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Biancaneve, ruba ai ricchi per dare ai poveri

Creato il 10 aprile 2012 da Soloparolesparse

Mi aspettavo di vedere un film con Julia Roberts mattatrice, in realtà questo Biancaneve lascia il giustio spazio alla protagonista Lily Collins e relega la star ad un ruolo da non protagonista comunque affascinante.

Biancaneve, ruba ai ricchi per dare ai poveri

Evito di raccontarvi la trama perchè è quella che conoscete dalla fiaba originale, vi segnalo solo le differenze che sono quelle più o meno annunciate.
Abbiamo il principe di cui la giovane neve è innamorata e del quale è innamorata (più o meno) la regina cattiva.
Poi abbiamo i sette nani che non sono minatori ma simpatici banditi di cui la ragazza diventa condottiera contro i soprusi della regnante ed in difesa del popolo vessato (ecco spiegato il titolo del post).
E poche altre differenze fondamentali.
C’è il bacio (anche se cambia ruolo) e c’è la mela (del resto l’avete vista nella locandina) che però arriva tardi.
La storia è un po’ mescolata e resa più viva, meno truculenta in fondo della fiaba originale.

Tarsem Singh crea una fiaba che strizza l’occhio al classico ma lascia molto spazio all’ironia, in particolare considerando che è la stessa regina/strega/Roberts a raccontare la storia.

E l’ambientazione da fiaba è data anche dai colori sgargianti, spesso esagerati che contraddistinguono il castello e i suoi abitanti, la fantasia (ma anche la finzione) che si contrappongono alla profonda oscurità non solo del bosco ma anche del villaggio, la cruda e dura realtà insomma.

Biancaneve, ruba ai ricchi per dare ai poveri

Tornando alla Roberts, davvero possente in ogni sua espressione,  mi sembra sia molto protagonista soprattutto nella prima parte, al punto da farmi pensare che il titolo originale Mirror Mirror rivelasse della vicenda più di quello che appare.
Man mano che si va avanti invece prende spazio Lily Collins, bella, diafana, eburnea, molto sopraccigliata ma non particolarmente memorabile.

Ottimi i nani, praticamente reinventati da capo e molto comprimario il principe Armie Hammer.

La cosa migliore del film sono però forse alcune sequenze fini a se stesse, a partire dall’orrido trattamento di bellezza della regina, al filtro d’amore per cuccioli, più grottesco che comico.

Una Biancaneve comunque deludente da cui ci si poteva però aspettare molto di più.

Ah… un consiglio spassionato.
Lo so che sono anni che vi invito ad abbandonare la sala solo dopo i titoli di coda, ma se vi fidate del vostro blogger in questo caso (e solo in questo caso) dopo l’esplosione dello specchio chiudete occhi e orecchie e fuggite a gambe levate prima che parta l’ultima inutile, inspiegabile ed imbarazzante sequenza.

 


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