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Crisi di governo. I possibili scenari per il nostro paese

Creato il 29 settembre 2013 da Propostalavoro @propostalavoro

Crisi di governo. I possibili scenari per il nostro paeseCon un coup de théâtre degno di una memorabile pièce teatrale, Berlusconi scaglia sulla sinistra la colpa dell’aumento delle tasse col pretesto dell’Iva e lancia il diktat ai suoi ministri di rassegnare le dimissioni dal Governo Letta. Così l’Italia, di nuovo senza governo, si appresta ad affrontare una nuova crisi, forse la più burrascosa.

Ma vediamo quali possono essere gli scenari possibili dopo la crisi di governo. Innanzitutto un Letta-bis, che però dovrebbe fare la conta al Senato per avere i numeri utili per continuare a governare. Molto dipende dalle “colombe” e da quanto effettivamente saranno decisi a sfilarsi dalle derive che sta prendendo la nuova Forza Italia e da quanto abbiano effettivamente gradito l’ennesimo colpo di teatro del Cavaliere.  L’ipotesi di cercare i numeri nel  Movimento 5 Stelle è piuttosto improbabile visto che Grillo non ha esitato a ergersi ancora una volta a salvatore della patria ribadendo la sua posizione, che mai si realizzerà un qualsiasi accordo col pd ma che al contrario bisogna dare il Paese nelle mani del suo Movimento per salvare l’Italia. La seconda ipotesi è quella dello scioglimento delle Camere e il ritorno alle urne entro un mese e mezzo. Nuove elezioni insomma con o senza porcellum. E ancora, un governo di scopo fino a marzo e poi nuovamente alle urne.

L’ipotesi sicuramente più pericolosa è quella che evoca lo spettro Troika per l'Italia che potrebbe portare ad un commissariamento del nostro Paese e che ci farebbe perdere ogni tipo di sovranità economica seguendo, nella peggiore delle ipotesi, quello che è successo in Grecia. Detto molto semplicemente gli ispettori del Fondo monetario internazionale, Unione europea e Bce arriverebbero a Roma per dettare le linee della nostra politica economica. Ipotesi per altro già paventata dal vice-ministro Fassina.

Anche la lettura della dimissioni lascia spazio a qualche ipotesi, una potrebbe essere quella di un Berlusconi disperato che con le continue minacce e pressioni sul governo stava tentando di costringere il Pd a rinviare la legge Severino in Corte Costituzionale e fermare così l’iter della decadenza al Senato. Ma altre ipotesi restano piuttosto contraddittorie, per citarne una, la caduta dal governo significa per Berlusconi la perdita dello scudo parlamentare (nel caso di nuovi provvedimenti giudiziari nei suoi confronti). D’altro canto il clima di perenne campagna elettorale sembra l’ipotesi più probabile, le parole d’ordine ci sono tutte, la citazione dei risultati dei sondaggi pure e insieme a queste la tattica di scaricare sul pd la responsabilità della caduta del governo e di far passare il messaggio che questa mossa è servita per evitare che la sinistra aumentasse le tasse. A questo punto ci chiediamo, ma i suoi elettori si faranno infinocchiare anche questa volta?

Alessia Gervasi


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