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E io mi dichiaro marito e marito cap 2: casa dolce casa?

Da Stanford @stanfordissimo
E io mi dichiaro marito e marito cap 2: casa dolce casa?
Che fa una coppia quando decide di andare a vivere insieme? Non ragiona, dicono alcuni mentre altri convengono sul fatto che facciano bene. Le coppie gay vanno all'Ikea. Lo so che ci vanno anche gli etero... ma noi abbiamo la consuetudine di andarci anche se non siamo veramente intenzionati a convivere. Credo che la motivazione per cui ho visto spesso ben note "zoccole" del mio ambiente all'Ikea col fidanzatino del "giorno dopo" stia negli allestimenti. Mi spiego, l'Ikea non è solo un magazzino lowcost di arredamento o un salvavita per defenestrati coniugali o un passatempo per casalinghe..è in realtà una scenografia sempre pronta di vita domestica. Non appena ci entri, con tutte le sue soluzioni in mq da 0 a 30, dove c'è tutto tranne le scarpiere ( non mi sono mai spiegato dove secondo gli svedesi uno debba mettersi le scarpe), vieni immerso immediatamente nella sensazione di aver fatto casa!  Infatti non a caso frotte di gay si ritrovano a mettere alla prova l'idea di aver qualcuno per casa proprio portandolo in uno degli stand ikea! Puoi subito essere in cucina e voltandoti capire se Ignoto1 si abbina bene al divano Ektorp o ci stona, o se in camera da letto la prima cosa che fa è stropicciare il piumone, o se nel cesso non abbassa la tavoletta. Puoi anche simpaticamente capire che casa tua, se rientra nelle micropezzature degli stand, è troppo piccola per due, tipo: se normalmente fai colazione sul bancone di cinquanta centimetri scopri che la seconda tazza di latte devi appoggiargliela all'ingresso.  Gli eterosessuali fruiscono dell'Ikea in modo più primitivo di noi, in quanto, ne escono con mensole, scaffali, divani origami da montare e quintali di polpette surgelate mentre noi una volta fatte le "prove" e mangiato un broccolo al vapore all'angolo ristoro ( una capatina al cesso di default...non si sa mai) siamo capaci di uscire con una piantina e un pacco di tovaglioli arancioni lasciando lo sventurato della notte prima all'Angolo Occasioni. Per me e mio marito non è andata così, in quanto il "giorno dopo" non siamo usciti insieme e francamente se proprio avessimo voluto ci conveniva andare da una medium visto che lui insonne da sempre si fece una dormita epica ( forse per lo shock di vedermi nudo) e io, assai deluso dal fatto che avesse i peli tutti concentrati solo sul torace e niente sulle gambe, meditavo sul da farsi! Decidemmo che sarei stato io a trasferirmi per ragioni di convenienza e per il fatto che ne avevo abbastanza di un coinquilino dei Gemelli che cucinava bistecche ai ferri a mezzanotte.... Mettere due case in una non è impresa che Ikea può aiutarti a risolvere, in più lui essenziale io demenziale ci trovammo subito nelle canne; dove lo metto il baule della nonna? E la mensolina rococò? E il quadretto bucolico? La cantina fu una risposta decisamente offensiva ma non ero nella posizione di negoziare per cui accettai. Quei muri vuoti, quei mobili senza niente, quel letto minimale con solo due cuscini, e la cucina così ordinata parlavano di un uomo che in casa ci passava meno tempo possibile e dalla cantina tutti i miei oggetti gridavano: facci entrare che ci pensiamo noi! Generalmente nelle famiglie tradizionali è "lei" che sposta i mobili quando è nera o decide il quantitativo di "raccoglipolvere" da distribuire per casa e "lui" suo malgrado accetta a patto di poter lasciare le mutande per terra in bagno...e i peli nella doccia. Noi invece, non avendo ruoli ben definiti dobbiamo switchare più velocemente il pensiero perché oggi ho la sindrome della Luisa io ma domani ce la può avere lui e questo crea inevitabilmente continui patteggiamenti che impediscono la radicalizzazione di abitudini e dominii fissi....ma in undici anni io non sono mai più riuscito a fare una lavatrice e quindi che dirvi, forse la teoria resta pur sempre una teoria! Lui, d'altro canto, non si è mai più occupato del cambio degli armadi che è diventato il mio modo per sfogare rancori inespressi. L'armadio sembrerebbe delineare meglio di qualunque altro oggetto di casa i ruoli in quanto a casa nostra fu subito chiaro chi ne detenesse il volume maggiore...e cioé io! Per questo ero l'anima femminile della casa? Giammai. Più che altro ero quello con più stracci e meno inclinazione al "giorno dell'avvocatessa" ( quello in cui butti via quelle robe mai messe con la scusa che un domani forse ti tornino utili). Io infatti ad ogni stagione trovo sempre nelle sue cose quelle da scartare riducendo il suo armadio disponibile ad un quarto del totale e facendo la gioia del custode che pressapoco porta la stessa taglia( motivo per cui in assemblea, benché questo pulisse un cazzo, mi battei per la sua riconferma). Eppure il concetto di ordine di "bel nett e pulì" è molto suo..e ad oggi mio marito come se fosse un marito si conferma un esperto mondiale in profumazioni per ambiente, detersivi, e centrifughe degne di una tintoria Doc, mentre io ho sviluppato un rapporto molto caldo col ferro a vapore! ( adoro non stirargli le tute per casa..cosa che lo fa incazzare).  All'Ikea mio marito come se fosse un marito, ci va con la sua amica Daniela, e una tantum ci vado anche io per vedere se il tempio dell'improvvisazione domestica vende ancora illusioni famigliari alla popolazione gay che non può andare da Cassina a giocare a "Volemose bene", ma ogni volta ne esco assai più provato che ai Saldi e più annoiato che da mia madre. e soprattutto sempre con la stessa domanda: come abbiamo fatto ad affidare la nostra idea di vita insieme ad una azienda che la casetta di pan di zenzero la chiama Pepparkaka ?????

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