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Caprifoglio (Lonicera)

Da Giardinaggio @Giardinaggionet

generalità


Caprifoglio (Lonicera) La Lonicera è un genere facente parte delle Caprifoliacee, che si caratterizza per comprendere al suo interno più di duecento piante, tra arbusti e rampicanti, ma anche sempreverdi e piante che presentano delle foglie caduche.

Ad ogni modo, un buon numero di specie che rientrano in questo genere si caratterizzano per avere uno sviluppo rampicante e per provenire dal continente asiatico e, in modo particolare, dalla Cina e dal Giappone.

Alcune specie, addirittura, provengono anche dal continente europeo e, nello specifico, dalla sua parte meridionale, Italia inclusa.

Stiamo parlando di un genere che si adatta con ottimi risultati a svilupparsi all'interno di aree che sono caratterizzate da un clima tipicamente freddo, nonostante queste piante presentino una chiara predilezione verso i climi miti.

La Lonicera viene consigliata sopratutto per quanto riguarda gli ornamenti di muri, ma anche di pergolati e di un gran numero di recinzioni: per il suo sviluppo estremamente fitto e vigoroso, inoltre, presenta anche un largo impiego come siepe.

esposizione


Caprifoglio (Lonicera)2
Stiamo parlando di una pianta che ha bisogno di ricevere alcune ore di sole, ma non ama stare per lungo tempo a contatto diretto con i raggi solari; si riesce a sviluppare molto bene anche in tutti quei luoghi caratterizzati dalla mezz'ombra.

E' fondamentale porla a dimora in un'area che permetta che la parte di base della pianta rimanga sempre all'ombra o che, in ogni caso, venga a contatto diretto con i raggi del sole solamente nelle ore meno calde della giornata.

Nonostante tutto, si consiglia che il fogliame e la parte aerea della pianta rimangano esposti al sole.

annaffiature


E' importante tenere bene a mente come questi arbusti rampicanti si caratterizzino per avere uno sviluppo decisamente rigoroso.

Stiamo parlando di rampicanti che, spesso, presentano delle richieste idriche piuttosto elevate.

Ecco spiegato il motivo per cui è necessario provvedere alle annaffiature in modo frequente e costante, lasciando sempre che il substrato si asciughi completamente prima di procedere ad una nuova irrigazione.

Nel corso del periodo estivo, si può rendere necessaria un'annaffiatura ogni due settimane.

terreno


E' importante che il substrato presso cui si metterà a dimora tale pianta sia caratterizzato da un'ottima quantità di humus, dato che deve essere sempre conservato piuttosto umido, ma sopratutto da un buon livello di drenaggio, dal momento che è importante evitare qualsiasi possibile formazione di ristagni idrici, che possono portare con sé malattie e parassiti pericolosi per la salute e il corretto sviluppo della pianta rampicante.

moltiplicazione


Questa operazione si può eseguire mediante talea, ma anche attraverso la semina.

Nel caso in cui si opti per la prima soluzione, allora la stagione ideale è rappresentata dall'estate.

Per portare a termine la moltiplicazione con buoni risultati è necessario estrarre delle talee lunghe almeno dieci centimetri, per poi inserirle all'interno di appositi contenitori, che devono essere precedentemente riempiti con un misto di torba e sabbia.

Nel corso della stagione primaverile che segue, sarà necessario provvedere al rinvaso delle piantine, spostandole all'interno di vasi che presentano un diametro di circa dieci centimetri.

Solamente nel corso della stagione autunnale, queste piante possono essere poste a dimora in modo definitiva.

Nel caso in cui, al contrario, si scelga la seconda alternativa, ovvero la moltiplicazione per semina, allora si dovrà prestare particolare attenzione a piantare i semi all'interno di appositi contenitori da riproduzione, dopo averlo accuratamente riempiti con un terriccio formato da composta per semi.

La stagione ideale per cominciare la moltiplicazione per semi di questa pianta rampicante è indubbiamente l'autunno.

Dopo che si è verificata la radicazione, le piantine si potranno inserire all'interno di ogni contenitore che presenti un diametro di almeno otto centimetri.

Nel corso della stagione autunnale che segue, si dovrà provvedere ad inserire a dimora le piantine.

Nel caso in cui si decida di sfruttare questa seconda pratica, allora sarà necessario avere un po' di pazienza, almeno qualche anno, prima di poter veder fiorire la pianta.

Nel corso dei mesi primaverili, come ad esempio aprile e maggio, si potrà provvedere a limitate operazioni di potatura: in particolar modo, è necessario rimuovere tutti quei rami particolarmente sviluppati che finiscono per creare solamente confusione all'interno della pianta.

Nel caso in cui si decida di sfruttare la pianta di Lonicera come una vera e propria siepe, allora è necessario prestare maggiore attenzione alle operazioni di potatura, sopratutto nel corso del primo anno di vita, in maniera tale da indirizzarla verso lo sviluppo all'altezza voluta.

parassiti e malattie


Rappresentano uno dei pericoli principali per queste specie rampicanti: stiamo facendo riferimento agli afidi, che vanno a colpire, in modo particolare, i fiori della Lonicera, ma che si caratterizzano allo stesso modo per arrecare azioni di disturbo anche sui germogli e il principale effetto derivante dai loro attacchi si ritrova sulle foglie, che si dimostrano particolarmente appiccicose.

Invece, tra le malattie che possono più frequentemente colpire queste specie di rampicanti, possiamo trovare sopratutto l'oidio e il mal di piombo.


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