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Chris Cornell goodbye, le sue mie canzoni preferite

Creato il 19 maggio 2017 da Cannibal Kid
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Ci ha lasciati Chris Cornell. Il cantante dei Soundgarden, ma anche di Audioslave e Temple of the Dog e pure artista solista, è morto all'età di 52 anni, suicida. Un'icona del grunge anni '90 di Seattle morta suicida? Sarà uno stereotipo, un cliché, ma è anche la triste realtà. Perché l'ha fatto? Ci avrà forse lasciati delle audiocassette in cui spiega i motivi del suo gesto come Hannah Baker di Tredici – 13 Reasons Why, o magari delle musicassette con dentro tanta musica inedita?
Non penso. In ogni caso, si tratta di un altro eroe della mia adolescenza che se ne va via. Un altro pezzo della mia gioventù che svanisce. Ciò che rimane però è la musica. Ciò che rimane, quello che resta per sempre sono le canzoni e Chris Cornell ne ha scritte e cantate di splendide. Eccone alcune. Ecco la mia personale classifica dei brani della sua carriera che preferisco e a cui sono più legato.
Chris Cornell goodbye, le sue mie canzoni preferite
7. Soundgarden “Head Down”
Una perla visionaria e geniale, ipnotica e sognante contenuta dentro Superunknown, probabilmente l'album più grande dei Soundgarden. Anche se nel mio cuoricino un posto speciale ce l'ha pure Down on the Upside.

6. Audioslave “Like a Stone”
Una ballatona illuminata dalla voce inconfondibile di Chris Cornell e dalla chitarra effettata di Tom Morello. I brividi sono garantiti al 100%.

5. Chris Cornell “Can't Change Me”
Con la carriera da solista di Chris ho avuto un rapporto conflittuale e i suoi ultimi lavori non è che mi abbiano fatto impazzire. Al suo primo lavoro da solo però sono particolarmente affezionato e questa è una cosa che non si può cambiare.

4. Audioslave “Shadow on the Sun”
Grandioso pezzo degli Audioslave che accompagna una grandiosa scena del grandioso film Collateral. Cosa chiedere di più, a parte che Chris sia ancora in vita?

3. Soundgarden “Black Hole Sun”
Il brano con cui molti, me compreso, hanno imparato a fare conoscenza con la voce, la musica e l'arte di Cornell. Una canzone e un video che faranno sempre parte di me.

2. Audioslave “Be Yourself”
Be yourself is all that you can do”. Un messaggio semplice, piuttosto scontato se vogliamo, che però cantato da Chris Cornell si trasforma in qualcosa di unico. Si trasforma in uno dei miei inni esistenziali assoluti.

1. Soundgarden “Pretty Noose”
Avevo 14 anni appena compiuti e cominciavo a interessarmi, interessarmi seriamente intendo, alla musica soltanto da poco, da pochissimo. Dei Soundgarden conoscevo già Black Hole Sun, che Mtv proponeva ancora in heavy rotation, ma ormai era già un pezzo “vecchio”, del lontano 1994, che non sentivo del tutto mio. La prima volta che ho ascoltato l'allora nuovo singolo della band di Seattle Pretty Noose, nel marzo del 1996, sono rimasto letteralmente sconvolto. Sentire l'ingresso nel pezzo di Chris Cornell con la sua voce così particolare, sgraziata per certi verti, bellissima per altri, mi ha davvero spazzato via. Credo di essermi sentito come si dev'essere sentita la gente negli anni '50 che vedeva e ascoltava Elvis Presley per la prima volta. Questo era il rock, per me. Questo è il rock per me, ancora oggi.

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