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Dino Zoff: record, scudetti e Mundial. Ecco tutte le sfide vinte dal mito del calcio

Creato il 28 novembre 2015 da Trescic @loredanagenna

Per poter descrivere quello che per alcuni è stato "il più grande portiere del mondo" non c'è che una parola: leggenda. Perchè Dino Zoff, da qualche settimana ricoverato in una clinica romana per un problema neurovegetativo e chiamato all'ennesima sfida della sua vita, vanta una carriera di successi con pochi uguali: campione europeo nel 1968, campione mondiale nel 1982 e vice-iridato nel 1970 nella mitica finale contro Pelè con la Nazionale italiana, che ha anche allenato dal 1998 al 2000 portandola ad un soffio dalla vittoria continentale.

Tra i pali della 'sua' Juventus, a cavallo degli anni '70 e '80, ha vinto sei scudetti, due Coppe Italia e una Coppa Uefa, disputando due finali di Coppa dei Campioni e una di Coppa Intercontinentale, con 642 partite in serie A, un leggendario record di imbattibilità di 1.142 minuti dal 20 settembre 1972 al 15 giugno 1974, e 112 presenze in azzurro. Insomma, per dirla in breve, una 'leggenda' che ha cercato di compiere miracoli anche in panchina, come accadde su quella della Lazio che riuscì a riportare nelle coppe europee dopo quasi 15 anni, ottenendo anche un 3/o posto nel 2001. Con la nazionale arrivò fin sull' uscio del paradiso prima che il golden gol di Trezeguet lo riportasse sulla terra, insieme alle pesanti critiche di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia e presidente del Milan, che lo indussero alle dimissioni irrevocabili.

La lunga storia d'amore tra Zoff e il calcio ha inizio negli anni '50 nella Marianese, la squadra di Mariano del Friuli, dove è nato il 28 febbraio 1942. Ma è col Mantova (dal 1963 al '67) e col Napoli (fino al 1972) che la sua carriera decolla prima del coronamento di un sogno, a 30 anni, quando lo chiama la Juventus con la quale gioca 11 anni anni incredibili fatti di campionati vinti, Coppe di varia foggia e una sequenza ininterrotta di presenze, intercalati forse dalla delusione più grande: la finale di Coppa dei Campioni persa contro l'Amburgo il 25 maggio 1983 ad Atene per quel 'tiro maledetto' da lontano di Magath. Una settimana dopo, a 41 anni e tre mesi, Dino dice addio al calcio giocato, spostandosi dalla porta fino alla guida tecnica della nazionale, coronamento di una carriera straordinaria. L'ultima panchina è del 2004-2005 con la neopromossa Fiorentina, che portò ad una sofferta salvezza, prima dell'esilio dorato nel suo amato Friuli.

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