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Corte di giustizia UE: la "buona scuola" non lo è abbastanza

Creato il 26 novembre 2014 da Lasfinge
26/11/2014
La cosiddetta "buona scuola" di Renzi, ovvero la riforma della istituzione scolastica proposta dal governo prevede l'assunzione in ruolo di 148.000 precari della scuola, ma la Corte di Giustizia Europea questa mattina con una sentenza, che ha dichiarato illegittimo il rinnovarsi a tempo indefinito di rapporti di lavoro a tempo determinato, ovvero precari, ha sancito che tutti i lavoratori precari con una anzianità superiore ai 36 mesi hanno diritto ad una regolare assunzione in ruolo a tempo indeterminato. 
Questa sentenza, ottenuta in seguito  ai ricorsi alla Corte di Cassazione ed al quesito posto alla Corte UE da un tribunale di Napoli, di fatto  obbliga all'assunzione di un numero elevato di lavoratori scolastici precari, stimato dai sindacati sui 250.000  praticamente quasi il doppio di quanto previsto nel decreto governativo della "buona scuola"!
In effetti la Corte Europea ha anche disposto il diritto di risarcimento per tutti i lavoratori che hanno continuato a lavorare da precari per un periodo superiore ai tre anni.
Secondo i sindacati questa sentenza va applicata a tutti i lavoratori precari ed è vincolante per i giudici italiani: non è rilevante che i tre anni di servizio siano stati o meno continuativi, di conseguenza se ci saranno ricorsi collettivi, lo Stato sarà obbligato alle assunzioni ed anche ai risarcimenti che ammonterebbero nel loro complesso a due miliardi di euro: andrebbero riconosciuti gli scatti di anzianità maturati dal 2002 e tutti i diritti non goduti, come le mensilità estive, a causa della annosa precarietà dei contratti.
Il sindacato Anief parla di una vittoria storica del sindacato dopo cinque anni di lotta di migliaia di incaricati e supplenti: secondo la voce sindacale la sentenza è valida per tutto il pubblico impiego e sono in preparazione i ricorsi per altre fasce di precariato, quali Sanità, Regioni ed Enti Locali.

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