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Contabilizzazione del calore: ecco chi deve adeguarsi

Creato il 23 settembre 2015 da Ediltecnicoit @EdiltecnicoIT
CHI DEVE ADEGUARSI ALLA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del d.lgs. 102/2014, il legislatore ha ritenuto opportuno regolamentare la contabilizzazione del calore negli impianti di riscaldamento centralizzato più diffusi, con l’intento di ottenere il maggior risultato possibile in termini di risparmio energetico ed economico per l’utente e per lo Stato.

L’intenzione è chiara: gli edifici più datati rappresentano la maggioranza dello stock immobiliare, pertanto la contabilizzazione individuale va implementata prima possibile. Nelle maggiori città italiane il 17% delle famiglie risiede in edifici costruiti prima del 1950, mentre il 60% delle famiglie vive in edifici costruiti tra il 1950 e il 1989. Si tratta di milioni di famiglie. In quei decenni, il tema dell’efficienza energetica non era molto sentito e la priorità di progettisti e imprese di costruzione non era certo la coibentazione dei muri esterni degli edifici né l’isolamento delle tubazioni degli impianti termici. Le tecnologie nel settore edile lasciavano alquanto a desiderare.

Negli impianti costruiti fino agli anni ’80, quelli a distribuzione verticale, le unità immobiliari ricevono il fluido termovettore dai diversi montanti che servono i locali di ogni piano dell’edificio posti sulla stessa colonna. In questa tipologia di impianti la forma applicabile per la misurazione individuale del calore è la contabilizzazione indiretta, resa possibile dall’installazione dei ripartitori di calore e delle valvole termostatiche su ogni radiatore.

Schema di impianto di riscaldamento centralizzato a distribuzione verticale Contabilizzazione del calore: ecco chi deve adeguarsi

Contabilizzazione del calore e riparto delle spese di riscaldamento. Lo schema di impianto di riscaldamento centralizzato a distribuzione verticale

A partire dagli anni ’80, invece, la distribuzione utilizzata negli impianti termici centralizzati è stata quella ad anello, in cui è possibile intercettare la mandata e il ritorno per ogni unità immobiliare. Questa tipologia impiantistica si presta all’implementazione della contabilizzazione diretta mediante l’inserimento, al punto di consegna, di un contatore di calore. Questo strumento misura il calore assorbito o rilasciato dal liquido di trasmissione circolante, consentendo di misurare il prelievo di energia termica di un’intera unità immobiliare.

Anche stimando tra il 25 e il 30% la quota di edifici che ad oggi hanno già implementato la contabilizzazione del calore individuale, l’Italia deve ancora adeguare una porzione enorme dello stock immobiliare, calcolabile in circa mezzo milione di condomini, corrispondenti a circa 10 milioni di unità immobiliari.

13103 1 Contabilizzazione del calore: ecco chi deve adeguarsi

La contabilizzazione del calore negli edifici con riscaldamento centralizzato


R. Colombo, F. Zerbetto , 2015, Maggioli Editore

Il decreto legislativo n° 102/2014, con il quale il Governo Italiano ha recepito la direttiva 2012/27/UE, ha reso obbligatoria la misurazione individuale del calore consumato negli edifici.

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