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Danza Sportiva: Yuri Colucci, una vita sulle ali della musica

Creato il 06 novembre 2015 da Sportduepuntozero

Musiche d’altri tempi e sonorità contemporanee, abiti eleganti e costumi coperti di brillanti, trucchi e acconciature. Immaginazione ed espressività. La danza sportiva ha invaso il PalaRuffini con i Campionati Mondiali di danze caraibiche e tango argentino; quattro giorni di gare con esibizioni dal mattino a notte fonda, 1200 atleti, 1200 storie legate dalla magia della danza. Una di queste riguarda Yuri Colucci, 21 anni di Civitanova Marche, tesserato per l’AFD Cris Dance e residente per qualche tempo a Torino due anni fa. In questi giorni sta vivendo il suo secondo mondiale sotto la Mole, dopo quello del 2013; allora vinse “soltanto” un bronzo, oggi invece ha conquistato due argenti nel salsa shine singolo e duo, dopo i buoni piazzamenti di ieri nel caribbean show singolo e di gruppo. “Sono soddisfatto” commenta, “in Italia la concorrenza è di alto livello quindi complimenti ai vincitori. E congratulazioni, ovviamente, a Michael Stortoni, mio compagno nel duo e mio allievo”.

Avete capito bene. Yuri ha appena 21 anni ma oltre ad essere uno dei migliori atleti del panorama italiano – con titoli mondiali e nazionali di salsa shine e caribbean show, in gruppo e solo – allena adulti e ragazzi da tre stagioni. La danza è il suo lavoro, oltre che la sua grande passione. “Posso dire che è la mia vita” assicura, “al mattino mi alzo con la musica, mi esercito e insegno per tutto il giorno; poi torno a casa e continuo a lavorare su me stesso. Provo i passi, cerco musiche, le ascolto e le taglio. Dormo poco ma non mi pesa, perché è ciò che mi piace fare”.

Quando si affacciò in questo mondo, da bambino, Yuri voleva giocare a calcio. Fu “costretto” dai genitori a praticare la danza, disciplina che all’epoca gli sembrava “roba da donne”. Poi scoprì che non era così e che qualcosa in lui stava nascendo. Guidato dal maestro Angelo Rito è diventato un campione; e accanto alla carriera da agonista ne sta coltivando un’altra, in giro per il mondo partecipando a eventi e spettacoli internazionali.

“Mi diverto” spiega con semplicità, “ma non è sempre stato così. Fino a qualche anno fa sentivo l’ansia della gara, ora me la godo, ‘gioco’ con gli spettatori. Ho scoperto che il vero risultato non è il piazzamento, ma emozionare il pubblico, divertirlo. La soddisfazione è ricevere i complimenti della gente, più che la medaglia”.

Non ne vincerà più in questo mondiale, perché, terminato il suo programma, nei prossimi due giorni di gare si dedicherà ai suoi allievi, che di podi ne hanno già conquistati parecchi. “Sono contento come se fossero miei” afferma. Non è difficile credergli; lo sguardo di Yuri è già rivolto alla prossima coreografia su cui lavorare con i gruppi che segue, ai prossimi elementi da introdurre nelle danze per renderle più originali e vincenti.

“È uno sport in continua evoluzione e questa va di pari passo con la fantasia” conclude, “anche i migliori devono rinnovarsi, presentare novità nei gesti e nelle musiche”. Yuri Colucci ne cerca sempre di particolari e le cambia in continuazione. Preferisce quelle di qualche decennio fa, più “naturali” rispetto a quelle contemporanee spesso modificate al computer. È con quelle che riesce a ballare sentendo fino in fondo il suono degli strumenti, a interpretare la musica; ciò che rende un’arte la sua disciplina sportiva.

Per seguire i Campionati Mondiali di danze caraibiche e tango argentino clicca qui


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