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Bambini inglesi violenti con insegnanti e compagni: colpa dei videogiochi e mondi virtuali

Da Marzia Gianotti @papahopaura

videogiochi

Secondo quanto riportato sul Sunday People, nel Regno Unito bambini di soli quattro-cinque anni sono stati sospesi per atti di violenza nei confronti delle maestre e dei compagni di scuola.
Lo scorso anno 940 bambini sono stati sospesi per aver commesso azioni violente non solo nei confronti di insegnanti e compagni di scuola, ma anche per danneggiamento di strutture scolastiche, per comportamento razzista e per bullismo.
Episodi di questo genere sono raddoppiati in sei anni.
Christopher McGowan, della Campaign for Real Education, sostiene che i bambini inglesi sono sempre più violenti a causa dei videogiochi e dell’eccesso di immagini non adatte ai bambini che si trovano su internet. Invitando a non sottovalutare il fenomeno dichiara: “L’incapacità di concentrarsi, di ascoltare, di seguire le istruzioni e di avere rispetto per gli altri possono essere una conseguenza di una eccessiva esposizione in tenera età, a videogiochi e mondi virtuali creati dalla tecnologia digitale”.

In una ricerca condotta lo scorso anno dai ricercatori della Iowa State University, ad Ames negli Stati Uniti con quelli del Nationale Insitute of education di Singapore, pubblicata su Jama Pediatrics è stato osservato il comportamento di oltre 3.000 bambini di entrambi i sessi, dagli 8 ai 17 anni di età, controllandoli per 3 anni.
Douglas Gentile del dipartimento di psicologia della Iowa State University, ad Ames, a capo dello studio ha dichiarato: “L’aggressività si apprende praticandola col tempo anche attraverso i videogiochi alla pari delle materie scolastiche, come la matematica, e non si dimentica più”.
Al riguardo ha commentato la dott.ssa Cristiana De Ranieri psicologia clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: “Le conclusioni dell’indagine sono condivisibili anche nel nostro Paese  dove l’uso dei videogames da parte dei piccoli che sparano e uccidono accumulando punti per vincere è sempre più comune, così come sono sempre più frequenti i genitori preoccupati. Raccontano che i loro figli, dopo aver giocato, sono agitati, si arrabbiano e perdono le staffe”.
Sottolinea De Renieri: “L’aspetto inquietante è che questo studio dimostra che non è solo il comportamento del momento a risentirne, ma la formazione del giudizio che i piccoli si fanno sulla violenza, che diventa perfino divertente ed eccitante, seppure ad alta tensione. Cambia l’idea dell’aggressività, diviene permanente nel tempo e potrebbe restare a fare parte del loro repertorio cognitivo. Questo tipo di giochi sviluppa una attitudine cognitiva verso la violenza e più i bambini sono piccoli e più gli effetti sono dannosi”.

I videogames violenti non dovrebbero essere concessi ai bambini almeno fino ad una certa età. I genitori dovrebbero essere più autorevoli e vigilare sui giochi che intrattengono i bambini, senza lasciarli da soli di fronte ad uno schermo.

 Fonte: Sunday People (Mirror)

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