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Cronache di Surakhis 78: Insinua, qualche cosa rimarrà

Creato il 17 maggio 2017 da Enricobo2

Cronache di Surakhis 78: Insinua, qualche cosa rimarrà

dal web

Paularius era su tutte le furie. Misurava il salone dei piaceri deserto, avanti e indietro a larghi passi. Aveva cacciato via con male parole le quattro multivulvate con cui aveva passato la notte, senza curarsi neppure di mettere le mutande. Le ultime notizie correvano sullo schermo olografico che occupava una parete del salone. Adesso basta, non ne poteva proprio più. Erano mesi che spendeva soldi ed energie per tentare con ogni mezzo di screditare e mettere in cattiva luce il partito che aveva in mano il potere su Surakhis ed i risultati erano comunque risibili. Aveva investito milioni di crediti per convincere tutto il sistema giudiziario a scavare nel passato, nel presente e nelle intenzioni future di ogni componente governativo e non si era riusciti a cavarne niente di interessante. Aveva addirittura convinto i Sardar investigatori a falsificare prove e intercettazioni. Niente, la bufala era subito venuta fuori e lui aveva dovuto muovere mari a monti per salvare il suo fido dalla tortura delle mille morti che spettava a chi era preso con le mani nella merda. Non era stato necessario neppure pagare per convincere qualche alfiere dell'infomazione a inserire nei loro libri che nessuno leggeva, qualche frase sibillina da cui i Mestatori dei 5 Sterchi, il partito dell'opposizione che andava per la maggiore, che faceva del falso il suo credo, che mettesse dubbi di ogni tipo nell'elettorato. 
I vari giornalai, pur di poter vendere qualche copia in pù avevano aderito ben volentieri, tanto la tecnica era ben conosciuta, bastava far scivolare qualche mezza verità di nullo valore per poter dare adito alla chiacchiera che rivoltava il senso finale, facendo apparire come moralmente disdicevole quello che magari era solo un atto consueto fatto per doveroso interesse a quel territorio ed ai suoi abitanti. Ma niente serviva. Più merda spargevi a pioggia, più quei maledetti conservavano il consenso. Ma davvero il popolo di Surakhis manteneva una funzione cerebrale attiva? Eppure anni di controllo della distribuzione dell'ossigeno ai lobi cerebrali, qualche cosa avrebbero pur dovuto fare. Evidentemente non era stato sufficiente. Ma Paularius non voleva desistere, era troppo importante mandare al potere qualcuno dei movimenti più sordidi. Di una parte o dell'altra non aveva molta importanza. La cosa fondamentale era poter fare andare così male le cose da poter uscire dall'unione intergalattica, in modo che l'economia di Surakhis collassasse completamente, che l'indecente sistema pensionistico e di welfare istallatosi sul pianeta, potesse essere finalmente spazzato via e lui riuscisse ad impadronirsi di nuovo di tutte le attività produttive. 
Poi ci avrebbe pensato lui, finalmente a ripristinare il sistema della sana schiavitù di una volta. Intanto conveniva spingere ancora la folla a pretendere l'eliminazione dei vitalizi dei vecchi Senatores. Ma lì era facile, il popolo era così idiota da non rendersi conto che questo era il grimaldello per poter poi pretendere l'eliminazione di tutte le pensioni, unico motivo utile dell'intera questione. Che sottile piacere vedere il popolo bue che gridava a morte a morte sotto il palco che avrebbe eliminato i vitalizi ingiusti (assieme alle teste naturalmente) di quei quattro gatti, senza capire che poi il posto sotto la mannaia lo avrebbero preso proprio i coglioni che gridavano più forte. Al pensiero gli si appiattirono le folte soppraciglia inarcate dalla rabbia. Qausi quasi era meglio richiamare un paio di sacerdotesse succhiatici per rilassarsi un po' mentre meditava qualche nuova porcata da attribuire alla ministra Woods e ai suoi parenti, tanto per coprire le schifezze che i Mestatori facevano ogni giorno nel sud del pianeta.
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