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El celler de can roca

Da Photogeisha

El Celler de Can Roca

Quando la cucina sorprende, quando la cucina spiazza.
Eleganza discreta, creatività sussurrata e moderna tradizione.

Impossibile analizzare i dettagli di tutti i piatti assaporati nelle quattro ore di questa straordinaria passeggiata gastronomica. Impossibile ed ingiusto.
In questi posti si vive di sensazioni forti, emozioni istintive, sapori e odori che non sempre si possono soggiogare alla mera brutalità della parola.

Apriamo le danze con un valzer gastronomico di finger food dal mondo: Messico, Peru, Cina, Marocco e Corea.

Poi olive caramellate, gamberi croccanti, omelette di zucchine, caramelle al tartufo, mini-brioche ai funghi porcini, bonbon al Carpano con pompelmo e sesamo nero…che delizia!

Germogli, fiori, foglie e frutti, per un consommé vegetale sottile e colorato.

Adamo ed Eva. Foglia di fico al formaggio con mandorle verdi e alkekengi; fichi freschi, grigliati, in foglia, in polpa, in terrina, in gelato. Cumino, finocchio, dragoncello e cerfoglio, senza una virgola fuori posto.

La “viennetta” asparagi bianchi e tartufo nero finisce dritta nel cervello senza passare dal via. Dolcezza soave con tocco deciso su pietra nera ghiacciata.

Il timballo con mele caramellate, foie gras e olio di vaniglia è un omaggio all’arte, al piacere, al sesso e al delirio. Ho pianto nella nostalgia cattiva dell’ultimo boccone.

Insalata di anemone, cannolicchi, cetrioli di mare e misto d’alghe in escabèche. Un ponte immaginario tra Catalogna e Giappone. Un’illusione gustativa che copre e scopre distanze immense.

Zampe di gambero caramellate e fritte - MAMMA MIA!!! - con gambero di Palamos servito sul succo della sua stessa testa, “aria” di mare e dolce al plankton.
Purezza e frutto della nostra culla marina, delle nostre profonde radici mediterranee.

Scampo al vapore con coreografica cottura in tavola a base di Pablo Cortado e carboni ardenti. Perfettamente accompagnato da bisque e caramello di Jerez.

La sogliola bagnomaria e brace, vestita di finocchio, bergamotto, arancia, pinoli e olio d’oliva, ringrazia commossa questo trionfo di salse.

Parmentier di calamari con pimiento de La Vera in deliziosa essenza che mi rifiuto di chiamare semplicemente brodo.

Parfait di piccione e cipolla con noci caramellate al curry, ginepro, scorza d’arancia ed erbe. Una frustata sul palato; densa e intensa.

Il maialino iberico con tris di salse al melone, arancia e barbabietola è la domanda a piacere. Impossibile per un cuoco catalano cadere proprio sul maiale.
Piatto sensuale e lussurioso. Come bianche carni di giovane vergine.

Un piccolo intervallo e arriva il primo dolce.
Gelato di lievito madre, meringa con aceto di Jerez, su fondo di litchi e polpa di cacao.

E poi…dulche de leche!
Latte di pecora, gelato e mousse di recuite. Zucchero filato, caramello di latte, guaiava in sorbetto e confettura. Da applausi a scena aperta.

“Era già l’ora che volge il disio ai navicanti e”…termino con un falso macaron cocco, limone e cannella, ripieno di gelato alla viola, su fondo di caramella toffee e polvere di cocco.

Un pasto da sibariti veri. Complessità resa semplice, semplicità fatta arte, sapori sublimi e raffinati.

Un ringraziamento doveroso a Marianna, per aver reso la serata ancora più speciale.
Sorrisi, dettagli e delucidazioni, splendidamente condite dal suo delizioso idioma italo-spagnolo.

Stordito e vinto da sì tanto piacere, mi inchino ai fratelli Roca, all’immensità della cucina catalana, ai ricordi gourmet di Manolo e Pepe Carvalho, al bianco, al nero, al genio, al sangue, al vino, al Santo e al porco.

CHAPEAU, CHAPEAU, CHAPEAU!!!

ENGLISH

El Celler de Can Roca

When the cuisine surprises, when the cuisine shocks.
Discreet elegance, whispered creativity and modern tradition.

It’s impossible to go into detail about all the dishes tasted in the four hours of this extraordinary gastronomic experience. Impossible and unfair.
In these places you live strong sensations, instinctive emotions, tastes and smells that you can’t always express with the simple brutality of the words.

I started with a waltz of finger food from the world: Mexico, Peru, China, Morocco and Korea.

Then caramelized olives, crispy shrimps, zucchini’s omelette, truffled bonbon, porcini’s brioche, Carpano bonbon with grapefruit and black sesame…what a delight!

Sprouts, flowers, leaves and fruits for a vegetal, thin and colorful consommé.

Adam and Eve. Fig-leaf cheese, green almonds and groundcherries; fresh and
charcoal-grilled fig, fig-leaf terrine with fig skin and rind, vinegar and fig ice cream. Cumin, fennel, tarragon and chervil, everything in perfect balance.

The white asparagus and black truffles “viennetta” goes straight into the brain.
A gentle but firm touch on black iced stone.

The timbale of apple and duck liver with vanilla oil is a tribute to art, pleasure, sex and delirium. I cried for the inevitable nostalgia of the last bite.

Salad of sea anemone, razor-clam, royal cucumber and seaweed in escabèche. An imaginary bridge between Catalonia and Japan. An illusion of flavor which covers and uncovers immense distances.

Caramelized and fried prawns legs - MAMMA MIA! - Charcoal-grilled Palamos king prawn, head juice with seaweeds, seawater and sponge cake of plankton.
Purity and fruit of our sea, of our deep Mediterranean roots.

Pablo Cortado-steamed langoustine cooked on the table. Perfectly accompanied by bisque velouté and Jerez caramel.

The sole dressed with fennel, bergamot, orange, pine nuts and olive oil, thanks this triumph of sauces.

Calamari parmentier with smoked paprika in a delicious essence that I refuse to call just broth.

Pigeon parfait and onion, curry caramelized walnut, juniper, orange peel and herbs. A whip on the palate; dense and intense.

The Sierra Mayor Iberian suckling pig with melon, orange and beetroot sauce is the question you wish. Impossible for a Catalan Chef fall right on the pig.
A carnal and lustful plate. Like white meat of young virgin.

A small pause and the first dessert comes.
Sourdough ice cream with cocoa pulp, fried lychee and sherry vinegar.

And then…dulce de leche!
Sheep’s milk ice cream and mousse of recuite. Cotton candy, sorbet and jam of guava. It deserves a standing ovation.

“Twas now the hour that turneth back desire in those who sail the sea and”…I end with a fake macaroon. A sphere of cinnamon and viola with coconut and honey toffee.

A meal for true sybarites. The complexity made simple, the simplicity made art, sublime and refined flavors.

A great thanks to Marianna, for making this evening even more special.
Smiles, details and explanations, beautifully served with her delicious Spanish-Italian language.

Lost and won by so much pleasure, I bow to the Roca brothers, to the immensity of Catalan cuisine, to the gourmet memories of Manolo and Pepe Carvalho, to the white, the black, the genius, the blood, the wine, the Saint and the pork.

CHAPEAU, CHAPEAU, CHAPEAU!!!

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