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Di Astrofisica, sogni di bambine e Franciacorta Brut.

Creato il 08 agosto 2016 da Agipsyinthekitchen

Corte Aura. Franciacorta

*a cura di Gloria Ines Colombo
“I gitani mi hanno affidato il compito di parlarvi di vino sul loro blog. Diciamo subito che non sono un’esperta e non ho diplomi o titoli da esibire in materia. La verità è che sono stata educata da una serie sfortunata di ex fidanzati che (chi per lavoro, chi per passione) il vino lo conoscevano molto bene. Il percorso guidato mi ha portato sui sentieri del Sauvignon, dello Chardonnay e di sua maestà il Nebbiolo. Poi ho camminato da sola. Ho incontrato le bollicine e ho preso una sbandata per il Pinot nero. Il lavoro mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della viticoltura e, con la complicità di amici compiacenti, mi sono imbucata a tutte le degustazioni riservate alla stampa, ho visitato cantine, conosciuto produttori e mi sono spinta fino ai cancelli del Domaine de la Romanée-Conti. E, prima o poi, troverò la chiave per aprirli.”

Il te caldo macchiato con una goccia di latte e versato nelle sottili tazze di porcellana decorate di oro zecchino e tempera blu. Tutto sembra tranquillo, una domenica pomeriggio come le altre. Il gatto di casa, uno Scottish Fold grigio con vispi occhi azzurri, resta immobile come una sfinge sul tappeto persiano del salotto e guarda irrequieto attraverso la finestra il temporale che sembra farsi sempre più vicino.
Mi piacciono i temporali, specie quelli che ti fanno sentire come in un libro di Agatha Christie.
All’improvviso il cielo si è fatto cupo e carico di elettricità.
La pioggia ora batte fortissima sul tetto, sulle grondaie di rame e sui vetri.
Guardo i fulmini che accendono le nuvole… milleuno, milledue, mil…il boato dei tuoni è spaventoso. Il temporale è proprio qui, sopra di noi.
Quando ancora portavo i codini mi dicevano che era Dio che stava giocando a bocce.
La spiegazione non mi aveva convinto un granché, così indagai il fenomeno e scoprii che si trattava invece del rumore dell’espansione dell’aria, surriscaldata dalle scintille tra le cariche positive e negative delle nuvole. Lampi che viaggiano a 300.000 km al secondo e tuoni che li rincorrono alla velocità di 344 metri al secondo.

Non ci capisco praticamente niente, ma sento di amare la scienza.
Da piccola sognavo di diventare un’astrofisica e sono cresciuta a pane nutella e Star Trek. Ho visto tutti i film sullo spazio (da Solaris a Interstellar) e ho visitato il Cern di Ginevra, che studia le collisioni tra le particelle subatomiche.

Anche con il vino viene fuori il nerd che c’è in me

😉

Gli spumanti metodo classico sono probabilmente i vini che richiedono il maggior lavoro in cantina e solide basi di chimica e biologia.
Quando mi verso un calice di bollicine Franciacorta vorrei osservarle al microscopio.
La ricetta della rifermentazione in bottiglia è semplicissima, almeno nella teoria. I lieviti aggiunti al vino e chiusi in bottiglia trasformano lo zucchero in anidride carbonica (CO2) e alcol. Terminato lo zucchero, i lieviti – anche per effetto della pressione che hanno prodotto nella bottiglia – si autodistruggono (il processo biologico dell’autolisi) e rilasciano i sentori di pane, crostata e pasticcini.

Potrebbe sembrare una conoscenza fredda, che riduce tutto a una combinazione di molecole e reazioni chimiche. Ma non lo è. Come la magia di un temporale estivo.

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Corte Aura. Franciacorta Brut.
Dal 2015 l’azienda è entrata a far parte della pluridecorata scuderia dei Franciacorta docg.
I suoi vini, disponibili nelle versioni Brut, Demi Sec, Satèn, Rosé e Pas Dosé, riposano sui lieviti tutto il tempo necessario, fedeli al rigido disciplinare del consorzio.
In queste cantine biologia e tecnologia viaggiano a braccetto con la passione e la cura amorevole per la vigna e suoi frutti. La qualità non è un compromesso e l’eleganza di un Franciacorta richiede un sapere che intercetta discipline complesse.

Oltre 24 mesi di affinamento sui lieviti. Un perlage fine e persistente lascia una scia di delicati agrumi e tracce di briciole di pane, mandorle e nocciole. Il gusto fresco e sapido si sposa a una spaghettata alle vongole con gli amici, alla millefoglie di melanzane al forno e alle verdure verdure in tempura.

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