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"Capire l'Ebraismo: una breve analisi" di Paolo Franceschetti

Da Risveglioedizioni

La grossa difficoltà per chi si approccia a studiare l’Ebraismo sta nel fatto che i libri di testo sulle religioni trattano di tutto, tranne che della religione ebraica. L’affermazione suona come un paradosso ma non è così. Come abbiamo detto diverse volte in questo libro, per capire una religione bisogna capire la concezione che essa ha di Dio, dell’uomo, dell’anima, dei mondi sovrasensibili, e dei riti che si seguono per potersi elevare spiritualmente. I libri sull’Ebraismo invece trattano la storia del popolo di Israele, il sionismo, l’Olocausto, e, quando va bene, parlano dei riti quotidiani e delle festività, nonché del rapporto col Cristianesimo, che è un po’ come se per spiegare l’Induismo avessimo parlato del Kumba Mela e dello Shiva Linga (la prima è un’importante festa induista, la seconda una statua di Shiva a forma di fallo), o se per spiegare il Cristianesimo si dovesse dire che il fedele va a messa la domenica, fa la prima comunione, la cresima, si battezza, poi si spiegasse di che materiale sono fatte le ostie consacrate, eccetera. Alla Cabala vengono dedicate poche righe confuse e inidonee a spiegare cosa essa sia, nonostante sia parte integrante della religione ebraica e ne costituisca la parte più importante; talvolta viene presentata come un “movimento”, che in alcuni casi è stato definito “fantasioso e irrazionale”. In secondo luogo, i principali concetti teologici che vengono spiegati sull’Ebraismo sono sbagliati e nascono da una profonda ignoranza non solo dell’Ebraismo stesso, ma anche delle altre religioni nei suoi confronti. L’affermazione più comune degli studiosi, infatti, presente in tutti i testi, è che l’Ebraismo fu una religione monoteista in contrapposizione ad altre politeistiche (compreso l’Induismo). Come abbiamo potuto vedere, invece, l’Induismo è tutt’altro che politeista, e sono esistite molte altre tradizioni monoteiste prima dell’Ebraismo. L’altra affermazione sbagliata è l’idea che al centro della religione ebraica ci sia il patto di alleanza tra Dio e Israele. Nessuno nega che tale patto esista nella Bibbia, ma, a parte il fatto che la Bibbia non va letta e interpretata alla lettera, va detto che tale patto esiste praticamente in tutte le religioni. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin si dice che tale religione proteggerà il Giappone rispetto alle invasioni di altri popoli; nell’Induismo c’è spesso l’idea che i Veda proteggano l’India; nel Cristianesimo viene protetto chi sceglie di combattere in nome di Cristo, tanto è vero che si narra che Costantino trovò in cielo la frase “In hoc signo vinces” e disegnò la croce sul labaro imperiale per poter vincere in battaglia, i Crociati invece andarono in Terra Santa convinti di avere una missione divina, e in tempi recenti Bush, quando attaccò l’Iraq disse che “Dio era con lui”; nell’Islam alcuni sostengono che Allah debba essere diffuso ovunque, anche se poi tale concetto non è presente nel Corano. Insomma, o il patto di alleanza è presente nei testi sacri o i singoli popoli se lo sono inventati ad hoc per legittimare i loro comportamenti di conquista verso chi non la pensava come loro. L’idea del popolo eletto quindi è un’idea che non è tipica degli Ebrei ma è presente, in vari modi e con varie manifestazioni, nella maggior parte delle religioni. Non solo i testi che parlano di Ebraismo trattano prevalentemente la storia del popolo ebraico e non la religione ebraica, ma per giunta la maggior parte di quelli a disposizione dello studioso italiano fino a poco tempo fa erano di matrice cattolica, quindi tendono ad avere una visione parziale e completamente errata del fenomeno. Questa confusione è resa possibile dal fatto che una vera e propria “religione” ebraica non esiste; infatti, a parte la credenza in un Dio unico, e nella Torah come libro sacro, l’Ebraismo non ha un vero e proprio corpus dogmatico e teologico. L’Ebraismo non prevede dogmi e neppure credere in Dio è un dogma, scrive Moni Ovadia che: “L’Ebraismo non è una religione”. Ma questo non significa che nell’Ebraismo non vi sia una religione. L’Ebraismo, invece, contiene in sé la religione ma “la religione sta all’Ebraismo come la feccia necessariamente sta al buon vino”. Per semplificare e spiegare meglio potremmo dire che Ebraismo significa aderire ad una religione, ma anche essere parte di un popolo e di una serie di riti ed usanze; la religione ebraica in senso stretto è una religione universale, valida per chiunque e adattabile anche ad altri contesti (tanto è vero che dall’Ebraismo nasceranno due grandi religioni, il Cristianesimo e l’Islam, oltre ad una serie