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CARATTERISTICHE DEL GUERRIERO CASTANEDIANO: + Aforismi di Carlos Castandeda

Creato il 25 ottobre 2011 da Mente Libera

I paurosi tirano per i piedi chi è intento a volare, per riportarlo a terra. Nella meschinità si sentono meglio se tutti strisciano, li umilia che qualcuno possa contemplare da un piano a loro inaccessibile.CARATTERISTICHE DEL GUERRIERO CASTANEDIANO: + Aforismi di Carlos Castandeda
(Castaneda)

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Mi hanno già conferito il potere che regge il mio destino e io nulla stringo, così non avrò nulla da difendere. Non ho pensieri, così potrò VEDERE. Non temo nulla, così ricorderò me stesso. Distaccato e sereno, sfreccerò oltre l’Aquila, verso la libertà. (Carlos Castaneda)

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Non esistono due mondi separati, due realta’ diverse, un mondo normale e uno paranormale… esiste un mondo unico, che si puo’ “guardare” o “VEDERE”.

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1 – Confidarsi con lo spirito come se parlassi ad un buon amico, da tu a tu, con infinita fiducia; … fallo tutte le notti prima di dormire e quando meno lo ricordi ti risponderá nei tuoi sogni.

… il guaio dell’uomo è che egli intuisce le proprie risorse nascoste ma non osa utilizzarle

2 – Eliminare tutto quello che non è indispensabile… in primis il senso di IMPORTANZA PERSONALE ->   il 90% della nostra energia la consumiamo nel tentativo di difendere la nostra importanza personale

3 – Riuscire a SEPARARSI DAL MONDO… RESTANDO IN ESSO, continuando a viverci (“FOLLIA CONTROLLATA”)  …  “Fare l’agguato a se stessi”, cioè “catturare” i propri vizi e tutte le altre abitudini malsane…  

non “darsi” (attaccarsi) al mondo, ma “godere” di esso.

 

La follia controllata è l’arte di fingere di essere completamente immersi in qualcosa a portata di mano – e fingere tanto bene che nessuno possa vedere la differenza tra vero e falso.  

La follia controllata non è un vero e proprio inganno, ma un mezzo sofisticato e artistico di essere separati da tutto pur restando parte integrale di tutto.  

«La follia controllata difficile da apprendere. Molti non riescono a sopportarla, non perché ci sia in quell’arte qualcosa di male, ma perché richiede molta energia nel praticarla.» 

CARATTERISTICHE DEL GUERRIERO CASTANEDIANO: + Aforismi di Carlos Castandeda

 4 – Non lasciarsi “trascinare” dalle situazioni. Ritirarsi. Lasciar che i pensieri scorrano liberamente… Occuparsi di qualcos’altro. Qualunque cosa può essere utile…

Se cominciate a inquietarvi e ad impazientirvi, a disperarvi, sarete abbattuti senza pietà dai TIRATORI SCELTI DELL’IGNOTO… Se invece agite senza macchia e avete sufficiente potere personale per eseguire i vostri compiti, si attuerà per voi la REALIZZAZIONE dell’INTENZIONE

5 – Trattare con la gente senza lasciarci “affettare” da essa, e senza impazzire nell’intento… 

le persone’ ci affettano, ci tolgono potere, energia, ci schiavizzano…

… Non lasciar vedere il tuo “gioco”. Non mettersi mai in prima linea. 

6 – ARRESTARE IL “DIALOGO INTERIORE”, , interrompere la conversazione interna, “FERMARE la DESCRIZIONE del MONDO”

… “a seconda di come il mondo “dovrebbe” essere secondo i nostri “pregiudizi”, crediamo e creiamo il mondo, però in questo modo ci PRECLUDIAMO la capacità naturale che abbiamo di “VEDERLO”, tal come è veramente; …

INVECE DI “PENSARLO”, DOVREMMO IN VERITà “SENTIRLO”… Allora, la verità sorgerebbe davanti ai nostri stessi occhi, e nessuno potrebbe ingannarci più su nulla.

