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Augusto Barbera, Italicum: più pregi che difetti, 20 aprile 2015

Creato il 26 aprile 2015 da Paolo Ferrario @PFerrario

Le linee portanti dell’Italicum sono ormai note. In 100 collegi plurinominali sono presentate liste di candidati in ordine alternato per sesso. La distribuzione dei seggi avviene con criteri proporzionali, escluse le liste che non abbiano raggiunto il 3% dei voti validi. Alla lista più votata che raggiunga almeno il 40% dei voti validi è attribuito un premio di maggioranza: 340 seggi sui 630 deputati. In mancanza, il premio viene assegnato, in un ballottaggiofra le due liste più votate, a quella che ottiene il maggior numero di voti. Sono proclamati eletti, fino alla concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista, dapprima il capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero delle preferenze (ogni elettore dispone di una preferenza, di due se vota due candidati di sesso diverso).

Non credo che sia il migliore dei sistemi elettorali (ciascuno di noi crede di avere la formula giusta, come per la Nazionale di calcio) ma, a mio avviso, è il migliore di sistemi possibili con questo Parlamento e con gli equilibri politici che esso esprime

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La rivista il Mulino: Italicum: più pregi che difetti.


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