Dopo la chiusura di Megavideo e Megaupload da parte dell’FBI, ha generato una vera e propria rivoluzione su internet da parte di utenti che tra twitter, facebook, forum e siti di streaming hanno mostrato totale solidarietà ai siti oscurati e al suo fondatore, il tedesco Kim Schmitz. Difficile credere a gesti di altruismo. Lo conferma il fatto che, in realtà, le ricerche più effettuate su Google riguardano siti alternativi a Megavideo e Megaupload. La domanda più diffusa è: “Adesso, dove guardare i film in streaming?” oppure “Quali sono altri siti dove scaricare i film?”. Nessuno sa chi sia Kim Schmitz e, probabilmente, neanche gli interessa. Diciamolo subito, questo signore non è un martire, né un benefattore. Kim Schmitz nasce come hacker, e fin qui, la sua è un’attività opinabile, in bilico tra la libertà a tutti i costi e l’illegalità, fino a reali atti criminali, anche se in quest’ultimo caso è più corretto parlare di cracker. L’hacker entra in reti informatiche di grosse società al fine di dimostrane la vulnerabilità e i sistemi di sicurezza spesso fallati. Lo stesso Schmitz, in gioventù, violò le reti di Deutsche Telekom e, subito dopo, ne divenne consulente. A dire il vero, il giovane entrò nella rete di telefonia mobile tedesca per fare chiamate a spese degli altri clienti. Ebbene, se vi arrivasse una bolletta di migliaia di euro vi incazzereste? Ovvio, prendendovela con la compagnia telefonica. La brutta figura della compagnia è spesso nascosta dai dirigenti dell’azienda che mettono subito a tacere la cosa assumendo questo giovane esperto e intraprendente. Kim Schmitz, aka Kimble, aka Kim Dotcom non si ferma qui e così spesso fa visita alle aule di tribunale: insider trading, pirateria informatica, bancarotta fraudolenta e furto di dati personali sono soltanto alcuni dei reati commessi dal tedesco. Si può, dunque, pensare che Schmitz abbia passato la sua vita in cella. Nulla di tutto questo, perché la sua fino a qualche giorno fa era una vita invidiabile: ville e auto di lusso, belle donne attratte dalla mole di danaro che passavano nelle mani di Schmitz.
Megavideo e Megaupload, infatti, non sono siti pro bono. Secondo Alexa, sito che valuta il ranking di un sito, Megaupload è 72° sito più visitato al mondo (22° in Italia) e Megavideo è il 174° (41° in Italia). Assieme, muovono circa il 5% dell’intero traffico internet planetario. Tutto ciò ovviamente non può non trasformarsi in guadagno derivante dalle pubblicità che porta tanti, ma tanti soldi sui conti correnti di Schmitz. Inoltre, alla faccia della libertà e della solidarietà, lo streaming su Megavideo è limitato da un blocco, tanto che una delle domande più richieste su Google è proprio “Come eliminare il limite di 72 minuti di Megavideo?”. Ufficialmente, l’utente deve pagare un abbonamento mensile di € 9,99. Neanche troppo economico dato che un abbonamento a Mediaset Premium Cinema costa appena il doppio ed uno a Sky Cinema costa il triplo. Entrambi, però, sono legali: Mediaset e Sky pagano un pozzo di soldi per i diritti di trasmissione dei film, per Megavideo e Megupload Schmitz non muove un dito, dato che ci pensano gli utenti!
Probabilmente l’FBI ha sbagliato la tempistica dell’azione, avvenuta all’indomani della discussione da parte del Congresso USA sui provvedimenti pro-copyright noti come SOPA (Stop Online Piracy Act) e PIPA (Protect IP Act). Infatti, molti confondono la libertà di espressione con la possibilità di condividere materiale protetto da copyright.
La definizione “protetto da copyright” è sempre molto teorica e, in tanti, la vedono come una autoritarismo da parte delle major discografiche e case di produzioni cinematografiche. In realtà, la dicitura vuole mettere in evidenza che quel prodotto è il frutto di lavoro di decine, se non centinaia di persone. Se la riproduzione di un film è semplice ed economica, la sua produzione è una lavoro che richiede il coordinamento di una troupe di centinaia di persone, l’utilizzo di attrezzature costosissime, l’organizzazione di molteplici attività. E’ necessario avere a disposizione un grosso budget per pagare un gran numero di figure professionali che ruotano attorno a un film. Oltre agli attori, al regista e sceneggiatore, esistono tante persone che vivono nascoste al di là della macchina da presa: scenografi, truccatori, montatori, assistenti, costruttori, coordinatori di reparti, disegnatori, progettisti, truccatori, controfigure, doppiatori, fotografi, compositori musicali e costumisti.
Molti si lamentano che l’industria cinematografica sia piena di soldi, così è giusto non andare al cinema e guardarsi un film a casa gratis. Beh, oltre ad attori famosi come Brad Pitt, Leonardo DiCaprio, Meryl Streep, Natalie Portman c’è un sottobosco di professionisti che non hanno né i soldi né la fama dei protagonisti dello star system hollywoodiano.
Infine, non bisogna dimenticare quante videoteche hanno dovuto chiudere a causa della possibilità di guardare film in streaming gratis su internet. Qualcuno pensa al fatto che queste persone erano dei padri di famiglia con un onesto lavoro che consentiva di portare soldi a casa?