Col Dialogo interiore sul Mondo Lo animiamo, lo accendiamo di vita, lo sosteniamo fermamente con la nostra conversazione interna; e non solo è così,  addirittura scegliamo anche i nostri cammini a forza di parlare con noi stessi. E’ così che ripetiamo le stesse abitudini, gli stessi errori di sempre, uno dopo l’altro, fino al giorno della nostra morte.” 

7 – Essere “impeccabili”, cioè non esaurire la propria energia, conservare il potere personale… L’impeccabilità è fare il meglio che si può sempre, in qualunque cosa.

Recuperare tutta la propria energia vitale lasciata dispersa e, nel contempo, espellere tutta quella estranea a noi, che non ci corrisponda per i nostri fini.

L’energia sarebbe così reintegrata al proprio essere per recuperare la “totalità di se stessi”, della proprio “conformazione energetica” originaria.

L’impeccabilità è semplicemente il miglior uso del nostro livello di energia… esige frugalità, sollecitudine, semplicità, innocenza, mancanza del riflesso di sé (esaltazione della propria autoimmagine) ecc…

Per comandare lo spirito, e con questo intendo comandare il movimento del punto d’unione, c’è bisogno di energia. L’unica via per conservare energia è la nostra impeccabilità.

8 – Diventare inaccessibile ai più  (-> alla gente, al mondo; deve RIMANERE ACCESSIBILE E APERTO, SOLO A CHI VUOLE LUI )  … devi mostrare alla gente solamente quello che vuoi mostrargli; senza dire mai con precisione le cose come lo hai fatto fin’ora

9 – Usare la MORTE come CONSIGLIERA … Star disposti a morire ed essere pronti all’ultima battaglia in qualsiasi momento, circostanza, luogo.

… La morte è l’unica consigliera saggia che abbiamo.

CARATTERISTICHE DEL GUERRIERO CASTANEDIANO: + Aforismi di Carlos Castandeda
Ogni volta che senti, come sempre fai, che tutto ti sta andando male e che stai a punto di essere annichilato, girati verso la tua morte e domandale se è vero; lei ti dirá che ti sbagli; che niente è più importante se non il suo tocco. La tua morte ti dirá: ancora non ti ho toccato. Il guerriero

pensa alla sua morte quando le cose perdono chiarità. Il guerriero considera alla morte la consigliera più trattabile, che può venire anche ad essere testimone di tutto quanto si faccia. L’idea della morte è l’unica che tempra il nostro spirito.

… Questo non vuol dire che devi preoccuparti per la tua morte; si tratta di usarla. Poni attenzione sul laccio che ti unisce alla tua morte, senza rimordimenti, tristezza o preocuppazione.  

Poni la tua attenzione sul fatto che non hai tempo e lascia che i tuoi atti fluiscano in accordo a questo; che ciascuno dei tuoi atti siano la tua ultima battaglia sopra la Terra. 

Solo sotto tali condizioni i tuoi atti avranno il potere che gli corrisponde

… C’è una strana felicità ardente nell’attuare con il pieno convincimento che quello che si sta facendo può benissimo essere l’ultimo atto sopra la terra. 

Ti raccomando meditare sulla tua vita e contemplare i tuoi atti sotto questa luce. 

Non hai tempo amico mio, questa è la disgrazia degli esseri umani.
Nessuno di noi ha sufficente tempo e la tua supposta continuità, nella quale consiste la tua felicità, non ha senso in questo mondo di mistero e pavore. La tua “continuità” sólo ti fa timido. 

I tuoi atti, non possono possedere così in nessun modo, il gusto, il potere, la forza irresistibile di quelli realizzati invece da un uomo che sa di star liberando la sua ultima battaglia sulla terra. 

In poche parole: la tua “continuità” non ti rende nè felice, nè potente. 

La maggior parte della gente passa di atto in atto senza pensare. Un guerriero, al contrario, valuta ogni passo e dato che ha conoscenza intima della propriaa morte, procede con giudizio, come se ogni azione fosse la sua ultima battaglia. Un guerriero da, alla sua ultima battaglia, il rispetto che merita; è naturale, quindi, che nel suo ultimo atto sulla terra dia il meglio di se stesso.

