Magazine Astronomia

Come ti scaldo un giove

Creato il 10 ottobre 2014 da Media Inaf
Crediti: Haven Giguere, Nikku Madhusudhan

Crediti: Haven Giguere, Nikku Madhusudhan

Se i sistemi stellari come il nostro non sono una rarità, anzi, non sono però l’unico modello possibile. Il nostro sistema solare è sostanzialmente “piano”, con tutti i pianeti su un orbita più o meno allo stesso livello rispetto al centro della stella madre. E sono i più comuni, come dimostrato dal satellite Kepler nella sua ricerca di sistemi extrasolari.

Ma, come dimostra uno studio apparso sull’ultimo numero di Science, vi sono sistemi in cui l’eccentricità dell’orbita di un pianeta, in questo caso di pianeti gioviani, può costringere un altro pianeta a modificare la propria orbita portandolo a ruotare così vicino alla stella madre da trasformarlo da warm-jupiter a hot-jupiter.

È quanto si sostiene nel lavoro condotto da Rebekah Dawson dell’Università di Berkley in California: «I nostri risultati implicano che ci sia una diversità di architetture per i sistemi planetari, e che i sistemi planetari non sono sempre piatti come il sistema solare».

Dawson e il co-autore Eugene Chiang, anche lui della Berkley, hanno osservato i warm-jupiter, pianeti gioviani caldi non così caldi come gli hot-jupiter che ruotano assai più vicino la loro stella madre.
Questi pianeti devo essere comunque migrati verso l’interno del loro sistema in maniera importante, visto che la loro formazione avviene normalmente al di là della cosiddetta “linea della neve”.

Dawson e Chiang hanno studiato sei sistemi di pianeti extrasolari, ognuno dei quali ospitava un warm-jupiter con un grande e più distante compagno planetario in orbita. Per ogni sistema sono state necessarie oltre mille simulazioni al computer per modellare le dinamiche orbitali dei due pianeti.

Secondo Rebekah Dawson, interpellata da Space.com, «alcuni warm-jupiter sono in una fase evolutiva che potrebbe in un futuro trasformarli in hot-jupiter». Ovvero che l’interazione gravitazionale che avviene durante la fase di formazione dei pianeti dal disco proto-planetario, in alcuni casi spinge ad orbite difformi, inclinate, non più piane rispetto agli altri pianeti, producendo un significativo cambio d’orbita che produce una fase evolutiva capace di trasformare un warm-jupiter in un hot-jupiter, cioè un gioviano relativamente caldo in uno caldissimo.

Quello che adesso i ricercatori vogliono verificare è quanti di questi pianeti si formino in tale modo.

Leggi l’articolo su Science

 

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog