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Cinema #18: recensione di "Suite francese"

Creato il 16 maggio 2015 da Elisa_antoinette
Buonasera miei cari lettori.
Vi lascio la mia recensione al film "Suite francese" liberamente tratto dall'omonimo libro di Irene Nemirovsky. Ho letto anche il libro (mi sono impedita di vedere il film prima di aver terminato il libro) ma ve ne parlerò più avanti nella prossima puntata di Un tè con l'autrice.

Cinema #18: recensione SUITE FRANCESE
★★★★★
Regia: Saul Dibb
Anno: 2015
Paese: Regno Unito, Francia, Canada
Cast: Michelle Williams, Matthias Schoenaerts, Kristin Scott Thomas, Sam Riley, Ruth Wilson
Sinossi: Dal celebrato romanzo di Irène Némirovsky, Suite Francese, è il racconto dell’amore bruciante di un uomo e una donna travolti dalla Storia. Ambientato in Francia nel 1940, il film narra della bellissima Lucile Angellier (Michelle Williams) che nell'attesa di ricevere notizie del marito prigioniero di guerra, vive un'esistenza soffocante insieme alla suocera, donna dispotica e meschina (Kristin Scott Thomas). La vita di Lucile viene stravolta quando i parigini in fuga si rifugiano nella cittadina dove vive e la città viene invasa dai soldati tedeschi che occupano le loro case. Inizialmente Lucile ignora la presenza di Bruno (Matthias Schoenaerts) un raffinato ufficiale tedesco che è stato dislocato nella loro abitazione. Ma dopo l'iniziale indifferenza, Lucile "si risveglia" e inizia a esplorare sentimenti sepolti che la porteranno inevitabilmente verso Bruno...


Ho atteso tanto prima di vedere questo film; volevo dapprima leggere il libro da cui è stato tratto altrimenti, se avessi ceduto in primo luogo alla trasposizione cinematografica, non sarei più riuscita a prenderlo in mano.
In questo caso sono stata ampiamente ripagata degli sforzi fatti per resistere, e anche per la delusione subita al termine della lettura del romanzo  (cosa di cui vi parlerò nella recensione dedicata).
Il film è uno di quei classici "liberamente tratto": è per lo più, anzi quasi interamente basato soltanto su una delle due parti che compongono il libro, e a mio avviso quella che infatti costituisce una storia con un capo e una coda.
Soltanto alcuni avvenimenti inseriti nel film sono stati pescati dalla prima parte, giusto per far capire appieno che la storia è ambientata in tempo di guerra.
Questo film ha un sapore vintage e d'altri tempi: a tratti sembra che la guerra e gli orrori derivanti da essa siano lontani e che non tocchino minimamente la cittadina francese cui si svolge tutta l'azione. I prati fioriti, i salotti arredati delle case, le tovaglie bianco candido, i vestiti e i cappellini impeccabili; tutti particolari che fanno dimenticare in quale epoca siamo. Non fosse per i soldati che occupano il paese.
Nel libro vengono dipinti come gentili e amabili, propensi al "buon vicinato"; nel film invece ritengo che si sia voluto mantenere l'aspetto di "conquistatori" che hanno ottenuto occupando il territorio.
Il cast è un cast d'eccezione.
Kristin Scott Thomas la fa da padrone: ella interpreta il ruolo di Madame Angellier, una madre il cui figlio è prigioniero di guerra. Arcigna e dispotica, odia tutti i tedeschi definendoli nemici, convinta che ognuno di loro sia coinvolto in qualche modo con quello che è successo al figlio. Impeccabile nel non mostrare i suoi reali sentimenti se non l'odio e il ribrezzo verso il nemico, ivi compreso il militare tedesco "ospite" a casa sua.
Quest'ultimo, d'altro canto, per carattere e modi si rivela essere esattamente il contrario di quello che la collettività pensa e crede riguardo ai tedeschi.
Sin da subito si può scorgere in lui un sentimento di avversione per quello che il suo popolo fa o è costretto a fare, e a tratti vi si dissocia pure. Anche se però alla fine è costretto ad obbedire agli ordini dall'altro perchè è così che vuole la legge della guerra.
Innamorato di Lucile, nuora della signora Angellier, il suo amore è struggente e in alcuni momenti persino doloroso. La scena finale - che non vi svelo - è un qualcosa che ti lascia un vuoto dentro e ti fa quasi soffrire per lui.
The only person I have something in common with is you.
Dall'altro lato abbiamo Lucile, combattuta tra il dovere verso il suo paese e l'amore proibito per il soldato.
Il loro è un amore esplicitamente appena accennato, che si manifesta soltanto con sguardi pieni di angoscia e di timore: "vorrei ma non dovrei" è il loro motto silenzioso.
Di grande storia d'amore non si parla; la particolarità e la grandiosità di essa sta nei sentimenti trattenuti e spenti sul nascere poichè per loro il tempo e il luogo non è adatto.
Questo è un film magistrale con degli attori che interpretano la parte al meglio.
La musica, infine, che fa da contorno e sottofondo alla storia è nostalgica e profonda, particolarmente adatta per questo film.
Bellissimo e impagabile. Nel mio caso, ha ampiamente ripagato la delusione avuta dal libro.

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