di dottrine magiche ed esoteriche di varia natura; Cristianesimo e Islam sono, in pratica, degli ebraismi a cui sono stati innestati alcuni concetti teologici estranei al popolo ebraico, come la Trinità o la divinità di Cristo o la legge islamica); invece, l’adesione al popolo ebraico, e ai suoi riti, fa parte dell’essere ebrei e non della religione. In questo capitolo noi ci occuperemo solo della “religione” ebraica, e non dell’appartenenza al popolo ebraico, per quanto le due cose siano, entro certi limiti, a volte inscindibili. La differenza tra l’essere ebrei e l’essere di religione ebraica è ben descritta da questa divertente novella ebraica. Si narra che all’epoca della redazione del Talmud babilonese alcuni maestri avessero deciso di discutere l’esistenza di Dio. La cosa può sembrare blasfema a chi non conosce il pensiero ebraico, eppure se si considera che nell’Ebraismo non vi sono dogmi, la cosa diventa del tutto lecita. Il confronto tra le opinioni durò molti mesi e alla fine si mise la questione ai voti. La maggioranza decise che Dio non esisteva. Terminata la votazione, uno dei rabbini si accorse che stava calando la sera e allora disse: “Su, compagni, è l’ora del vespro, dedichiamoci alla preghiera”. Gli altri stupefatti dissero “Ma che ti prende, sei uscito di senno? Abbiamo appena votato a maggioranza l’inesistenza di Dio”. E quello: “Che vuol dire questo? Forse però non siamo più ebrei?” (Vai a te stesso, Moni Ovadia)Gli ebrei sono stati perseguitati per secoli, chiusi spesso in ghetti, e di conseguenza la loro cultura è stata sempre osservata dall’esterno senza essere capita a fondo; per circa 1500 anni nei paesi di matrice cattolica le pratiche cabalistiche erano addirittura sospettate di magia nera e satanismo. Allo studioso occidentale che si affacci senza preconcetti all’Ebraismo si pone poi un altro grandioso interrogativo. La cultura ebraica è penetrata in profondità nella cultura occidentale europea e americana permeando tutti gli aspetti del vivere civile e religioso. Questo fenomeno è possibile osservarlo ponendo attenzione a due fenomeni, uno più nascosto e uno evidente a chiunque: 1) in primo luogo mediante la Bibbia (l’ottanta per cento del cui contenuto viene dal popolo e dalla storia di Israele, e anzi È la storia di Israele), che è il libro che ha influenzato più di ogni altro la cultura e la storia europea e americana; in base ad essa si sono combattute guerre, sono nati e morti imperi; eppure si tratta, curiosamente, di un libro di storia, non di un libro sacro in senso stretto. Abbiamo quindi un libro pensato e scritto appositamente per un popolo, che è utilizzato dalla maggior parte dei popoli della Terra.2) In secondo luogo mediante la Massoneria, i Templari e i Rosacroce. In Massoneria, ad esempio, si fa riferimento alla ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, e ovunque ci sono i simboli del Candelabro a sei braccia, della Stella di Davide, e altri simboli ebraici. Spesso si sente addirittura affermare che lo scopo della Massoneria è la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme. Ora, per chi conosce l’importanza di tale istituzione nel presente e nel passato, sorgono lecite alcune domande:- come è possibile che una cultura e una religione minoritaria come l’Ebraismo possa aver penetrato un’istituzione come la Massoneria?- Come è possibile che Magia ed Esoterismo, in occidente, non siano spiegabili, studiabili, e pensabili, senza la Cabala e altri corrispondenti concetti provenienti dall’Ebraismo?- Se l’Ebraismo è la religione di un gruppo minoritario di persone che credono in un Dio unico, e si limitano solo a seguire i 613 precetti del Talmud, cosa possono aver donato alla cultura esoterica occidentale oltre a quello che viene insegnato ufficialmente?- Come è possibile che i due avversari storici e millenari, Chiesa e Massoneria, abbiano come fondamento culturale, l’uno la Bibbia ufficiale (ebraica) e l’altro i principali concetti tratti dall’Ebraismo mistico e segreto?Queste domande costituiscono un vero e proprio rompicapo per lo studioso, che si trova quindi di fronte ad una vera contraddizione: da una parte una religione minimalista che ha pochi concetti teologici e spirituali di rilievo (così almeno ce la presentano); dall’altra una totale penetrazione di questa religione in tutti gli aspetti del vivere civile e religioso occidentale. A questa contraddizione tenteremo di dare una spiegazione nei prossimi paragrafi, come tenteremo di dare una spiegazione al problema del loro rapporto con la figura di Cristo, e tali spiegazioni, come vedremo, sono totalmente differenti da quelle ufficiali...Per acquistare i Libri di Franceschetti: CLICCA QUI

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