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Come prevenire la toxoplasmosi in gravidanza senza rinunciare al gatto

Creato il 16 marzo 2017 da Conservazionecordoneombelicale @SorgenteSalute

La toxoplasmosi in gravidanza può essere molto pericolosa per lo sviluppo del feto. Ecco perché è bene prendere qualche precauzione
Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

La toxoplasmosi in gravidanza rappresenta una delle grandi paure delle amanti dei gatti. Si tratta infatti di un’infezione di origine parassitaria, trasmissibile attraverso le feci dell’animale e molto pericolosa per il feto. Con l’inizio della gravidanza arriva quindi la grande domanda: “posso tenere il gatto o lo devo affidare a qualcun altro?” Niente paura, con qualche accorgimento l’animale può rimanere in casa anche durante la gestazione.

In primo luogo, bisogna fare un distinguo tra i gatti che vivono in un ambiente domestico e quelli che escono abitualmente. È difficile che un animale nutrito solo a cibi cotti e abituato a rimanere in casa contragga il parassita. Diventa quindi improbabile una sua espulsione attraverso le feci e il conseguente contagio sull’essere umano. In questi casi, c’è poco motivo per allarmarsi.

Nel caso di gatti giovani e abituati a muoversi in giardino, esiste qualche rischio in più. Sono infatti molto più esposti agli agenti patogeni e diventa quindi più facile portare il parassita in casa. In questi casi, basta un poco di attenzione in più per evitare la toxoplasmosi in gravidanza. È importante mantenere la lettiera pulita, compito che è meglio svolga qualcuno di diverso dalla futura mamma. Bisogna inoltre prestare attenzione anche alla dieta.

La toxoplasmosi sopravvive nel terreno anche per un anno. Per questo motivo, una delle principali fonti di infezione sono gli ortaggi, la frutta fresca e la carne. Si calcola che il 30-60% dei casi di toxoplasmosi siano dovuti a cibi di origine animale non preparati bene. Bisogna quindi consumare sempre questi cibi ben cotti e lavare bene la frutta e la verdura da consumare freschi.

Alcune donne contraggono la toxoplasmosi prima di rimanere incinte senza saperlo, dato che rimane spesso asintomatica. Ecco perché è importante effettuare il test per la toxoplasmosi nelle prime 8 settimane di gestazione. Nel caso in cui risulti positivo, la futura mamma è protetta dall’infezione e può stare tranquilla. Altrimenti è bene fare altri due controlli alla 20° e alla 36° settimana, così da individuare un eventuale contagio.

In caso si contragga la toxoplasmosi in gravidanza, i medici procedono con un trattamento antibiotico mirato. Una volta nato, inoltre, il bambino verrà seguito per il primo anno di vita in modo da escludere danni cerebrali e visivi.


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