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Brebemi, autostrada più cara d’Europa (di Dario Balotta)

Creato il 26 luglio 2014 da Cremonademocratica @paolozignani

Che commedie potrebbe scrivere Ionesco quando Bettoni spaccia l’assurdità per trionfo e un ingiustificabile Renzi lo benedice? Grazie a Ionesco, però, possiamo discernere, e non solo tramite la letteratura che l’animo ispira. Anche il Codacons, anche e soprattutto Legambiente con Dario Balotta come pure le associazioni ambientaliste. Ad ognuno il suo stile, il suo linguaggio: la Brebemi resta un danno. Un giornalista, di fronte all’evidenza, non può mettere il vero e il falso sullo stesso piano. E stavolta l’evidenza è indiscutibile. La Lombardia in cui siamo nati era già un’altra cosa e la stanno rovinando in modo tale che il rimedio è persino difficile da immaginare.

I consumatori si lamentano spesso per la poca “comunicazione” agli utenti. Di solito Autostrade per l’Italia è scarna nei suoi info messaggi, ma questa volta non ci ha pensato su due volte. Infatti, da ieri, i veicoli in transito sulla A4 a Brescia provenienti da Venezia si trovano una enorme scritta (nella foto): “da Brescia Ovest a Milano Est con la A4 in auto 77 km euro 6,30. Con la Brebemi, km 92 euro 12,40. In camion con l’A4 12,30 euro mentre con la Brebemi 33,60 euro”.
E cosi BREBEMI è l’autostrada con i pedaggi più d’Europa.
Del resto è costata 2,4 mld (compresi gli interessi sul debito), cioè 38,7 milioni a KM.
Una cifra esorbitante che ora si vorrebbe far pagare ad automobilisti e camionisti.
“La Brebemi costerà per gli autoveicoli 15 centesimi a km, più del doppio della parallela A4, che costa 7 centesimi a km. E’ peggio per i Tir che, contro i 17 cent a km della A4, pagheranno per transitare sulla Brebemi 36 cent a Km, più del doppio. Gli utenti saranno tosati come pecore”. Con questa nota resa alla stampa, qualche giorno fa, avevamo fatto sapere il prezzo dei pedaggi che la Brebemi non aveva nè confermato né smentito, anzi si era irritata con Legambiente. Possibile che una concessionaria pubblica non sentisse il dovere di dichiarare i pedaggi che avrebbe praticato di li a poco? Nel pieno della crisi economica questi pedaggi “salasso” anziché incentivare lo sviluppo economico lo deprimeranno. Non è neppure realistico pensare che 62 km di autostrada su 7 mila km diventino il motore dello sviluppo. Gli autotrasportatori italiani non potendo comprimere i costi di carburante e di assicurazione, in continua crescita, già da tempo hanno impostato i loro navigatori sui percorsi alternativi alle autostrade per restare sul mercato a maggior ragione lo faranno quando si tratterà di transitare nel territorio che va da Brescia a Milano. Il rischio è che l’autostrada resti sottoutilizzata, oltre alla ferita ambientale e agli alti costi la beffa.

Dario Balotta
Responsabile trasporti legambiente della lombardia

Milano 25 luglio 2014


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