Magazine Psicologia

Cervello? Ne voglio di più: ne abbiamo non solo per la mente, ma anche per il corpo e… le emozioni.

Da Lemat @LeMatPercorsi

Cari amici lemattiani,

cervelli

quanti cervelli hai?

l’argomento di oggi rientra a pieno titolo nella nostra categoria ”Mente e Cervello”.

Difatti oggi parleremo di tutti i nostri cervelli. Abbiamo più cervelli: non solo mente, insomma, ma anche emozioni e corpo sembrano avere i propri cervelli.

Conosci qualcuno che non ragiona con la testa?
Scopri perché e come “ragionano” tutti coloro che “non usano la testa”…


1.Un cervello che ne vale almeno 3

Dedicheremo ai “3 cervelli che abbiamo in tesa”  il giusto spazio, con un articolo dedicato, scritto da Lara.
Ora ne faccio giusto un rapido resoconto, citando il blog LifeGate, che ne ha fatto un rapidissimo resoconto (lo puoi leggere qui: http://bit.ly/ItPVny) e ringraziando anche il lavoro di Psichepedia, che ne riporta la quasi intera teoria di Mac Lean (molto tecnica, la trovi qui: http://bit.ly/1ePhiq2), perché voglio concentrarmi sui diversi cervelli che abbiamo sparsi in tutto il corpo.

Ecco quello che possiamo dire, grazie agli studi della neurologia sull’evoluzione del nostro “organo del pensiero”, sull’esistenza di 3 cervelli:

3 cervelli

i 3 cervelli della teoria MacLean

  • il primo cervello è detto rettile (archipallium) e le zone che gli competono sono il cervelleto ed il bulbo spinale;
  • il secondo viene definito intermedio (paleopallium) e corrisponde al sistema limbico;
  • il terzo è stato interpretato come il cervello superiore (neopallium) e comprende gli emisferi cerebrali (qui l’articolo “Emisfero destro e sinistro: come funzionano cervello e creatività“).

Un po’ quello che era stato teorizzato da uno “scienziato antelitteram“, ovvero Aristotele

;-)
, con la sua teoria delle 3 anime (Wikipedia).

2. Tutti i cervelli che hai…

Torniamo ora al nostro discorso.
Quello che sto per dirvi si basa principalmente sugli studi del maestro spirituale che preferisco, ovvero G.I: Gurdjieff. Ma, nonostante la grande fiducia in questo illuminato, le nozioni che condivido, sono prima state filtrate attraverso il confronto con testi specializzati e riviste accreditate.

La teoria è molto semplice:

  1. noi siamo costituiti da 3 corpi: fisico, emotivo, mentale;
  2. ogni corpo ha il suo cervello (a me piace vedere la relazione tra questa teoria e gli studi sopra citati, collegando il cervello rettile al corpo fisico, quello intermedio al corpo emotivo e… beh, quello superiore allo psichismo).

Ma le applicazioni pratiche di questo concetto, sono incredibilmente vaste. Basta chiedersi:

fare più cose contemporaneamente

Consapevolezza al cubo

“Che cosa significa che i corpo ha un cervello differente da quello che uso per i pensieri e le emozioni?”
Significa che possiamo muoverci, provare emozioni e pensare contemporaneamente.

O almeno questa è la risposta fondamentale.
Ci sono poi moltissime altre implicazioni, una delle quali riguarda i concetti di attenzione, coscienza, consapevolezza: tutti siamo in grado di fare cose contemporaneamente, perché sfruttiamo delle abitudini (es: quando guidiamo, pensando e magari parlando al telefono, etc…). Questo vuol dire che facciamo più cose, ma una sola di esse (e forse nemmeno quella) viene fatta in modo consapevole.

Diventare consapevoli dei propri 3 cervelli significa non identificarsi con essi, divenendo capaci di fare più cose contemporaneamente, tutte in modo consapevole.