Però, preoccuparsi terribilmente della morte forzerebbe chiunque
sia di noi a focalizzare la propria attenzione su di sè; e questo è logorante. Cosicchè, un’altra cosa di cui si ha bisogno per essere un guerriero è il “DISTACCO”, o “Spietatezza”

… Il “senso della morte” imminente accompagnata con il”distacco”, invece di convertirsi in un’ossessione, si converte in indifferenza

Un uomo distaccato, che sa che non ha possibiltà di ponere limiti alla sua morte, e possiede solo una cosa che lo supporti: 

il potere delle sue decisioni. 

Deve essere, per così dire, il “proprietario”, il padrone, della sua SCELTA.

Deve comprendere che ogni sua scelta è una sua responsabilità [(così non si esaurisce nel darle la colpa agli altri)]; e, una volta che sceglie, non rimane tempo per le recriminazioni, nè per i lamenti. 

In un mondo dove la morte è il cacciatore, non c’è tempo per lamentazioni e dubbi. C’è tempo solo per decisioni… Farci responsabili delle nostre decisioni è essere disposti a morire per esse; non importa quale sia la decisione…

Le sue decisioni sono definitive semplicemente perchè la sua morte non gli da tempo di legarsi a niente... In questo modo, la nostra energia “è libera” di fluire e non ci riduciamo a farcela”consumare” o “succhiarla” artificiosamente dall’esterno, dalla gente o dalle cose, perchè non ne abbiamo bisogno visto che questa ci arriva “naturalmente” da dentro)] 
 … Niente potrebbe essere più serio, nè meno importante di qualsiasi altra cosa. In un mondo dove la morte è il cacciatore, non ci sono cose grandi nè piccole; solo ci sono decisioni alla vista della nostra morte inevitabile. 

Un guerriero prende in considerazione tutte le possibilità e poi sceglie in accordo con la propria predilezione intima. 

Una regola basica per un guerriero è prendere le proprie decisioni con tanta cura, da fare in modo che nulla di quello che possa venire come risultato, sia capace di sorprenderlo.

Decidere non significa eleggere un momento arbitrario; decidere significa che hai messo il tuo spirito in ordine impeccabile e che hai fatto tutto il possibile per essere degno della conoscenza e del potere. 

Preoccupati e pensa pure quanto vuoi prima di prendere una qualunque decisione; però una volta che lo fai, lasciati andare libero da preoccupazioni e da pensieri. Ci saranno ancora un millione di decisioni che ti aspettano
Un guerriero accetta la responsabilità delle sue azioni, per quanto difficili possano essere.

  l’idea di star in balia del vento [(ossia: sotto il "controllo" di qualcuno, o di "qualcosa")] dovrebbe essere inammissibile [(dire, "per colpa di.." è ammettere di fatto il nostro "non-controllo"; e rassegnarsi ad esso: questo,  "Arrendersi"; non "lottare" più; non essere più "guerriero", ma "vittima". 

Ci trasformiamo in "principi tiranni" come tutti gli altri maghi neri, succhiando energia alla gente perchè non siamo più ormai nelle condizioni di farla uscire dallo Spirito e da noi stessi)]

Il guerriero non si abbandona neppure alla propria morte. 

La morte deve lottare per averlo. 

[(in questo senso, un guerriero si abbandona solo allo
Spirito,
non è schiavo di nessun’altra cosa… 

Non è schiavo della ragione, lo è piuttosto del “sentimento”, però unicamente di quello che procede dallo Spirito.

Solo il sentimento della morte da all’uomo il distacco sufficente, affinchè sia capace di non negarsi nulla

Cosí, con la coscienza della sua morte, con il distacco e con il potere delle sue scelte, un guerriero arma la sua vita in maniera strategica.

Un guerriero procede sempre come se avesse un piano perchè confida nel suo potere personale. 

