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Dilagano i prodotti “free form”: senza conservanti, zuccheri e olio di palma

Creato il 14 luglio 2017 da Informasalus @informasalus

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Dilagano i prodotti “free form”: senza conservanti, zuccheri e olio di palma

No Ogm, senza olio di palma, senza conservanti, senza coloranti, con pochi grassi e senza zuccheri aggiunti. Sono chiamati “free form” quei prodotti che in etichetta dichiarano espressamente di essere privi di un ingrediente, di un additivo, di un nutriente. Questi prodotti conquistano sempre più gli italiani, in particolare i prodotti “senza zuccheri aggiunti” e “senza olio di palma”.
I prodotti caratterizzati dall’assenza o dalla riduzione di alcuni componenti, come additivi o zuccheri, sono diventati parte dei consumi di massa.  È quanto rileva l’Osservatorio Immagino, lo studio sui fenomeni di consumo creato da GS1 Italy e Nielsen,  che ha analizzato il richiamo al free from sulle etichette e sul packaging di 36 mila prodotti alimentari venduti in supermercati e ipermercati di tutta Italia (esclusi acqua e alcolici).
Dal  “senza conservanti” al “senza Ogm”, dal “senza grassi idrogenati” al “poche calorie”. L’Osservatorio ha identificato i diversi claim presenti sulle etichette.
“Gli stili di consumo e le scelte di acquisto fatte emergere dall’Osservatorio Immagino raccontano la nascita e la crescita di nuovi segmenti che vanno oltre le tradizionali categorie merceologiche – spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy – Il free from ne è il migliore esempio: nato con pochi prodotti destinati a pochi consumatori, ha ampliato e segmentato l’offerta arrivando ad assecondare richieste e tendenze salutistiche sempre più peculiari e specifiche sia sul fronte della naturalità che del salutismo”.

Particolare è il caso dei prodotti che rivendicano in etichetta l’assenza di olio di palma, che si sono moltiplicati nell’arco di poco tempo. “Il vero 'fenomeno' del 2016 – scrive l'Osservatorio - è stato l’olio di palma. Il tam-tam mediatico che ha riguardato questo prodotto, il dibattito tra chi lo accusa e chi lo difende, le prese di posizioni e le controprese di posizione, l’hanno fatto diventare il componente più eliminato dai prodotti alimentari. In 12 mesi le vendite di prodotti senza olio di palma sono aumentate del 13,5% arrivando a una quota complessiva del 5,7%”.


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