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Eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di drone DJI Phantom 4

Creato il 13 aprile 2017 da Straker
Eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di drone DJI Phantom 4
Sono stati recentemente eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di un drone semi-professionale. I prelievi si sono avvalsi del "DJI Drone Phantom 4", fornito di videocamera in alta risoluzione (12 MP/4K) e sistema di controllo GPS. A bordo del velivolo radiocomandato è montato un kit (realizzato ad hoc) che aspira l'aria in quota e la deposita su filtro 3M. Il drone ha raccolto, in più sessioni, residui di pulviscolo in un’area non antropizzata, ma costantemente attraversata da corridoi di discesa impiegati da aviogetti civili in avvicinamento allo scalo aeroportuale di Nizza.
E’ stato dunque seguito un protocollo rigoroso con il fine di prelevare campioni utili a rilevare i composti chimici presenti in atmosfera in relazione alle attività di biogeoingegneria criminale.
Come sito, è stata scelta un’area dell’entroterra ligure adatta all’uopo. Ciò ha consentito pure di verificare, per quanto in modo empirico, le condizioni dell’ambiente boschivo. Il bioma risulta piuttosto povero e degradato: il sottobosco annovera poche specie vegetali, i pini risultano spesso attaccati dalla perniciosa processionaria, non sono stati rilevati imenotteri e l’avifauna risulta alquanto misera. Naturalmente la cronica siccità, collegata solo ed esclusivamente alle scie igroscopiche, insieme con la contaminazione globale è la causa di questo depauperamento floro-faunistico.
Eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di drone DJI Phantom 4
Certo, la zona è meno bersagliata rispetto alle aree urbane, a dimostrazione che la popolazione è uno dei principali obiettivi delle nefaste operazioni chimico-biologiche: nel filmato si nota che “sopravvivono” corposi cumuli. Belle nuvole aleggiano al di sopra delle dorsali montuose ed il cielo riesce qua e là a conservare un azzurro vero, tuttavia i passaggi dei voli incivili sono numerosi, come testimoniato dal video. Si nota all'orizzonte una densa coltre composta dal particolato di ricaduta. D’altronde non pare più esistere territorio che non sia sotto attacco.
Siamo soddisfatti di come è stato compiuto il prelievo: ogni fase ha seguito il piano prestabilito e presto saremo in grado di divulgare i risultati delle analisi. Ci attendiamo purtroppo conferme di quanto assodato in questi lustri: finora tutti gli esami di acqua, suolo, aria hanno accertato la presenza in quantità abnormi dei soliti micidiali elementi (alluminio, bario, arsenico, stronzio, cadmio, manganese e via discorrendo), derivanti dalla combustione del neurotossico carburante avio Jet-A1, come peraltro dimostrato dai recenti studi della Dottoressa Ulrike Lohmann nonché nel documento referato del Dottor J. Marvin Herndon. Si tratta di metalli e non metalli legati sia al deterioramento dei biomi sia ad una serie di disturbi e patologie anche gravi che colpiscono gli esseri viventi.
Eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di drone DJI Phantom 4
Analisi dei residui carboniosi estratti dal turbofan di un velivolo commerciale Boeing 777. Il campione, immesso nel reagente, mostra la presenza di cadmio, rame, cobalto. Si noti il colore della porzione superiore nella fiala usata per il test e lo si confronti con la scheda di riferimento.
Se possibile, saranno eseguiti altri campionamenti sempre sulla base di una procedura precisa e razionale. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che, con il loro fattivo contributo, hanno permesso di realizzare il progetto. Ci ripromettiamo di organizzare altre iniziative a corollario di questa, in linea con tutte le altre attuate in questi anni. Intanto prosegue la raccolta fondi al fine di affiancare, se possibile, le costose analisi sprettroscopiche a quelle relativamente più economiche tramite kit Osumex. Queste analisi saranno eseguite con il metodo dei reagenti, come in questo esempio. Qui il link per contribuire alla campagna tramite Paypal. In alternativa è possibile effettuare un bonifico bancario (IBAN: IT48I0617522700000001977280 - Causale: "Campagna prelievo in quota") o su carta Postepay (4023 6009 4336 4051 - Codice fiscale: MRCRSR61C19I469R). Di seguito il filmato relativo ad alcuni voli eseguiti con il DJI Phantom 4.

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