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Dominique Auvray e Vincent Dieutre: i Mestieri del Cinema al Festival dei Popoli

Creato il 19 novembre 2014 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Il cinema è fatto di mestieri e il Festival dei Popoli quest’anno si propone di dar rilevanza ad uno dei mestieri essenziali nella realizzazione di un film, il montaggio, e ad “un’artigiana del cinema” di fama internazionale: Dominique Auvray, che ha montato film di registi del calibro di Benoît Jacquot, Philippe Garrel, Marguerite Duras, Barbet Schroeder, Claire Denis, Wim Wenders, Vincent Dieutre, Nobuhiro Suwa, Pedro Costa, e tanti altri. Tra i film da lei montati presenteremo Orlando ferito/Roland Blessé di Vincent Dieutre, Le Camion di Marguerite Duras di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, e Duras et le cinéma di cui D. Auvray è anche regista.

In occasione dell’omaggio, Dominique Auvray terrà un workshop dal titolo: “Fare cinema: un pensiero al lavoro. Dallo sviluppo di un progetto al montaggio”.
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I film di Dominique Auvrey presentati al 55° Festival dei Popoli:
DURAS ET LE CINÉMA | Regia: Dominique Auvray
“Il cinema interrompe il testo, colpisce a morte la sua discendenza: l’immaginario. Là risiede la sua stessa virtù: chiudere. Interrompere l’immaginario. Questa interruzione, questa chiusura si chiama “film”. Il cinema lo sa: non ha mai potuto surrogare il testo. Né tantomeno cerca di surrogarlo. Sa che il testo è il solo portatore indefinito di immagini”. [M. Duras] Mescolando immagini d’archivio, letture, citazioni, ricordi, estratti di film, D. Auvray ci accompagna in un viaggio alla scoperta del cinema di Marguerite Duras, la sua Marguerite, “visto attraverso i suoi occhi e i suoi film”.

LE CAMION | Regia: Marguerite Duras – Montaggio: Dominique Auvray
Nel 1977 Le Camion rappresenta la Francia al Festival dei Cannes, sfidando i limiti del cinema. “Racconto ciò che il film sarebbe stato se fosse stato girato”, diceva Marguerite Duras. Una scrittrice – Duras -, un attore – Gerald Depardieu -, un tavolo e il copione di un film. Un film che racconta di una donna di mezza età che, con una valigia, fa l’autostop. Trova un passaggio su un camion e comincia a parlare…

ORLANDO FERITO / ROLAND BLESSÉ | Regia: Vincent Dieutre – Montaggio: Dominique Auvray
Nel 1975, sul Corriere della Sera, Pasolini decretava amaramente la scomparsa delle lucciole, simbolo di un popolo innocente e incorrotto, e con essa la morte culturale e politica del mondo occidentale causata dalla nascita di un nuovo fascismo. Dopo quasi quarant’anni Dieutre approderà in una Sicilia in cui l’omosessualità è vissuta con vergogna, segnata dalla mafia, dalle tragiche storie degli immigrati che sbarcano a Lampedusa, e vi ritroverà una possibilità di sopravvivenza e riorganizzazione sociale. Scoprirà che in Sicilia le lucciole non sono sparite.

Domenica 30 novembre Dominique Auvray e Vincent Dieutre incontreranno il pubblico alle ore 16:00 presso l’Istituto Francese di Firenze (Piazza Ognissanti, 2r). L’incontro, a ingresso libero, sarà moderato dal critico cinematografico Bruno Roberti.

Vincent Dieutre ha un profondo legame con l’Italia che passa attraverso l’intreccio tra la sua travagliata storia personale e le dinamiche sociali, politiche e culturali che, dalla fine degli anni ’70 ad oggi, hanno condizionato la storia del nostro Paese. Da Bologna a Palermo, da Roma a Napoli, Vincent Dieutre ci racconta l’Italia dagli anni di piombo al berlusconismo, attraverso il suo interesse per l’arte, il tema dell’omosessualità e le evoluzioni più intime del proprio universo personale.

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I film di Vincent Dieutre presentati al 55° Festival dei Popoli:
ROME DÉSOLÉE (1995)
Anni ’80. Una Roma fatta di stazioni ferroviarie, vicoli bui e cieli grigi, sui cui marciapiedi scorre la confessione implacabile di un giovane omosessuale che dalla Stazione Termini attraversa una città fatta di storie di malattie, scomparse, amori, solitudine. Un diario intimo e dettagliato di incontri sessuali dove non c’è posto per i sentimentalismi e la debolezza si combatte a colpi di alcol e droga.

LEÇONS DE TÉNÈBRES (2000)
“Gli anni ’90 erano cominciati piuttosto male”, così Vincent Dieutre ci introduce nelle tenebre del suo universo personale di quegli anni passando per Utrecht, Napoli e Roma. In tre capitoli e due storie d’amore, questo viaggio geografico e sentimentale è anche un viaggio alla ricerca della bellezza che passa attraverso l’arte tenebrista e Caravaggio, il suo principale iniziatore.

BOLOGNA CENTRALE (2003)
A vent’anni dal suo soggiorno a Bologna, dal 1977 al 1980, Vincent Dieutre ritorna nella città che lo ha iniziato all’omosessualità e alla droga e racconta in un diario filmato i ricordi di quegli anni di adolescenza vissuti in ambienti vicini alle forti ideologie degli “anni di piombo”, degenerate nella violenza di quel periodo e definitivamente morte nell’era del berlusconismo.

TI PENSO – HAÏKU (2008)
“Dicembre 2008, Villa Medici. Piove. Aspetto qualcuno; lui è lì adesso. Sto bene. Piove ancora”. (v. d.)

ORLANDO FERITO / ROLAND BLESSÉ (2013)

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