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E LO RESE SPECIALE... - Ennio Antonelli

Creato il 28 settembre 2010 da Calcisulcalcio
E LO RESE SPECIALE... - Ennio AntonelliQuest'oggi ho l'onore e il piacere di ricordare nella rubrica un personaggio del cinema e non del calcio (forse sono un pò di parte visto che era mio zio), ma sono sicuro che non resterete delusi. Sto parlando di Ennio Antonelli, nato a Roma il 23 febbraio del 1927, e morto a Roma il 6 agosto del 2004 all'età di 77 anni.Caratterista e attore romano, con un passato nella box, decide di intraprendere la carriera cinematografica nel 1963, alternando ruoli comici a ruoli western, parti in commedie e film drammatici.Raggiunge la notorietà prevalentemente con la commedia italiana, storica la sua interpretazione del macellaio "Manzotin" in Febbre da Cavallo, e i ruoli accanto a Tomas Milian in Squadra Antimafia e Il Lupo e L'Agnello (nel ruolo di "Capoccione").Nei film Assassinio sul Tevere e Delitto in Formula uno lascia trasparire una certa voglia di passare a ruoli drammatici, ma non trova continuità, cercano da lui più il caratterista romano, che la sua voglia di rinnovarsi, e perciò riprende alla grande con la commedia.E LO RESE SPECIALE... - Ennio AntonelliLavora in molti film con Paolo Villaggio, come Fantozzi subisce ancora nel quale interpreta il ruolo del "Pizzettaro di via daa Scrofa", oppure Fantozzi contro tutti nel ruolo storico di "Zio Antonello", e poi ancora Fracchia la belva umana, Fantozzi va in pensione e Le Comiche.Lavora bene anche con Lino Banfi in film come Pappa e ciccia; e con Renato Pozzetto in Uno contro l'altro, praticamente amici e Ricchi, ricchissimi praticamente in mutande.Tra i ruoli che si ricordano con maggior piacere sicuramente c'è "Spartaco Sacchi" papà di Bruno ne I ragazzi della 3a C, e poi i film diventati cult della commedia all'italiana come W la foca e Attila flagello di Dio, oppure Sapore di mare e Al Bar dello sport.Nel 1989 viene colpito da un'ictus che lo prova fisicamente e mentalmente, chiuderà infatti la sua carriera nel 1991 con un cameo in Piedipiatti.Si può dire che nella sua carriera sia stato uno dei pilastri della commedia all'italiana, mettendo la faccia e la sua romanità in tutti i film di successo degli anni '70\'80, ma nonostante questo è sempre rimasto umile.Ho avuto il piacere di parlare con Ennio solo poche volte nella mia vita, ma l'umanità e la semplicità con cui affrontava la quotidianità sono state un esempio da seguire. Non importa se lavori con attori di grosso calibro, conta chi sei, da dove vieni, e l'amore che mostri alla tua famiglia, e in questo Ennio è sempre stato diverso da tutti.Ciao zio, un saluto lassù un cielo.di Cristian Amadei

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