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Elezioni in Spagna

Creato il 21 novembre 2011 da Ilreferendum

di Stefano CapponiElezioni in Spagna: Viva Zapatero, Adios Zapatero

E’ stata alquanto scontata la vittoria dei Popolari alle elezioni di ieri nel Regno di Spagna. Il Partito Popolare, che rappresenta il centro-destra conservatore, ha battuto, come da ogni previsione e assolutamente di netto, il Partito Socialista.

Il primo ha infatti ottenuto, secondo i primi risultati, quasi il 45% dei voti, a fronte del quasi 29% del centro-sinistra: ben 16% in meno. Mai risultato più basso da parte dei Socialisti, che hanno avuto in questi ultimi mesi alcuni dei più oscuri momenti della loro storia politica, dal punto di vista elettorale.

Solo qualche mese fa infatti, José Luis Rodriguez Zapatero ha interrotto anticipatamente il suo secondo mandato da Primo Ministro, dopo le forti sconfitte alle elezioni locali e regionali e dopo le proteste degli Indignados, che in Spagna hanno iniziato per primi ad avere forza, e anche a causa dei terribili sondaggi. Zapatero è sempre stato ammirato e quasi osannato nel suo primo mandato per i suoi passi in avanti sui diritti civili, sul ruolo politico della donna, sull’informazione, sulle riforme interne da tutto il centro-sinistra europeo, anche da quello italiano. Nel secondo, invece, la Spagna ha raggiunto un tasso di disoccupazione- intorno al  21,5%- che mai fino a quel momento aveva raggiunto. Lo Stato iberico, infatti, figurava tra i primi fra i PIGS a dover cadere dopo la Grecia e il vicino Portogallo. Elezioni in Spagna: Viva Zapatero, Adios Zapatero

E’ per questo che la popolazione spagnola si è divisa in due: da una parte chi si è rifugiato, da Indignados, nel voto di protesta o nell’astensionismo. Dall’altra chi ha ricordato i tempi del centro-destra di Aznar, figura politica molto discutibile, accusata spesso di aver fatto del male alla democrazia spagnola e di avvicinarsi in certi aspetti all’italiano Berlusconi; tuttavia, a quei tempi il lavoro c’era,e ce n’era di più.

Zapatero, per il bene del Paese e del suo partito, ha deciso di dare le dimissioni, senza ricorrere a sforzi e trucchetti, e ha indetto le elezioni anticipate questo 20 novembre 2011. Le dimissioni sono apparse abbastanza provvidenziali per i mercati, che hanno fatto calare lo spread e hanno aiutato la Borsa iberica, che prima era messa peggio di quella italiana ed ora, pur a livelli spaventosi, è invece migliore. Rinunciando anche a candidare una dei ministri giovani e donne del proprio Governo, Luis ha lasciato spazio a Alfredo Rubalcaba, politico di vecchia data e piuttosto a sinistra.

Questo rinnovamento, tuttavia, non è servito a impedire la débacle elettorale, e Mariano Rajoy, candidato del centro-destra, è stato nominato dal popolo spagnolo per governare quattro anni con un Parlamento che gli regala la maggioranza assoluta dei suoi seggi. I Socialisti hanno fin da subito ammesso la sconfitta, mentre i Popolari affermano, per bocca del loro segretario generale Maria Dolores De Cospedal: “Oggi abbiamo una enorme soddisfazione e sentiamo una enorme responsabilità”.  Dopo aver conosciuto il risultato, Rajoy ha baciato con enfasi sua moglie davanti alle telecamere, che gli è stata molto vicino in campagna elettorale.

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