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Castelfiorentino e Poggibonsi

Creato il 25 luglio 2013 da Lillyslifestyle @LilianaNavarra

Dopo una gustosa colazione in giardino con miele di eucalipto bio, prendiamo l’auto e ci diriggiamo verso Castelfiorentino.

GiampyCi aveva incuriosito perché, nel Medioevo,  in prossimità dell’incrocio della Via Francigena con la Via Volterrana era diventando luogo di transito dei pellegrini e dei viandanti che dal Nord Europa andavano a Roma. Inoltre, il primo nucleo, il Castelvecchio, fu edificato sulle basi di un antico insediamento di origine romana, chiamato Timignano. L’attuale denominazione venne assegnata al paese nel 1149.

Appena arrivati prendiamo un caffè nei pressi del borgo antico (quasi inesistente), dove in passato c’era un piccolo cinema oramai abbandonato.

La parte antica del paese e in completo abbandono, tutto tappezzato di cartelli di vendesi che formano linee arcobaleno tracciando il nostro sentiero sempre più angosciante. poggibonsi_vista_bigDopo un veloce giro decidiamo di andar via e sulla strada del ritorno vediamo la freccia che indica un paese di nome Poggibonsi. Il nome è carino e ci ispira, facciamo quindi una deviazione imprevista.

Purtroppo il centro storico non esiste più perché fu completamente distrutto dalla II Guerra Mondiale. Approfittiamo per vedere il convento di S. Lucchese, costruito dopo la venuta di S. Francesco in Vald’elsa nel 1213. Si suppone che fu eretto su un preesistente edificio religioso di epoca romana. Quando arriviamo il convento è chiuso e sbirciamo solo nel minuscolo cimitero con una vista meravigliosa sulla campagna toscana.

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Castelfiorentino e Poggibonsi

Prima di rientrare a casa, dopo una mattinata abbastanza deludente, facciamo un salto alla Fonte delle fate.

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Mimmo Paladino - I Dormienti (Poggibonsi, Fonte delle Fate)

Di notevole valenza artistica e simbolica è l’opera “I Dormienti”, donata nel 2000 dall’artista contemporaneo Mimmo Paladino. Composta da 25 sculture in bronzo rappresentanti figure umane ed animali immerse nell’acqua a ricordare il liquido amniotico. Dopo aver familiarizzato con le tartarughe d’acqua che si avvicinano in attesa di cibo, prendiamo la strada del ritorno.

Il pomeriggio lo dedico alla mia moleskine in giardino e verso cena decidiamo di andare a mangiare nel borgo di Certaldo Alto (se non vi ricordate basta cliccare sul nome). Ma dove andare? Ci facciamo guidare dall’istinto e ancora una volta dobbiamo dargli ragione. Ceniamo “Da Messer Boccaccio“, un’incantevole ristorante tipicamente medievale. A parte la pizza (un momento di oblio cognitivo di uno dei nostri commensali che va a mangiare la pizza in toscana) tutti i piatti sono stati squisitamante preparati e guarniti. I prezzi sono contenuti e il servizio è ottimo.  Il peronale meriterebbe un extra per la professionalità e la simpatia. Lo consiglio sicuramente!

Castelfiorentino e Poggibonsi

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Terminata la cena facciamo due passi per fotografare il borgo illuminato e decidiamo di scendere a piedi (anche perché la macchinetta per fare i biglietti della funicolare era rotta e non ci hanno avvisato – come avrebbero dovuto – all’andata). Scegliamo la strada più corta, pedonale e illuminata, ma è molto ripida e non è adatta a tutti.

Se non ve l’ho scritto la volta scorsa ricordatevi di compare a Certaldo le famose cipolle! Decantate anche dal Boccaccio nel Decamerone (VI, 10):

2013-07-16 11.26.31Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castel di Val d’Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque piccol sia, già di nobili uomini e d’agiati fu abitato; nel quale, per ciò che buona pastura vi trovava, usò un lungo tempo d’andare ogni anno una volta a ricoglier le limosine fatte loro dagli sciocchi un de’frati di santo Antonio, il cui nome era frate Cipolla, forse non meno per lo nome che per altra divozione vedutovi volontieri, con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta Toscana.



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