L’allegria di un guerriero gli arriva dall’aver accettato pienamente il suo destino e dall’aver calcolato in verità ciò che lo aspetta

10 – Un guerriero non può in nessun modo lamentarsi per non essere da un’altra parte, perchè vive la sfida che gli sta accadendo qui e adesso, in questo precisissimo istante… …  Cerca di comprimere il tempo, tutto conta, anche un secondo… Non sprecare nemmeno un istante = Vivere ogni istante il più felicemente che si riesca fare.

  Per un guerriero solo esiste il “qui” e l’”ora”…

Non c’è niente al mondo capace di garantire che potrai vivere ancora un solo istante di più…

il futuro non è altro che un pettegolezzo

11 – “Cancellare la propria storia personale”, affinché nessuno ti leghi con i propri pensieri…

… -> Per abbandonare la storia personale bisogna avere il desiderio di lasciar andare il proprio passato, tagliare i fili dei vecchi attaccamenti  e distaccarsi  armoniosamente, poco a poco.

Si Mantiene la propria storia personale raccontando alla gente tutto quello che fai. Invece, se non alimenti la storia personale, non hai più bisogno / “dovere”/ “obbligo” di rendere conto, di spiegare tutto a tutti , e di auto-giustificarti continuamente…

… In pratica è come morire al vecchio e RINASCERE OGNI GIORNO al nuovo, alla freschezza, leggerezza e novità della vita

… Cancellare la storia personale ci libera dal “PESO” dei PENSIERI ALTRUI

… è come dire: “NESSUNO SA CHI SONO, NEPPURE IO”

… Ciò serve anche a “PERDERE” l’IMPORTANZA PERSONALE

Castaneda -> “Poco a poco devi creare una nebbia attorno a te, un alone di Mistero, in modo che nulla possa darsi per scontato; che niente  abbia una certezza assoluta.

Il tuo problema è che sei troppo prevedibile.

I tuoi progetti sono troppo prevedibili; i tuoi umori sono prevedibili. Non dare le cose per scontato; devi iniziare a cancellarti.

… 

Il brutto è che, una volta che ti conoscono, ti danno per scontato e da quel momento non puoi più rompere il legame dei loro pensieri.

A me, personalmente, mi piace di più la libertà illimitata di essere sconosciuti; nessuno mi conosce con certezza costante… 

E’ più emozionante vivere cosí, che comportarci come se sapessimo tutto.”

… Un uomo comune non vede niente di tutto questo; il mondo non è mai un mistero per lui , al contrario un guerriero
tratta il mondo come un interminabile mistero

… Potremmo interpretarlo come un “non-fissare” la propria coscienza e attenzione sull’immagine che si ha di se stessi, ma di riponerla sempre invece piuttosto sulla propria “azione” (nel senso “presente”) e nel mondo attorno. Questo ovviamente, fa in modo che ci “preoccupiamo” più di “sentire” che di “pensare”; di “agire”, invece che di “compiacerci” e commiserarci per la nostra “sorte”.  

 

Il mondo è un mistero. Non ti sforzare a volerlo risolvere.

 Il mondo è un luogo sacro, stupendo, meraviglioso, misterioso, incomprensibile e impenetrabile e non concede facilmente i suoi segreti…

Questo è un mondo strano in cui le forze che
guidano gli esseri umani sono imprevedibili, e a volte spaventose, però il suo “Splendore” è degno della nostra “attenzione”. 

CARATTERISTICHE DEL GUERRIERO CASTANEDIANO: + Aforismi di Carlos Castandeda

12 – PADRONEGGIARE “L’ARTE DEL SOGNARE”

….

DESIDERARE NO, però SOGNARE SI’..; 

in questa maniera si evitano gli eccessi, non si abusa di niente e di nessuno. 

