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Carnevale Rinascimentale di Ferrara, quello che gli altri magari non vi raccontano…

Creato il 21 febbraio 2012 da Gaialodovica

Carnevale Rinascimentale di Ferrara, quello che gli altri magari non vi raccontano…

Un blog che tratta di viaggi mi ha chiesto un articolo sul carnevale estense, ovviamente lo linkerò e vi costringerò a leggerlo.
Su Giramenti no, niente articoli seri, qui facciamo roba cazzara e ci tengo a non deludere le vostre aspettative. Eccomi allora a raccontare quello che non ho detto in quell’articolo…

Tenete presente che il Carnevale Rinascimentale è nato grazie a Susanna Tartari, della Pro Loco di Ferrara. A lei va tutta la mia stima, è una donna coi coglioni e ha saputo mettere in piedi questa manifestazione a dispetto di tutto, compresi i gruppi storici ferraresi che hanno nicchiato, salvo poi apparire tra il pubblico.
Non spetta a me dare giudizi, ma spetterà ai ferraresi chiedersi perché il Palio di Ferrara ha preferito evitare di farsi vivo. C’erano solo San Paolo e il gruppo Armati di San Luca, e meritano un applauso… glielo faccio io, pare che gli altri colleghi non abbiano gradito.

Ma vediamo alcuni retroscena.

Arrivando in castello chiediamo dove far cambiare i nostri figuranti, non siamo dei fighetti, ci fosse caldo i ragazzi si cambierebbero dietro un albero, ma visto che in castello il posto c’è…

Veniamo indirizzati all’imbarcadero 2, la ciurma con annessi e connessi – abiti rinascimentali in velluto, stivali, strumenti musicali, bandiere… – ci arriva, scova altre trenta persone già in “divisa” e cerca una sedia – dieci sedie andrebbero meglio – dove appoggiare il tutto.
Ci viene incontro – quasi addosso – una signora che si presenta come Nonsisachi della Provincia. Sbraita che quella lì è una sala a pagamento, lì non ci possiamo stare, dobbiamo andare all’imbarcadero 3 e 4. Là c’è un’esposizione artistica e ci verrà dato un angolo – ma piccolo eh? piccolo, al buio, o così o cavarci in mutande quale ulteriore opera d’arte esposta – e di ringraziare pure il cielo che c’è un buco per noi.
Ovviamente ho subito fatto sapere alla signora che attendo con ansia di vedere svanire le province in una nuvola di fumo, chiosando con l’apocalittico “brutta stronza”, pronta a levarmi dal collo la macchina fotografica per ulteriori scambi di vedute.

Ora, pensiamoci un attimo, noi di Copparo la Provincia la conosciamo perché ci tocca in dote… ma quelli che venivano da altri ameni luoghi italici, che cazzo avranno mai pensato della provincia di Ferrara? Che siamo un branco di matti? Può essere.

Ribadiamolo alla signora della Provincia, che magari sabato non mi sono spiegata a dovere: mia gentile provinciale – ecco, appunto –, decine di persone giungono a Ferrara per onorare il Carnevale Estense, ci arrivano coi propri mezzi e non chiedono nemmeno un bicchiere d’acqua a voi del castello. Arrivano, sfidano il freddo, abbandonano il cappotto e mettono su un bel sorriso, lo fanno per amore della rievocazione storica e per amore della città. E lei signora, lei che fa? Li tratta come omuncoli fastidiosi, manco le avessero chiesto il soldino del carrello.
Mia gentile signora provinciale, quando aboliranno le province io penserò a lei e mi farò una bella bevuta alla sua salute. Ringrazi il cielo che mi sono fermata al “brutta stronza” e che mi è stato suggerito di non abbatterla con un destro. Mi creda, avrei ricevuto un grande applauso e tutti avrebbero testimoniato che su quel destro lei ci era scivolata.
La prossima volta che decide di fare la voce grossa, si guardi in giro, potrei essere lì.

Carnevale Rinascimentale di Ferrara, quello che gli altri magari non vi raccontano…

Ma veniamo al simulacro umanoide nella zona dell’esposizione artistica.

Arrivando dall’angolo buio in cui eravamo stati infilati a forza dalla signora della Provincia – e questa non me la scordo, questa va nei prossimi sfottò di Ferrara è una repubblica fondata sugli Estensi –, incappiamo in un manichino che scambiamo per una persona, una persona viva che salutiamo con garbo. Investighiamo ulteriormente, non avendo ricevuto risposta, e Roberto decide di volere una foto ricordo. Che succede? Che l’artista del manichino mi becca su facebook e si complimenta per i miei scatti. Fortunatamente ha colto il lato umoristico della situazione, ma mica lavora in Provincia, eh? Aridaje!

Prima di entrare in castello mi sono imbattuta in un tale che ha magicamente tramutato il fossato in un lago. Stavo per ribaltarcelo dentro per manifesto vilipendio! Si potrà scambiare il fossato del castello per un laghetto? Evidentemente sì.
Nel frattempo una signora ha ribattezzato chianina la chiarina, la tromba araldica che i nostri suonavano in sfilata. Vediamo un po’ come la signora riesce a soffiarci dentro!
Durante la sfilata ho visto gente esagitata buttarsi tra i miei ragazzi per farci una foto assieme, mentre in castello uno degli artisti che esponevano all’imbarcadero ne voleva “usare” tre per piazzarli davanti alle sue opere, come fossero le scimmiette del luna park. Si è imbattuto nelle persone sbagliate e si è preso la sua dose di maialate.

Ricorda, amico mio, dietro quei bei costumi ci sono persone che hanno appena finito di sfilare, sono stanche, hanno freddo… e non gliene frega un cazzo di fare da modelli davanti alle tue opere d’arte.

E il resto? Il resto tutto bene, quando si collabora con chi la rievocazione la conosce, la capisce e la organizza, non ci sono mai problemi. Al ritorno ho piazzato le foto online e fatto amicizia con chi avevo fotografato qualche ora prima, tutta gente in gamba, gente che si diverte. I problemi non li hai mai con chi è del mestiere, sono quegli altri che rompono le balle.

Perché, santalamadonnabenedetta, ogni volta che collaboro con Comune e Provincia – diversi Comuni e diverse Province, si assomigliano tutti – mi ritrovo sempre a pensare che da quelle parti lì non ne capiscono un cazzo della valorizzazione del territorio? E’ un’idea stramba che mi sono fatta io o la cosa vi torna?

Ho un suggerimento, vediamo se funziona: inserire – a forza, a frustate se occorre – i politici locali nella manovalanza delle rievocazioni, niente discorsi davanti a un microfono, niente nastri da tagliare. Si pigliano il freddo e il caldo, gli stivali scomodi, il meteo avverso, i costumi da risistemare e tutto il resto. Vuoi vedere che a quel punto la piantano di trattare i gruppi storici come le belle statuine?

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