di Renzo Vendrasco

La taverna Goose and Gridiron, dove nacque la Gran Loggia di Londra
Iniziò tutto la mattina del 24 giugno 1717, quando Anthony Sayer divenne Gran Maestro della Gran Loggia d’Inghilterra. Quel giorno i quattro maggiori gruppi massonici di Londra si unirono in un unico grande gruppo, sotto la guida di un vero gentleman, così come ci viene descritto Sayer, in occasione dei festeggiamenti del giorno di San Giovanni – il patrono dei massoni – all’interno della birreria Goose and Gridiron (dell’Oca e della Griglia), sede di uno dei quattro gruppi: era nata la Massoneria moderna. A quell’assemblea parteciparono alcuni vecchi fratelli, che elessero Sayer, proveniente da un umile loggia e di cui ben poco si conosce. Già allora i massoni erano cambiati.
Il nome stesso dell’organizzazione richiama alla muratura; nasceva, infatti, come una fratellanza (simile ad una corporazione) di liberi muratori (free masons), divenuti famosi costruttori di cattedrali. L’alone mistico che venne a crearsi attorno ai primi fra massoni rimandava le loro origini ai mitici costruttori del Tempio di Salomone, la perfezione architettonica. Il più antico documento massonico mai trovato risale circa al 1390, il Manoscritto Regius, che contiene i precetti delle comunità di Liberi Muratori. Col passare del tempo entrarono a far parte della corporazione anche dei “non muratori”, denominati come “accettati”, che potevano essere dei nobili protettori, oppure degli studiosi, che venivano accolti nei cantieri dagli artigiani. Di questa categoria facevano parte Sayer e compagni, fu così che ebbe inizio il rinnovamento della Massoneria, che, da fratellanza di mestiere, divenne un’organizzazione speculativa. I nuovi avevano piani diversi, che non si limitavano alla costruzione di cattedrali o edifici perfetti, ma che puntavano all’edificazione di un mondo perfetto.
I fratelli massoni erano divisi in tre categorie, ovvero Apprendisti, Compagni e Maestri. Nonostante ciò, professavano un’assoluta uguaglianza e solidarietà tra membri, poiché tutti uniti dovevano giungere all’obbiettivo comune: quello di migliorare la società infiltrandosi nei luoghi di potere. Entrarono prima nel mondo della cultura, mantenendo o finanziando biblioteche, per giungere nelle corti e, quindi, nei governi. L’Illuminismo, ad esempio, non sarebbe stato ciò che è stato senza l’aiuto della Massoneria, che vantava illustri membri come Voltaire e Fichte, fino ad arrivare al grande re di Prussia Federico II, massone dal 1738. L’élite culturale e politica mondiale iniziava a riempirsi di fra massoni come Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Casanova, Alessandro Cagliostro, George Washington, Benjamin Flanklin, Paul Reveere e il Marchese de La Fayette. La nascita degli Stati Uniti d’America fu la più grandiosa opera della Massoneria, una nuova nazione guidata da fratelli e costruita sui principi dell’organizzazione. La nuova capitale Washington rimane tutt’ora un capolavoro di architettura e simbolismo massonico.
Infinito è il capitolo riguardante la simbologia massonica, non tanto per la quantità dei simboli ad essa riferiti, quanto più per la gigantesca mole di significati a loro connessi. Il più famoso di tutti è senza dubbio quello formato dall’incrocio di compasso e squadra, il primo di una lunga serie di simboli con origine nei cantieri dei muratori: esso è direttamente collegato alla figura di Hiram Abif di Tiro, indicato dai massoni come il capo architetto del Tempio di Salomone, a cui sono a loro volta collegate anche le colonne Jakin e Boaz, che evocano quelle poste all’entrata del Tempio. Squadra e compasso sono due delle quattro luci simboliche, assieme al libro della legge sacra e all’altare. Altri simboli “da cantiere” sono il filo di piombo (la rettitudine del giudizio), la livella (l’uguaglianza sociale), lo scalpello e il regolo (gli attrezzi dell’apprendista), il maglietto (l’autorità e, talvolta, citato tra gli attrezzi dell’apprendista) e la cazzuola (l’amore fraterno che unisce i massoni). Altro simbolo è la pietra grezza, che simboleggia le imperfezioni dello spirito del massone, che dovrà correggere con l’aiuto dei già citati attrezzi da cantiere, per giungere alla forma cubica, idealmente perfetta. All’elenco non possono certo mancare la stella fiammeggiante (l’illuminazione dell’iniziato), la G (dal significato enigmatico), il sole e la luna (la ragione e l’intuizione, ovvero l’oratore e il segretario).

Cifrario di simboli Massonici
Si potrebbe parlare per ore o per giorni anche degli altri innumerevoli simboli massonici, quali la spiga di grano (la fruttificazione), la scala (i gradi dell’iniziazione), il pavimento a mosaico (corpo e spirito) e i tre pilastri (forza, saggezza e bellezza), ma si può dire che ognuno di essi rimanda all’elevazione dello spirito e della ragione del fratello, che deve fare in modo che l’armonia della loggia si riproponga nella società. Nella Fratellanza vi era infatti l’obbligo della beneficenza, che si espletava tramite iniziative di riforma economica e sociale, o la fondazione di ricoveri e scuole per poveri.
Ma nemmeno la Massoneria era esente dalle difficoltà. La prima si palesò nel 1738, quando la Chiesa, nella persona di papa Clemente XII, condannò la fratellanza con la bolla In eminenti. La stessa situazione si ripeté nel 1884, con l’enciclica Humanum Genus di Leone XIII. L’esoterismo proprio della Massoneria non poteva in alcun modo conciliarsi con la visione della Chiesa, motivo per cui il contrasto rimase insanabile.
Tuttavia vi furono anche numerosi conflitti interni alla confraternita, come quello tra Antichi e Moderni: c’era chi voleva cambiare le tradizioni per adattarsi ai nuovi tempi, e chi invece voleva mantenere la vecchia via, inevitabilmente vi furono numerose scissioni. Il primo conflitto in tal senso avvenne in Inghilterra nel 1751, quando nacque una nuova Gran Loggia, che si opponeva all’altra perché troppo innovatrice. Il conflitto si risolse nel 1813 con l’Act of Union e la nascita della Gran Loggia Unita d’Inghilterra. Famosa fu anche la scissione francese, che durò 34 anni (1765 – 1799).
Era chiaro a tutti, in ogni caso, che a partire dalla seconda metà del XIX secolo nulla sarebbe rimasto come prima. La politica e l’economia stava cambiando e con essa anche i fra massoni.
BIBLIOGRAFIA:
- Selezione del Reader’s Digest, I molti volti della Massoneria in Europa Misteriosa, Milano, 1983.
- IM HOF, L’Europa dell’Illuminismo, Bari, Laterza, 2005.
- FICHTE Johann Gottlieb, Lezioni sulla Massoneria, Santarcangelo di Romagna (RN), Gherardo Casini Editore, 2009.







Commenta