Magazine Cinema

Double Feature: Benvenuti al Sud / Innocenti Bugie

Creato il 04 ottobre 2010 da Jackragosa
Double Feature: Benvenuti al Sud / Innocenti Bugie

Double Feature: Benvenuti al Sud / Innocenti Bugie


Benvenuti al Sud
Si potrebbe sparare sulla Croce Rossa del cinema italiano, costretto addirittura a copiare un film francese (popolo con il quale non condividiamo pressochè nulla, a partire dal senso dell’umorismo) per assicurarsi un ritorno al botteghino. Eh sì, perché, come si sa, Benvenuti al Sud è un remake – neanche troppo libero – di Giù al Nord, il film campione di incassi in Gallia. Si potrebbe continuare a sparare sottolineando che un film basato sulla contrapposizione di stereotipi razzisti né giova né contiene alcuna sostanza, soprattutto se poi per smentire lo stereotipo del Sud si sceglie una località come Castellabate (troppo facile), così come per accentuare quella del Nord si prende impietosamente la periferia di Milano (Usmate… ma qualunque altra località che finisca in “-ate” sarebbe lo stesso: solo la nebbia, c’avete solo la nebbia).
Però visto che il film è divertente, scarico la pistola e ne scrivo bene. Se questo blog assegnasse voti ai film, cosa che si propone categoricamente di evitare, Benvenuti al Sud avrebbe un voto ampiamente sopra la sufficienza, con tendenza a descrescere mano a mano che si dimenticano le battute del film. Se un film riesce a contenere la comicità di Alessandro Siani (che a Napoli piace quanto Cannavaro…e a Roma pure) fino a farne emergere qualità finora soffocate dalle precedenti imbarazzanti prove nei suoi a solo o nei cinepanettoni, qualcosa di buono deve avere. Il cast, ad esempio: la coppia Bisio / Finocchiaro forse ha il difetto di essere troppo divertente per risultare antipatica al punto giusto, ma sono rodati anche nel ruolo in coppia e si vede che funzionano. Detto di Siani, che mi ha davvero colpito, torna sul grande schermo anche Nando Paone, che da Lo Chiamavano Bulldozer agli spettacoli ed i film con Salemme, conferma le sue incredibili doti di caratterista moderno, un valore prezioso davvero, chissà perché non fa film più spesso.
Valentina Lodovini incespica nel napoletano ogni tanto (ma una attrice del posto proprio non si poteva, eh?) ma ormai è lanciata, sarà la protagonista dei film né carne né pesce dei prossimi dieci anni se riesce a mascherare sempre così bene le borse dietro le tette. Giacomo Rizzo forse è un po’ sottoutilizzato, ma il ruolo è quello che è, e lui ci mette tutto il mestiere.
La sceneggiatura si adagia sui meravigliosi scorci che offre Castellabate per inscenare una serie di buffi teatrini tra Bisio e i locali, mentre la sua malcelata boria nordica si scioglie al calore del paesino che lo accoglie e lo aiuta, spiazzandolo e commuovendolo.
La scena dell’arrivo a Castellabate è la migliore, dal punto di vista della regia: la notte piovosa trasforma un incantevole paesino in un posto lugubre degno della Transilvania di Frankestein junior, citato evidentemente.
Non so come il film sarà accolto al nord ed al sud. A me, da romano, essere rappresentato dallo stereotipo Cipolla, De Sica o Totti talvolta irrita un po’. Se però si guarda Benvenuti al Sud come una commedia leggera, senza stare a pensarci troppo, senza appesantirla di connotati politici e sociali, scende giù come un limoncello. Però, sappiamo fare di meglio, facciamolo.
Innocenti Bugie
Innocenti Bugie segna il ritorno al cinema della coppia Cameron Diaz / Tom Cruise dopo Vanilla Sky (altro film, lasciamo perdere i paragoni). Probabilmente il pensiero maggiore che la produzione ha avuto sin dall’inizio è stato quello di non far sfigurare Tom accanto a Cameron, che gli passa una decina di centimetri. Obliterata la questione, è probabilmente cominciato un mega party con tanto di tour intorno al mondo ed il filmino della festa è diventato Knight and Day, titolo stavolta intraducibile. Innocenti Bugie comunque risulta un titolo infelice, ma c’è l’attenuante che effettivamente il film non si capisca bene di cosa parli, per cui è anche difficile trovargli un titolo. In sostanza, Tom Cruise è un agente della CIA che dice di essere stato incastrato, Cameron Diaz è la malcapitata che si trova coinvolta nella vicenda. Seguono sparatorie e affari di cuore, con un fine lieto come deve. Alla regia James Mangold, che ha una signora carriera alle spalle, ma evidentemente era l’assaggiatore del rum alla festa. Per aver accettato il film, non per la qualità della regia, che è comunque alta: la corsa con i tori è davvero un bel momento, il ritmo non cala mai e le scene in la Diaz è drogata sono tutte molto divertenti e sono un’intuizione carina per passare da uno scenario all’altro.
Sarà che ormai è difficile aspettarsi qualcosa da questo genere di film, che solitamente sembra progettato a tavolino per raccimolare una data quantità di soldi con il minimo sforzo di unire due nomi di richiamo al botteghino (avete presente The Mexican?), ma Innocenti Bugie riesce a stupire per il suo voluto eccesso di leggerezza ed autoironia. Non c’è, dall’inizio alla fine, una sola scena in cui non sia necessaria la sospensione totale dell’incredulità, la trama è quanto di meno coerente si sia mai visto. Però funziona. E’ vero che si ha l’impressione che Tom e Cameron sfoderino i loro sorrisi in continuazione per ricordare al pubblico che stanno scherzando, che non vogliono assolutamente essere presi sul serio, che, dai, se volevate un film serio, Inception è in sala 2. Ah, e che madonna, come stanno invecchiando male, però ancora fanno i loro stunt da soli.
E’ questione di poco: o si scherza con loro, e allora si ride e il film va, o si rifiuta questo modo di fare cinema e allora si lascia la sala dopo dieci minuti (e precisamente quando lui uccide quindici persone in un aereo senza che lei se ne accorga). Quando una serie passa il punto di non ritorno della credibilità, in gergo si dice che “salta lo squalo”, in riferimento all’episodio di Happy Days in cui Fonzie, appunto, saltava uno squalo facendo sci d’acqua con il giubbotto di pelle. Ogni serie ha il suo “salto dello squalo”: Innocenti Bugie è tutto un salto di squali (peggio di Lost). Troppo? Forse. Però se il ritmo è alto, se gli attori sono bravi anche quando fanno scemenze (Peter Sarsgaard si è ispirato a Pepe la Puzzola per il suo ruolo…tanto per capirci) e soprattutto, se avete pagato il biglietto per vedere questo film, non vi potete lamentare poi, perché dal trailer sembrava molto, molto peggio.

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :