Magazine Consigli Utili

e buongiorno...

Da Mirco
Se ne sono accorti pure su Repubblica che esiste un vasto business spenna-esordienti. L'articolo e il titolo "Premiopoli", fa capire sin da subito quale sia la posizione del giornale nei confronti dell'editoria a pagamento che si nasconde dietro l'istituzione di concorsi (sempre a pagamento) che promettono di pubblicare i vostri romanzi, racconti o addirittura poesie inedite.
L'articolo però è poco approfondito, ed è questo.
Si cita anche il premio Calvino che poi, in realtà, è a pagamento. Credo che partecipare a questo premio costi ben 60 euro (100 se supera le 300 cartelle!). La differenza tra il Calvino e gli altri è che questo premio ha dato i natali letterari a scrittori tutt'ora famosi come Paola Mastrocola. Tenuto conto che vogliono il manoscritto in varie copie ecco che la spesa aumenta. Troppo.
Nonostante questo, il premio Calvino può rientrare tra i premi "prestigiosi", di quelli che se vinci con molta probabilità qualcuno di importante leggerà il tuo romanzo.
Ma pagare per partecipare a un concorso non può essere la discriminante. E' una scelta classista. Di questi tempi poi, spendere 100 euro quando lo stipendio medio di un giovane è di 800/900 euro, lo trovo concettualmente sbagliato. Se la discriminante sono i soldi e non la bravura, molti bravi scrittori sommersi rimarranno sconosciuti.
Credo che almeno per il Calvino richiedere il manoscritto in triplice copia (ad esempio), quindi con una spese di stampa e di invio che si aggira intorno ai 30 euro, possa essere sufficiente. I soldi per pagare i giurati (come la Murgia quest'anno) vanno reperiti tramite sponsor.
Ci sono molti altri concorsi a pagamento. L'articolo di Repubblica ne indica circa 1800.
E' inutile tentare di capire quale tra questi sia un buon concorso e quale no. Le regole sono poche e semplici. Mi rivolgo a VOI esordienti che sperate di vincere un concorso per avere visibilità e qualcosa da scrivere sul vostro curriculum letterario.
- Non pagate per partecipare a un concorso. Nel 99% dei casi è una forma nascosta di editoria a pagamento. Se 500 persone partecipano ad un concorso letterario la cui partecipazione costa 20 euro, ecco che la casa editrice ne incassa 10.000. Pubblicare il vincitore potrebbe costare (metto una cifra indicativa) 5.000 euro. Quindi, come potete vedere, la casa editrice non ci rimette, anzi, ha pubblicato un libro a vostre spese e ha anche guadagnato.
- Se proprio dovete partecipare a un concorso a pagamento informatevi su:
 1- Chi è in giuria. Anche se non è detto che un nome prestigioso in giuria sia sinonimo di qualità.
 2- Se qualcuno che ha vinto il premio prima di voi ha avuto una carriera letteraria proprio grazie a questa vincita. Se il premio non dà visibilità è inutile.
 3- La casa editrice non deve essere a pagamento! Le case editrici a pagamento non contano niente, pubblicare con loro non dà nessun attestato di bravura, anzi, in molti casi sono un boomerang per il povero esordiente che tenta di farsi strada.
Privilegiate i concorsi gratuiti perché:
- Hanno più credibilità. Quando sono "seri" hanno sponsor che pagano le spese.
- Vi fanno risparmiare e con quei soldi ci andate in pizzeria con gli amici.
- Sono più difficili da vincere, essendo gratuiti hanno un numero maggiore di partecipanti. Questo significa che se vincete un concorso del genere allora siete bravi e forse qualcuno vi noterà.
- Possono essere aggiunti al vostro curriculum letterario.

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

COMMENTI (1)

Da Marta Levi
Inviato il 20 settembre a 00:36
Segnala un abuso

Al premio calvino i manoscritti vengono letti e schedati dal primo all'ultimo. i partecipanti ricevono, tutti(ed è forse l'unico in Italia, la scheda di valutazione. Non solo i vincitori, ma anche i finalisti e i segnalati spesso vengono messi sotto contratto da eccellenti case editrici già a pochi mesi dalla premiazione (basta vedere la homepage del sito www. premiocalvino,it). Il numero di copie richiesto è due, non tre. L'autrice che ha vinto nel 2010 è stata pubblicata da Einaudi ed è poi arrivata seconda allo strega 2011. la quota è di 60 euro, 100 solo per le opere molto lunghe. Non ci sono sponsor per scelta, per salvaguardare l'indipendenza del premio. Infine, tutti i giurati sono volontari, dal primo all'ultimo, Michela Murgia e Gianrico Carofiglio compresi. Così, giusto per puntualizzare.