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Con il velo in Europa? (di Raffaele Morani)

Creato il 23 luglio 2012 da Istanbulavrupa

Con il velo in Europa? (di Raffaele Morani)Con il velo in Europa? La grande sfida della Turchia, di Bassam Tibi, si colloca pienamente nel filone rappresentato da quegli studiosi e opinionisti che in Italia è ben impersonato da Magdi Cristiano Allam, e che potremmo definire fautori dell’ineluttabile scontro di civiltà tra oriente ed occidente. Il libro è uscito nel 2008 per la Salerno Editrice, l’autore è di origine siriana, insegna Relazioni internazionali all’Università di Gottingen, ed è A. D. White professor at large presso la Cornell University, e la sua tesi di fondo è chiarissima: i valori dell’Europa, la democrazia laica e la società pluralista, vanno esplicitamente riconosciuti e fatti propri dalla Turchia, se questo Paese ha realmente intenzione di entrare in Europa. Europa che, a sua volta può accettare un solo modello di Islam, da Tibi definito “euro-Islam”: liberale, democratico, tollerante, contrapposto all’Islam della shari’a, a cui fanno riferimento in ultima istanza anche gli islamisti dell’AKP di Erdogan, responsabili di una desecolarizzazione dal basso della Turchia che sta smantellando progressivamente la “rivoluzione dall’alto” di Kemal Ataturk. La politica a favore del velo islamico per le donne da parte dell’AKP è una prova tangibile di questo ritorno al passato, visto che non fa altro che introdurre oggi in Turchia e domani in Europa un simbolo tangibile della segregazione delle donne, un simbolo che non può essere europeo! “La Turchia potrà entrare nell’UE solo quando vi sarà un’adesione convinta della popolazione turca all’identità europea. Solo quando la Turchia accetterà il processo di europeizzazione si potrà concretamente parlare di un suo ingresso a pieno titolo nell’Unione. Ma non ci si può aspettare che una cosa del genere si realizzi in un decennio; l’inclusione della Turchia nella UE non è quindi una prospettiva all’ordine del giorno.”

A mio parere sul fatto che l’Europa si basi sui valori di tolleranza, laicità e liberalismo non ci piove, ma Tibi sembra dimenticare che laicità non è sempre sinonimo di libertà, anche la Turchia ne è un esempio con i diversi colpi di stato militari che per quattro volte sono intervenuti nell’arena politica a gamba tesa, a volte in maniera molto violenta, per indirizzare la politica del Paese in una direzione piuttosto che in un’altra, interventi che sono una vera negazione della volontà popolare espressa attraverso libere e democratiche elezioni, uno dei principali presupposti di uno Stato democratico. Altre contraddizioni del ragionamento di Tibi, all’insegna del “non sono come noi quindi devono stare fuori da noi”, fanno veramente cascare le braccia in quanto 1) sono pochissimi i paesi recentemente entrati nell’UE che avrebbero titolo a restarvi, visto che le loro istituzioni non sono propriamente liberaldemocratiche al cento per cento 2) come si fa a dire che il velo va rifiutato sempre e comunque perché è un simbolo dell’islam politico prevaricatore nei confronti delle donne e dei diritti civili? Uno stato veramente laico, liberale, pluralista, non dovrebbe rispettare tutte le idee, garantire a tutti la possibilità di potersi esprimere nel rispetto delle leggi e degli individui? Se è così vietare il velo alle donne, o imporlo a tutte, non è una violazione della libertà personale degli individui, uno dei capisaldi dell’Europa pluralista?



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