Della serie “poco non è”…

Ecco che, nello specifico, il nostro cervello vero e proprio, è il “centro” (terminologia usata dallo stesso Gurdjieff) del corpo mentale.
Il cervello del corpo fisico, invece, è il sistema nervoso centrale.

E, per finire, il cervello del corpo emotivo è…

3. Il “due cervelli”

Ed infine arriviamo al centro del nostro tema di oggi: il cervello dello stomaco.

In un articolo di Focus (marzo 2001, articolo QUI riportato in formato testuale) riporta alcune delle ricerche scientifiche che dimostrano come, al fianco del nostro “cervello nella testa”, siamo forniti di un secondo cervello, situato nella pancia (i latini dicevano giustamente che “a stomaco pieno si ragiona meglio”).

Nonostante la moltissime comunicazioni con il fratello superiore, tale cervello lavora in modo del tutto autonomo e, anzi, invia al suo superiore, più segnali di quanti non ne riceva. E non solo.

Ecco che cos’altro riesce a fare il nostro cervello nella pancia (dagli studi in endogastroenterologia):

  • aiuta a ricordare (scopri quanto è importante l’emozione per la memoria, nei nostri articoli sul metodo di apprendimento);
  • può ammalarsi di stress e sviluppare proprie nevrosi;
  • prova sensazioni e pensa;
  • aiuta a prendere delle decisioni (quando facciamo le cose “di pancia”);

Ciò è possibile, dicono gli esperti, grazie alla “guaina” di cellule nervose che riveste completamente i nostri organi interiori (scoperta da Auerbach a metà ’800) e che funge da centralina per tutte le decisioni che riguardano la digestione, l’elaborazione dei liquidi e dei solidi, le funzioni di secrezione ed al coordinamento generale di tutte queste funzioni (non è mica facile gestire più di 5mt di materiale organico in cui passano, in una vita, più di 30 tonnellate di cibo e 50mila litri di liquidi).

Ma c’è di più.

cervello nella pancia

ti ricorda qualcosa?

Al di là del fatto che il malfunzionamento di questa guaina, incaricata anche di selezionare le materie sane da quelle nocive (nell’apparato digerente gira il 70% delle tossine presenti nel nostro corpo) e di essere responsabile del movimento peristaltico (pancia irritabile? Fai meditazione nella pancia 

;-)
), il cervello nella pancia è il vero condottiero del nostro vivere.

Il 90% degli stimoli lavorati dal cervello superiore derivano da impulsi inviati dalla pancia.
E’ il cervello nella pancia che percepisce le emozioni, come la paura, la tensione, lo stress e chiama a raccolta le cellule (come l’istamina – responsabile delle irritazioni), inviando messaggi che arrivano direttamente – dice Emeran Mayer, docente all’Università della California – al cervello limbico (quello emotivo, appunto).
Emozioni, stress, depressione, quindi, sarebbero stati la cui gestione è affidata al cervello emotivo.

E l’aspetto più interessante, sempre secondo Mayer, del nostro secondo cervello è il suo modo di pensare.
Difatti questo cervello ha una struttura funzionalmente identica a quella del cervello: registra stimoli e li può lavorare autonomamente. Addirittura, sogniamo, nella pancia: durante la fase REM, vengono prodotte onde dolci e le viscere “ondeggiano” a ritmo di serotonina.

Infine, lavorando le emozioni e gli stati d’animo, il cervello nella pancia crea la cornice in cui il cervello superiore può inserire le altre informazioni (di carattere logico per l’emisfero sinistro, ed inconsce per il destro), creando i pensieri, le aspettative, le percezioni, le idee.

Bene, eccoci qui, alla fine di questo percorso tra i cervelli sparsi in tutto il nostro corpo.
Se ti interessa l’argomento ti ricordo che presto posteremo qualcosa sui “3 cervelli che abbiamo in testa” e, se vuoi leggere subito qualcosa, a questo link puoi leggere come funzionano cervello e creatività un articolo che parla della specializzazione dei nostri emisferi.

by Matteo Ficara, LeMat


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