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Basta aggrapparsi al Fair Play Finanziario: le big d’Europa spendono perché possono

Creato il 03 settembre 2014 da Vivalafifa @WlaFifa

Manchester United re del mercato, spese folli in faccia alla crisi e Psg che compra alla faccia del Fair Play Finanziario. E la regola finanziaria voluta da Platini finisce sotto accusa, criticata di eccessiva morbidezza, di non punire davvero i colpevoli e permettere loro di fare tutto ciò che vogliono. Vero, ma solo in parte.

Occorre chiarire un punto: le big d’Europa spendono perché possono. Un discorso per certi versi vecchio come il mondo, ma che ancora in Italia fatichiamo a capire in tutta la sua completezza. Siamo offuscati da una sorta d’invidia che ci impedisce di vedere al di là del nostro scarno calciomercato. Insomma. Loro spendono e  noi no, quindi loro rubano e noi siamo poveri. Falso. Loro hanno un portafoglio che noi ci sogniamo. Il tutto grazie ai mega-ricavi diversificati. Ecco che nascono così le grandi trattative che la Serie A manco la sfiorano (Falcao alla Juve: davvero credevate?). Bando ai moralismi: qui non si discute la grandezza delle cifre, ma il fatto che possano essere spese.

falcao

Ma di che cifre parliamo? Dei 193 milioni di euro spesi dallo United, tanto per cominciare. La squadra di Luis Van Gaal, a fronte dei 41 incassati dalle cessioni, si è sbizzarrita sul mercato arrivando a spendere fino a 75 milioni solo per Di Maria (3° acquisto più costoso della storia). Il tutto è possibile grazie ai grandi proventi derivanti dagli sponsor, iscrivibili sia in questo bilancio (vedi i 57 milioni annui di Chevrolet), sia nel prossimo: i Red Devils dalla prossima stagione si metteranno in saccoccia 94 milioni a stagioni per i prossimi 10 anni grazie ad Adidas. Una cifra che permette allo United di fare mercato o di coprire i costi dell’anno precedente. Ma di questo secondo caso non ci sarà granché bisogno, perché già lo scorso maggio i ricavi del terzo trimestre avevano registrato  un aumento del 26%, toccando quota 115,5 milioni di sterline Risultati ottenuti grazie al +19% delle voce ricavi commerciali ed ai ricavi dalle sponsorizzazioni aumentati del 43,5%. E nonostante la perdita di 43 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente, il club può vantare un fatturato che sorpassa i 400 milioni di euro. E se arriva in Champions, ecco altri 30 milioni di gettone.

E poi ci sono il Barcellona e il Real Madrid, che fatturano 500 milioni di euro e ne spendono sul mercato rispettivamente 157 e 122. Ma il Barça è stato costretto a spendere vista la chiusura delle due prossime sessioni di mercato da parte della Fifa (mentre nel frattempo si metterà in tasca i soldi della Champions), mentre i Blancos hanno venduto 375mila magliette di James Rodriguez tre giorni dopo il suo acquisto, guadagnandoci su il 30%. Una tattica, quella di puntare sull’accoppiata vincente giocatore/sponsor tecnico, già usata dalle due squadre spagnole lo scorso anno con Neymar e Bale. Occorre ricordare che il Real ha vinto la Champions (il che significa mettersi in tasca circa 80 milioni di euro) e che tutte e due le squadre stanno investendo nei propri stadi, che saranno quindi capaci di generare nuovi e maggiori introiti di quelli attuali.

Insomma, ricavi diversificati. Quelli che inseguono pure il Psg e il, uniche tra le big multate (giustamente) dal Fair Play Uefa. I Citizens si sono dati una calmata sul mercato, mentre il Psg ha preso David Luiz per 50 milioni di euro. Perché può. Non esiste infatti una regola specifica nell’ambito del Fair Play che impedisca tale spesa ai parigini. Nemmeno tra i paletti imposti al club lo scorso maggio: la differenza tra acquisti e cessioni di 60 milioni di euro vale per tutto il mercato, compreso quello di gennaio.

Basta rosicare, quindi. Anche perché da noi qualcosa si muove, vedi le somme investite da Roma e Juve. Guardacaso, due squadre che si stanno muovendo molto sul fronte merchandising e infrastrutture private.

 


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