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Queste alcune considerazioni trovate in giro per internet:
E adesso? come farò a vedere le serie tv e soprattutto i film che non ho i soldi per andare a vedere al cinema?
Perché, con la scusa di non avere i soldi vai in pizzeria e al momento del conto scappi? Rubi al supermercato? Entri nei negozi e rubi una maglia di Liu Jo?
Solite idiozie supportate dalle case cinematografiche e discografiche, che ormai non si accontentano più dei miliardi che fanno e cercano di eliminare lo streaming per i loro scopi personali. poi se SOPA e PIPA passano questo non sarà che l’inizio.
SOPA e PIPA vogliono controllare la libertà di espressione. Scaricare film protetti dal copyright per non andare al cinema è un’altra cosa!
Il mio ragazzo oggi mi ha lasciato perché hanno chiuso Megaupload e adesso cosa posso fare sono triste vorrei fare l’abbonamento a Fileserver ma poi mi sembra di tradire Megavideo. Secondo voi cosa posso fare?
Spero fosse un utente finto che avesse voglia di scherzare.
Megavideo è stato chiuso dall’FBI (fott*ti americani del c*zzo) per questioni di copirayt, ormai lo sanno tutti!
Magari il risparmio dei biglietti non pagati al cinema fosse servito per un corso d’inglese!
Questo è troppo! Adesso basta, dobbiamo arribellarci tutti! Hanno chiuso Megaupload ed arrestato Kim Schmitz. Ma guardatevi bene rottiin*ulò del nuovo ordine mondiale! Se togliete internet libero ai giovani, poi non gli rimane più niente, e saranno costretti a fare i conti con la realtà nuda e cruda, vi state scavando la fossa da soli!!
Internet libero = mi guardo i film gratis: equazione perfetta! Arribelliamoci tutti!!!
Il mio Unico grande amore di nome Megavideo è stato kiuso dove posso vedermi ora naruto e dragonboll e tutti gli anime??
Una ragazzina che ha capito cos’è l’amore!
Come passerete i tempi morti adesso che non c’è più Megavideo?
Senza parole!
E’ un vero peccato, soprattutto per quei cartoni e film antecedenti agli anni ‘90, che ormai non si trovano più da nessuna parte.
In questo caso si può essere d’accordo. Una delle cose positive del filesharing e dello streaming è la possibilità di reperire materiale altrimenti introvabile. Oltre a film ormai fuori commercio, molto spesso grazie ad una ridicola distribuzione italiana, molti film interessanti non arrivano in Italia. Addirittura, in altri casi, ad esempio Donnie Darko, inizialmente un flop al cinema, fu proprio il successo su internet a rivalutarlo, riproporlo con successo nelle sale e distribuirlo in tutto il mondo.
Megaupload è stato chiuso per violazione del copyright. Domani toccherà a Facebook e poi a Wikipedia quindi ad Amazon, e poi ad internet, quindi partiranno le megaretate. Per ogni mega scaricato e per ogni minuto di megaupload guardato sul pc si rischia un anno di galera. La polizia ha già fatto un censimento. 45 milioni di italiani passeranno il fine settimana al fresco.
Associare le attività di Megaupload a quelle enciclopediche di Wikipedia, sociali di Facebook e commerciali di Amazon fa capire come sia distorto il pensiero di molti ragazzi. La Polizia Postale può fare qualsiasi controllo, ma la visione di film coperti da copyright non determina la detenzione. Soltanto la condivisione è reato.
Aiuto!!! un link per vedere Cindarella Story in stream? Ovviamente non di Megavideo! stramaledetti che l’hanno tolto!
Ovviamente, un’altra che si preoccupa della libertà di espressione.
E’ inutile continuare a lamentarsi per le chiusure di megaupload e megavideo. Conoscete dei siti streaming alternativi a megavideo?
Ecco, finalmente uno propositivo. Bisognerebbe candidarlo alla Presidenza del Consiglio.
Comunque chiudendo Megavideo non hanno fatto altro che far incazzare il popolo!
Dimentica che hanno chiuso un’associazione a delinquere.
Mega urgente per sapere fino a quanto potrò resistere!? Quanto durerà la questione del megavideo e del megaupload? E soprattutto perchè l’FBI si è dovuta intromettere in questo modo? io voglio vedere i miei telefilm! :( vi prego aiutatemi...
Non vinceranno mai. Possono anche chiudere Megavideo, ma apriranno altri portali. Il Congresso sta rappresentando gli interessi di una nicchia di società. Credo che tali decisioni da parte del Governo americano dimostrino di come la politica sia lontana dal volere dei cittadini. Se facessero un referendum dite che tali atti potrebbero mai essere approvati??? Non credo proprio. Ed è inutile pararsi il cu*o dietro alla storia del copyright. Le attuali leggi sul copyright a quanto pare non piacciono alla maggior parte dei cittadini, tuttavia i governi continuano a promulgarne.
Vorrei sapere che lavoro fa questo utente, oppure quello del padre. Dopodiché mi organizzerei in modo da fare un referendum secondo il quale tale lavoro non deve essere retribuito. Niente, credo sia impossibile far capire a queste persone che quanto stanno vedendo non gli appartiene e che il lavoro deve essere retribuito. Il digitale sta cambiando il mondo ed è sicuro che si dovranno adeguare come ha già fatto Apple con iTunes.





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COMMENTI (1)
Inviato il 27 gennaio a 00:29
fatevi visitare da uno bravo, ma bravo davvero.
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