Magazine Cultura

Con occhi attenti.

Creato il 30 aprile 2017 da Scurapina

Avevo parlato ai miei ragazzi, in occasione del “Giorno della Memoria”, delle “Pietre d’inciampo”, le istallazioni posate dall’artista tedesco Gunter Demnig in molte città europee per richiamare l’attenzione dei passanti sulle vittime della shoah.

Si tratta di placche d’ottone che recano il nome e le date di nascita e di morte di persone deportate nei campi di sterminio ed uccise, fissate nella pavimentazione stradale proprio davanti alle abitazioni dove avevano vissuto una vita tranquilla fino al giorno dell’arresto.

La scorsa settimana, percorrendo il Corso Magenta, ho avvisato i miei ragazzi che ci saremmo imbattuti nella pietra che ricorda Alberto Segre, il padre di Liliana Segre, deportata all’età di tredici anni e sopravvissuta ad Auschwitz, che i miei studenti conoscono bene per le sue testimonianze lucide ed toccanti dell’orrore.

E’ stato emozionante vederli soffermarsi per qualche istante in una sorta di silenzio compunto, così inusuale per loro.

Milano - Corso Magenta - Pietra d'inciampo


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