv, questione culturale, scomparsa di gruppi storici in curva?
«Ogni fattore ha influiti. Ma è giunta l’ora di rimetterci insieme, di far prevalere l’amore per il Campobasso. Su questo lancio un appello anche a voi organi di informazione. Se ogni mattina i tifosi aprono il giornale e sentono parlare di vertenze è chiaro che si stufa. Servirebbe un attimo di tregua. I problemi ci sono e nessuno li disconosce. Ma rimarcarli ogni giorno non aiuta. Dobbiamo programmare una stagione tranquilla e far sì che il Campobasso abbia una base societaria solida e duratura».
Secondo lei è finito il sogno dell’azionariato popolare?
«Assolutamente no. Se il calcio a in città è rinato è grazie all’associazione. Poi magari due anni fa ci sono stati degli errori perché volevamo vincere il campionato e non ci siamo riusciti e sono giunte critiche dai campobassani che vorrebbero sempre prevalere. Magari è mancata un po’ di comunicazione, ma ognuno ha riconosciuto i propri errori con onestà. Dobbiamo guardare avanti»."
Intervista riportata su Primo Piano Molise. da: Associazione Noi Siamo il Campobasso

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