Non “attaccarsi” a nulla e a nessuno, significa che tutto lo si cerca di tirar fuori da se stessi, non esaurendo le cose che si amano…

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Dialogo tra Don Juan e Castaneda sull’immagine di sé e la personalità:

«I maestri dell’agguato che praticano la follia controllata credono che, per
quanto concerne la personalità, tutta la razza umana si divide in tre categorie.»
Sorrise come faceva tutte le volte che mi provocava.
«Ma è assurdo!» protestai io. «Il comportamento umano è troppo complesso per essere diviso così semplicemente.»
«I maestri dell’agguato dicono che non siamo così complessi come pensiamo e che tutti apparteniamo a una delle tre categorie.»

Risi, nervoso. Di solito avrei preso la sua dichiarazione come uno scherzo, ma stavolta, con la mente così limpida e i pensieri così acuti, sentii che parlava proprio seriamente.
««Dici sul serio?» gli chiesi, con quanta più gentilezza potei.
«Come no!» rispose, cominciando a ridere.
Le sue risa mi fecero rilassare un po’, ed egli cominciò a spiegarmi il sistema di classificazione. Disse che le persone della prima classe sono perfetti segretari, assistenti, colleghi. Hanno personalità molto fluide, ma la loro fluidità non arricchisce.
Tuttavia sono servizievoli, interessati, amanti della casa, pieni di risorse entro certi limiti, spiritosi, beneducati, teneri, delicati. In altre parole, la gente migliore che si possa trovare, ma con un enorme difetto: non riescono a funzionare da soli, hanno sempre bisogno di qualcuno che li diriga. Sotto una direzione, per quanto possa essere dura o antagonistica, rendono benissimo. Da soli non ce la fanno.

Le persone della seconda classe non sono affatto simpatiche. Sono meschine, vendicative, invidiose, gelose, egoiste. Parlano solo di sé e di solito chiedono che gli altri si uniformino al proprio livello. Prendono sempre loro l’iniziativa, anche se non si sentono a proprio agio. Sono perennemente impacciati in ogni situazione e non si rilassano mai. Sono insicuri e sempre insoddisfatti, e più si sentono insicuri, più diventano scortesi. Il loro fatale difetto è che ammazzerebbero chiunque per amor del potere.

Nella terza categoria ci sono quelli che non sono simpatici ma nemmeno odiosi.
Non sono servi di nessuno ma neanche si impongono a nessuno, sono piuttosto degli indifferenti. Hanno un’alta idea di se stessi derivata solo da sogni a occhi aperti e da pii desideri. Se si distinguono per qualcosa è perché sono sempre in attesa che qualcosa succeda. Attendono di essere scoperti e conquistati e hanno una grande
abilità a creare l’illusione di avere in serbo grandi cose, che promettono sempre di offrire: in realtà ciò non avviene perché non ne hanno la capacità.
Don Juan mi precisò che lui, ovviamente apparteneva alla seconda classe. Mi chiese poi di classificarmi e con una certa riluttanza suggerii che potevo essere una combinazione delle tre.
«Non rifilarmi quell’idiozia della combinazione» mi disse, ancora ridendo. «Noi siamo creature semplici, ognuno di noi appartiene a uno solo dei tre tipi. Secondo me, tu appartieni alla seconda classe. I maestri dell’agguato li chiamano peti.»
Presi a protestare che il suo schema di classificazione era avvilente, ma mi
fermai proprio mentre stavo per abbandonarmi a una lunga tirata. Invece gli feci notare che, se davvero c’erano solo tre tipi di caratteri, tutti eravamo bloccati a vita in una delle tre categorie, senza speranza di mutamento o riscatto.
Convenne che era proprio così, ma restava una via di recupero. Gli stregoni avevano appreso molto tempo prima che solo il nostro riflesso di sé personale cadeva in una delle categorie.
«Il nostro problema è che noi ci prendiamo sul serio» disse.

«A qualsiasi categoria appartenga la nostra immagine di sé, importa solo per la nostra presunzione. Se non fossimo presuntuosi, le categorie non importerebbero affatto.
«Sarò sempre un peto» continuò, scosso in tutto il corpo dalle risate. «E anche tu. Ma ora io sono un peto che non si prende sul serio, a differenza di te.»
Ero indignato. Volevo discutere con lui, ma non riuscii a mettere insieme
l’energia necessaria.



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