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Capodanno a New York – di G. Marshall

Creato il 21 dicembre 2011 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Paese che vai….cinepanettone che trovi….Se in Italia, durante il periodo natalizio, siamo abituati a ritrovare nelle sale cinematografiche i vari Massimo Boldi, Christian De Sica, Leonardo Pieraccioni e via discorrendo, negli Stati Uniti non sono da meno.
Certo lo stile è diverso e invece di trovare battute comiche e situazioni rocambolesche, troviamo pellicole dal gusto mellifluo che tendono a enfatizzare, forse anche troppo, i buoni sentimenti.
In sostanza, in Italia si ride, in America ci si commuove.
In questo periodo troviamo attori famosi pluripremiati che si ritrovano tutti insieme per recitare in commedie dove sono raccontate storie di persone diverse, vissute in un arco temporale circoscritto che di solito riguarda il Natale o L’ultimo dell’anno.
E proprio quest’ultimo è il caso di Capodanno a New York, l’ultimo film di Garry Marshall, lo stesso di Appuntamento con l’amore.
Il problema è che non sempre la presenza di attoroni e premi Oscar rappresenta una garanzia per la riuscita di un film.
Capodanno a New York presenta una trama piuttosto banale che nemmeno la presenza di grandi nomi, riesce a sostenere. La sceneggiatura non risulta particolarmente curata e le varie storie narrate, non riescono a legarsi bene tra loro.
Insomma, grandi attori per piccole parti, o meglio parti insignificanti.
Qualche esempio: Hilary Swank (2 Oscar!) è la responsabile dell’evento di Time Square e della famosa Sfera Luminosa che puntualmente a mezzanotte deve scendere per augurare il buon anno. Dalla gestione dell’evento dipende la sua intera carriera, e ci saranno non pochi problemi durante la serata, eppure… poco prima della mezzanotte lascia la postazione per un appuntamento importante!
Una sfattissima Michelle Pfeiffer si lascia trasportare per tutta New York dal giovane Zac Efron, alternando timidezza e isteria.
Si ritroverà ad una festa dopo la mezzanotte con un cambio d’abito a tempo record e si ricorderà di avere girato Grease 2.
Katherine Heigl, ancora più nevrotica ed irritante del solito, odia a morte l’ex-fidanzato (il cantante Jon Bon Jovi, forse quello che se la cava meglio tra tutti) perchè è stata lasciata un anno prima. Basteranno un cambio d’abito, molto plausibile se sei il capo chef del catering di un party di mezzanotte, e un paio di canzoni per farle dimenticare tutto e tornare con l’ex.
Ma si sa….a Natale c’è bisogno di amore e dolcezza e questo film sembra contenerne più che a sufficienza.
Vedremo se questo basterà per farci apprezzare questo film, che sembra adattissimo a essere visto il giorno di  Natale o quello di Capodanno.
Capodanno a New York sarà nelle nostre sale a partire dal 23 dicembre.

Trama:
“Capodanno a New York” celebra l’amore, la speranza, le seconde possibilità e i buoni propositi, attraverso diverse storie intrecciate tra loro, ambientate a New York City tra caos e speranze nella notte più festosa dell’anno.
Senza dubbio l’amore fa da padrone nel conto alla rovescia del 31 dicembre, quando molte coppie aspettano trepidanti la mezzanotte per darsi un bacio, altre approfittano della magia della serata per farsi promesse eterne, e altre ancora decidono di ‘provarci’ con una persona che potrebbe essere quella giusta. Ma l’emozione della festa va oltre. Se il Capodanno favorisce l’amore nelle sue innumerevoli sfaccettature piacevoli e folli, è anche il momento dell’amore inteso come perdono e compassione, e il miracolo quotidiano di chi apre il proprio cuore a un’altra prospettiva.
Il film presenta queste idee in una collezione di episodi raccontati come se fossero stati presi a caso dalla miriade di storie che fanno parte del quotidiano. Ogni storia è a sè ma talvolta sfiora per un breve momento le altre; altre storie, invece, si incrociano fino a creare una conclusione perfetta. Marshall, ex batterista di un gruppo jazz, dichiara: “C’è musica significativa ad ogni scena, come il ritmo e le note dei dialoghi. In Capodanno a New York ci sono dei momenti molto commoventi e molti altri divertenti, molte storie diverse da raccontare, e ognuna con il suo ritmo. Mi piace mescolare le cose, compensare l’intensità di una scena con la leggerezza di un’altra”.

di Emma Mariani

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